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“Casinò Hormonal”

51abQzLh+lL._AC_US218_.jpgdi Gabriele Ottaviani

La premiata ditta Lodato&Paloalto, in barba a ogni più pessimistica previsione, firmò il contratto con la Dreamporks Production di lì a un mese. Sedici film in quattro anni, ritmi di lavoro al limite dell’umana tolleranza, visite mediche continue, pause di lavorazione praticamente nulle. Niente raffreddori, influenze, cazzi tuoi. Se soltanto aveste idea di che cosa significhi mantenersi in tiro al naturale quei venticinque, quaranta minuti necessari per sistemare le luci intorno al vostro pisello, diverse volte al giorno, anche allettati dall’ipotesi di un’astronomica cifra subito disponibile sul conto corrente, almeno un attimo, giusto una frazione di secondo, datemi retta: ci pensereste. Ci pensereste eccome. Il problema della pornografia, a qualunque livello la si frequenti, è che è come la droga: facile entrare, difficile uscire. Soprattutto se non ne si vuole uscire. Dovrebbero aprire comunità di recupero per ex attori porno, gente del settore e comunissimi fruitori: potrebbe diventare un business di tutto rispetto. In tempi di crisi, ci vogliono idee nuove. E il porno, con la massima coerenza, ne ha sempre avute. Il nuovo, dunque, eravamo noi: un duo di pornofili che stava per fare della propria passione un mestiere. Oltremodo redditizio, avremmo scoperto. Il nostro primo lungometraggio, Twin Dicks, di recente riscoperto su YouPorn, caricato da qualche nostro rigido sostenitore, passò inosservato e sparì dalle videoteche e dai cataloghi alla stessa rapidità con cui venne realizzato e immesso sul mercato. Raccontava la storia di due gemelli, interpretati dal sottoscritto; uno era un tombeur de femmes di razza, l’altro uno sfigato, altrettanto di razza. S’innesca così un continuo scambio tra i due, che porterà tre madamigelle, sedotte e abbandonate dal gemello tombeur, a sospettare che sotto sotto ci sia qualcosa di losco, dopo essersi conosciute per puro caso. Stabilito un piano, le tre si danno appuntamento per la resa dei conti presso il domicilio del gemello tombeur, ma ad accoglierle in casa, spaventato come potrebbe esserlo un vampiro vecchio stampo al sorgere del sole, ecco il gemello sfigato. Il quale, messo alle strette, confessa l’orribile tresca. Le tre, vestite per l’occasione con costumi di scena che richiamano quelli del cartone animato Occhi di Gatto, decidono di punire il gemello sfigato obbligandolo a compiere ciò che più teme in assoluto: fare sesso. E il gemello sfigato, in mezzo a quel ben di Dio, tanto sfigato non lo sarà mai più. The end. Peccato fosse andato male. L’idea di fondo non brillava per innovazione, ma nell’insieme il film sarebbe riuscito nell’impresa di farvi dimenticare, per una sera, i solleciti delle bollette scadute e l’appuntamento della settimana con la nuova puntata dell’ennesimo talent show importato. Nonostante il gran capo non facesse i salti di gioia a fronte del flop, scelse di affidare a noi la realizzazione in tempi record di un lungometraggio destinato a un progetto di sensibilizzazione sull’uso dei contraccettivi. Per essere sinceri, ho l’impressione, col senno di poi, che il vecchio bastardo non avesse nessuno disponibile per le mani, al momento, e perciò non aveva fatto altro che tirare in mezzo le ultime ruote del carro. Ma lasciamo perdere: si trattava di cavalcare l’onda e io e Sandrino di cavalcate ce ne intendevamo.

Vercelli non è evidentemente nota per una movida degna delle Baleari, né tantomeno solo per le risaie, per i suoi scorci monumentali e per una gloriosissima compagine calcistica, bensì, almeno nella finzione del divertente, esplicito, erotico, sboccatissimo, esilarante, brillante, piacevole, godibile, allegro, lieve ma non superficiale, sardonico e intelligentissimo romanzo di Gianluca Mercadante, la cui vena narrativa è una garanzia di qualità, anche per le spumeggianti doti virili di Diego. Amico fraterno di Sandrino. A cui la scoperta casuale di una collezione di numeri del fotoromanzo pornografico SuperSex, quando, negli anni Ottanta, epoca edonista, crapulona e niente affatto lungimirante per antonomasia sotto ogni punto di vista, sono solo due ragazzini, cambia la vita: Sandrino fa il regista, Diego l’attore. Hard. Il successo è deflagrante. A un certo punto però Diego comincia a perdere colpi. Ma… Da non perdere assolutamente. Casinò Hormonal, edizioni Las Vegas.

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