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“Montale”

515yArPq-YL._AC_US218_.jpgdi Gabriele Ottaviani

L’impossibilità di una poesia sublime non induce Montale a una sconfessione della sua opera…

Montale, Alberto Casadei, Il Mulino. Seconda edizione, collana Profili di storia letteraria, a cura di Andrea Battistini. Nel millenovecentosettantacinque fu insignito del più prestigioso premio letterario, il Nobel, per, come recita la motivazione ufficiale promulgata da coloro che glielo assegnarono, la sua poetica distinta che, con grande sensibilità artistica, ha interpretato i valori umani sotto il simbolo di una visione della vita priva di illusioni: è una delle figure più importanti, complesse e straordinarie della cultura del nostro paese, e in questa nuova edizione del volume di Alberto Casadei se ne analizza con proprietà e cura la produzione letteraria, la vita, il ruolo come intellettuale. Da leggere e rileggere, per conoscere, capire e imparare.

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“Biologia della letteratura”

downloaddi Gabriele Ottaviani

Un passaggio importante, come si è accennato, si coglie bene parecchi secoli dopo, in particolare (ma è già un testo molto perfezionato) con l’Orlando furioso di Ludovico Ariosto (1516-1532). Qui il nucleo generatore appare in prima istanza chiaro: il poema promette di narrare un evento incredibile, la pazzia per amore del più forte e savio fra i paladini di Carlo Magno, quell’Orlando che, nella veste di ‘Roland’ protagonista della celeberrima Chanson, era stato addirittura rappresentato come una figura Christi. Il nuovo evento è inedito e sconvolgente, dunque può diventare un ottimo attrattore anche dopo le numerosissime storie che hanno visto come protagonista questo personaggio, comprese quelle dell’incompiuto Orlando innamorato di Matteo Maria Boiardo (1483-1494), premessa indispensabile per il poema ariostesco. Tuttavia questo episodio viene narrato, al centro esatto dell’opera, dopo una miriade di altri, costantemente legati tra loro con un uso abilissimo dell’entrelacement tipico dei romanzi arturiani: le ‘inchieste’ (quêtes) dei tanti personaggi, che possono avere un fondamento comune (soprattutto l’amore per il supremo oggetto del desiderio, Angelica), nei fatti confliggono di continuo fra loro, e ciò genera rinvii o ostacoli nel raggiungimento di ciò che si cerca. L’intreccio serve allora al narratore-autore per governare la sua macchina generatrice di attese e di frustrazioni, però non determina i singoli destini, che sono invece connessi alla personale e a volte ossessionata brama (un altro termine che già in ambito lirico connette biologia-pulsioni e antropologia-desideri).

Biologia della letteratura – Corpo, stile, storia, Alberto Casadei, Il saggiatore. Siamo fatti d’anima. Di spirito. Di sogni. Desideri. Speranze. Paure. Dubbi. Ansie. Perplessità. Incertezze. Della materia, come recita una frase ormai assurta al livello di adagio abusato, della quale sono fatti i sogni. Che però sono prodotti dal cervello. Che è un organo. Ha una sua ben definita materialità. È fatto di cellule. Vasi. Tessuti. Macromolecole e catene carboniose. L’immateriale e il tangibile pertanto non sono che due facce della medesima medaglia, contrari eraclitianamente connessi, l’uno senza senso se privato dell’altro in quanto in quel modo indefinibile, inconoscibile, incomprensibile, incomunicabile. E se la letteratura parla, come parla, della vita, la nostra e quella altrui, ha un corpo ed è fatta di corpi, ed è lì che bisogna indagare per approfondire la conoscenza: Alberto Casadei si avvale dell’antropologia, della biologia, delle neuroscienze e delle loro più recenti scoperte per realizzare una monumentale esegesi del simbolo, delle sue valenze e non solo nei testi di ogni tempo.

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“Il club dei buongustai”

il-club-dei-buongustai.pngdi Gabriele Ottaviani

Non c’è altra vera dieta che quella di mangiare la propria fame.

Il club dei buongustai e altri racconti culinari giapponesi, Jun’Ichirō Tanizaki, Kōzaburō Arashiyama, Osamu Dazai, Rosanjin Kitaōji, Shiki Masaoka, Kenji Miyazawa, Kafū Nagai, CasadeiLibri editori, a cura di Ryoko Sekiguchi, traduzioni di Ryoko Sekiguchi, Patrick Honnoré e Lorenzo Casadei. Illustrazioni La Cocotte. Siamo quello che mangiamo, si sa. E nutrirsi è fondamentale. Senza cibo non c’è vita. E al mondo c’è chi spreca l’impossibile. E chi letteralmente fa la fame. Il cibo è cultura. Identità. Storia. Appartenenza. Famiglia. Un atto d’amore. In questa splendida, ricca, dotta antologia ogni cosa è illuminata, ogni emozione è raccontata. Senza retorica, con stile, garbo, scintillante brillantezza. Da non perdere.

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“Hanafuda”

download (1).jpgdi Gabriele Ottaviani

I salici dei fiumi, lungo gli argini e i canali, hanno in Giappone questa qualità, irriducibile e perfetta, che Roland Barthes riscontrava sia nelle palme che nella scrittura: la cascata.

Hanafuda – Il gioco dei fiori, Véronique Brindeau, CasadeiLibri. Traduzione di Lorenzo Casadei. Disegno delle carte di Sandra Borderon. Pino, pruno, ciliegio, glicine, iris, peonia, lespedeza, miscanto, crisantemo, acero, salice e paulonia. Una pianta per mese. In Giappone infatti nel sedicesimo secolo è nato un gioco di carte, allegato alla presente pubblicazione, con tanto di regole e istruzioni, davvero singolare. Non ci sono fanti, cavalieri, re o regine, ma piante e fiori, come in un erbario, un’antologia (è proprio il caso di dirlo, vista l’etimologia greca della parola) di suggestioni e riferimenti raffinati e bellissimi. Véronique Brindeau propone al lettore un viaggio all’interno di questo mondo fatto di simboli e allegorie, che induce al divertimento e alla riflessione.

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“Dalla balena blu al cyberbullismo”

bullismo_fronte_highdi Gabriele Ottaviani

Con molto equilibrio, il signor Halligan specifica che il suicidio di Ryan è dipeso da una somma di problemi diversi creatisi durante la scuola media: soffriva di de­pressione, era vittima di continue prese in giro perpetrate in particolare da un coetaneo, si tormentava per le proprie difficoltà a scuola e di coordinazione fisica. Biso­gna distinguere le diverse esperienze di cyberbullismo e capire che nei casi gravi, quelli dagli esiti drammatici come il suicidio, possono esserci alla base problema­tiche psicologiche di varia natura, estranee dunque al fenomeno. Ma è quando le prese in giro si sono amplifi­cate trascendendo nel cyberbullismo che il ragazzo non ha più potuto sostenere il peso di tutto questo. Ryan si era innamorato di una compagna di scuola carina e popolare, che fingendo un interesse sentimen­tale aveva chiacchierato con lui tramite una chat. Fino a quando un giorno, di fronte agli amici, gli ha dato del perdente, aggiungendo che non voleva avere nulla a che fare con lui e che il suo interessamento online era solo uno scherzo. La ragazza, evidentemente non un model­lo di sensibilità e del tutto differente dalla principessa delle favole che si era immaginato Ryan, attraverso un copia/incolla ha provveduto a inviare agli amici le frasi che si erano scambiati durante le chatline, rivelandone confidenze, dettagli personali e imbarazzanti e facendo­lo diventare lo zimbello di tutta la scuola. Non tutti gli adolescenti, soprattutto quelli già in crisi per conto loro, possono sopportare tutto questo.

Dalla balena blu al cyberbullismo – Affrontare i pericoli dei social con la psicologia positiva, Andrea Bilotto, Iacopo Casadei, Imprimatur. Crescere è difficile per definizione. Perché si cambia, e i cambiamenti sono ardui da affrontare. Anche quando sono attesi e sperati. Perché si diventa diversi. E si corre dunque il rischio di non piacere. Di non piacersi. Di non essere amati. Di non saper amare. Di non riconoscersi più. La cosa più importante, soprattutto a una certa età, è infatti proprio sentirsi parte di un gruppo, avere un’identità che dia sicurezza. Spesso e volentieri, invece, gli altri diventano un nemico. L’adolescenza è l’età dello scherno, della gratuita cattiveria, dei dolori che sembrano assoluti, e fanno male come non mai. Perché non si è preparati a far loro fronte. Bilotto e Casadei scrivono un’opera interessante, intelligente, importante. Per tutte le età.

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