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“Muschi alti”

5114u2zC42L._AC_US218_.jpgdi Gabriele Ottaviani

Il momento è giunto: si alza in piedi, sfila come in passerella, un piede dietro l’altro proprio come fanno le modelle, dando, per tutto il tempo, le spalle ad Amedeo. Si dirige lentamente verso la bottiglia, che si trova fortunatamente dall’altra parte del tavolo, le si ferma vicino e, rimanendo sempre di schiena, girando solo la testa verso il suo pubblico, dice con piccante sensualità: «Amedeo, caro, mi versi un bicchiere di vino per favore?» Rapido, Amedeo si alza per esaudire la richiesta della sua signora e subito dopo riempie i bicchieri di tutti. È proprio Flora a proporre un brindisi alla bella serata, alla cuoca – della cui cucina non ha assaggiato quasi nulla in realtà, troppo grassa per i suoi gusti – e a tutti i presenti. Tutti sollevano i bicchieri e brindano felici. Amedeo è sconvolto, Flora è davvero imprevedibile. La serata prosegue sotto le stelle, calda e piacevole. Flora si accorge di essere osservata dall’avvocato. Si parla di caccia. Lei si sente a volte preda e a volte cacciatrice… Vorrebbe stuzzicare un po’ i presenti, così solo per dare un po’ di brio alla serata. Amedeo, però, inizia a raccontare vecchie battute di caccia fatte con la famiglia tempo prima, una noia mortale, non la smette più, che barba, uffa… pensa Flora. Non riuscendo ad attirare in alcun modo l’attenzione di Giovanni, troppo preso dai racconti di Amedeo, decide di regalare un fugace sguardo all’avvocato, che – ne è certa al cento per cento – la sta osservando da un bel po’ e sempre con più interesse. Parte il gioco. Movimenti lenti e calibrati, nessuno si deve accorgere di nulla. Nel voltarsi verso Amedeo, tutto preso dal suo racconto, lascia che si slacci “inavvertitamente” un bottone della camicia, in modo che sia un po’ più visibile l’intimo, il giusto tra vedo e non vedo, quanto basta per catturare l’attenzione e stuzzicare i pensieri.

Muschi alti, Daniela Capobianco, Clown Bianco. Muschi alti è il nome di un agriturismo che fa splendida mostra di sé nel paesaggio incantevole, sensuale e ammaliante della Maremma: lì si intrecciano le storie di uomini e donne che decidono, per i più diversi motivi, di intraprendere un viaggio. Ed è noto che dai viaggi, se si parte con la disposizione d’animo non del turista bensì di chi vuole davvero vivere una nuova esperienza, si torna per forza di cose mutati. Non bisogna temere il mutamento, ma certo nulla garantisce che sia inevitabilmente positivo: e così Daniela Capobianco fa fare al lettore la conoscenza di Laide, che non vuole figli, ma il suo fidanzato sì, di Biagio, che sente di avere nel cuore una storia da raccontare in forma di romanzo, ma non sa come fare, di Giovanni, che è ossessionato dai suoi debiti di gioco, di Valter, che per la prima volta si allontana dal suo mondo e dai suoi anziani genitori, senza avvisarli, di Flora, che incontra Amedeo e si domanda se finalmente possa essere lui quello giusto… Brillante, solido, ben caratterizzato, convincente e coinvolgente.

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