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“A spasso con Don Camillo”

9788862616935_0_306_0_75.jpgdi Gabriele Ottaviani

In tutto il Mondo Piccolo, il maiale è ancora oggi considerato pressoché sacro…

A spasso con Don Camillo – Guida al Mondo Piccolo di Giovannino Guareschi, Mario Bussoni, Mattioli 1885. Spesso sottovalutato e criticato a prescindere, come si suol dire, per motivi che nulla hanno a che fare con la qualità letteraria, bensì in primo luogo con la politica, Guareschi, forse finanche soffocato come autore propriamente detto dal troppo – ma meritato – successo delle versioni filmiche dei suoi testi con Cervi e Fernandel, impareggiabili, in realtà è stato uno dei fotografi più accurati della realtà italiana attraverso le sue narrazioni, intrise di maschere archetipiche e reali: Bussoni ci conduce nel suo universo, ed è un’occasione assolutamente da non farsi sfuggire per nessuna ragione.

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“Napoleone in Italia”

IMG_20191010_142755di Gabriele Ottaviani

Rivoli Veronese si trova allo sbocco dell’alta valle dell’Adige.

Napoleone in Italia – I luoghi delle campagne militari, Mario Bussoni, Mattioli 1885. Foscolo gliela giurò, per la cessione dell’adorata Venezia agli odiati austriaci: troppo grande fu la delusione di Campoformio per il poeta di Zante. E certo Napoleone suscitò dappertutto reazioni contrastanti: ci fu chi lo vide come un faro nella notte e chi gli imputò il tradimento di nobili ideali. Quel che è sicuro e pressoché unanime è che si è trattato per lo più di un condottiero mirabile, anche sul territorio italiano: Savona, Albenga, Montenotte, Carcare, Ceva, Mantova, Lonato, Castiglione delle Stiviere, Trento, Lavis, Rovereto e Bassano sono solo alcuni dei luoghi in cui con mano sicura ci conduce questa accuratissima guida corredata da splendide immagini. Per viaggiare nella storia.

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“Normandia”

9788889397572di Gabriele Ottaviani

Nell’operazione Overlord, Arromanches-les-Bains riveste un ruolo di vitale importanza.

Normandia – I luoghi dello sbarco e della battaglia, Mario Bussoni, Mattioli 1885. È una delle regioni più belle di Francia, è stato il teatro di uno degli eventi più significativi della seconda guerra mondiale, è terra di storia e maree, in cui ogni angolo sembra raccontare vicende gravide di senso e ricchissime di livelli di lettura e chiavi di interpretazione, sempre più caleidoscopiche via via che si susseguono gli scorci: Bussoni conduce il lettore in Normandia attraverso una pubblicazione agilissima e splendida connotata da meravigliose immagini.

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“First ladies”

download.jpgdi Gabriele Ottaviani

Eleanor è una che divora la vita: fuma due pacchetti di Camel al giorno, sigari e occasionalmente la pipa, beve volentieri qualche buon bicchiere di bourbon, è un’ottima forchetta, gioca a poker, le piace la boxe, si esprime in modo colorito e robusto.

First ladies – Le “vere” padrone della Casa Bianca, Mario Bussoni, Archivio storia. Martha Washington, una vita da prigioniero di stato. Abigail Adams, la felicità lontana da Washington D. C.. Martha Jefferson, una donna bianca in un harem nero. Dolley Madison, la hostess della nazione. Elisabeth Monroe, la donna più bella degli Stati Uniti. Louisa Adams, una moglie trascurata. Rachel Jackson, la bigama che non diventerà mai prima donna. Hannah Van Buren, non immaginando un evento del genere. Anna Harrison, senza mai mettere piede alla Casa Bianca. Letizia Tyler, una vita da invalida. Julia Tyler, meglio restarsene al di fuori. Sarah Polk, una puritana che bandisce alcol e ballo. Margaret Taylor, la figlia come sostituta. Abigail Fillmore, mai prima donna. Caroline Fillmore, solo moglie di un ex. Jane Pierce, la presidenza come un castigo divino. Harriet Johnston, la nipote di Buchanan a dettare la moda. Mary Todd Lincoln, l’instabile spendacciona. Eliza Johnson, allergica ad apparire in pubblico. Julia Grant, alla scoperta dell’opulenza. Lucille Hayes, la “Signora Limonata” Lucille. Lucrezia Garfield, una donna americana esemplare. Ellen Arthur, morta troppo presto. Frances Cleveland, la giovanissima “nipotina”. Caroline Harrison, terrorizzata dall’avvento dell’elettricità. Ida McKinley, segnata dalle disgrazie familiari. Alice Roosevelt, una morte improvvisa. Edith Roosevelt, un’ostinata difesa della privacy. Helen Taft, la dominatrice. Ellen Wilson, un angelo alla Casa Bianca. Edith Wilson, il presidente segreto. Florence Harding: avvelenatrice del marito per tenerlo fuori dagli scandali? Grace Coolidge, contenuta e impeccabile. Louise Hoover e le amabili conversazioni alla Radio. Eleanor Roosevelt, first lady del mondo. Elisabeth Truman, la più longeva. Mamie Eisenhower, nei sondaggi di allora la donna più ammirata del mondo. Jackie Kennedy, una donna mito, ma…. Claudia Johnson, una sfilza di pubblici riconoscimenti. Thelma Nixon, la più viaggiatrice. Betty Ford, compagna di squadra di un uomo inesistente. Eleanor Carte, la Magnolia d’acciaio impagabile come assistente. Nancy Reagan, la donna con più potere di quanto osiamo pensare. Barbara Bush, la irriducibile nonnetta. Hillary Clinton, la donna più potente del mondo. Laura Bush, la moglie stimata del politico più avversato al mondo. Michelle Obama, la prossima numero uno? Melania Trump, una donna solo immagine? Eccole qua, tutte insieme appassionatamente: si dice che dietro ogni uomo ci sia una grande donna. Verrebbe da dire invece che se questi uomini sono diventati più o meno grandi è in certi casi solo perché avevano questi fiori d’acciaio accanto, altro che storie. E se in qualche occasione fossero state loro presidenti e i maschi di casa principi consorti probabilmente le cose sarebbero state migliori. Per il mondo tutto. Spesso cornificate, talvolta cornificatrici, impeccabili nel loro ruolo, indispensabili. Donne vere. Straordinarie. Con tutti i pro e tutti i contro di ognuno di noi. Umane. Troppo umane. Autentiche. Ritratte con spumeggiante dovizia di particolari in questa preziosa collana di biografie arricchita da splendide foto che si legge con gusto infinito. E non certo per mero gossip, ma per storica passione.

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“Il grande massacro del ’14-’18”

download (1).jpegdi Gabriele Ottaviani

Al grido di “Avanti, Savoia!” imbottiti di alcol…

Il grande massacro del ’14-’18 – La guerra che non doveva scoppiare, Mario Bussoni, Alessandro Gualtieri, Mattioli 1885. Il capo comanda, il sottoposto è costretto a obbedire. E poco importa se viene mandato a morire, tanto di no lui certo non può dire. E allora canta, per farsi coraggio, per ricordare i bei giorni, gli amori lasciati a casa che chissà se un giorno rivedrà, la vita, quella vera, quella bella, messa a rischio, immolata, sacrificata sull’altare di una guerra che è come la zanzara che porta la malaria. Anofele. Ovvero, dal greco, inutile. E pertanto dannosa. Come ogni guerra che si rispetti. Imposta dall’alto, calata come una spada di Damocle sulla testa di milioni di persone che hanno ben altre battaglie da portare avanti per sopravvivere. Con un racconto vibrante e intenso, documentatissimo, Bussoni e Gualtieri ci portano indietro di cent’anni. E al tempo stesso parlano di oggi. E di domani.

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“Radio Londra”

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Il ministro della Propaganda del Terzo Reich Goebbels ne è convinto. Egli sostiene infatti impudentemente: “Una falsità ripetuta tre volte si trasforma in una verità”.

Radio Londra – Voci dalla libertà, Mario Bussoni, Archivio Storia. È ancora oggi nell’immaginario collettivo il simbolo della liberazione dal totalitarismo che ha appestato con i suoi miasmi mefitici l’aria dell’Europa e di conseguenza del mondo per interi decenni, l’avanguardia della verità contro la ridondanza stentorea della propaganda, che come ogni menzogna che si rispetti viene ripetuta più e più volte e strillata più forte, in ossequio all’adagio antico secondo il quale fa di certo più rumore un albero che cade di quanto non ne faccia una foresta che cresce. Veniva ascoltata di straforo, con la paura sempre addosso che faceva sobbalzare di continuo il cuore nel petto, tra mille sotterfugi. Ha informato milioni e milioni di persone. Mario Bussoni, giornalista e storico, docente di storia del Novecento e del Medioevo, ne ripropone l’epopea con un’esegesi dettagliatissima, chiara e istruttiva.

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“Hitler vivo o morto”

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La verità è che nessuno intende risvegliare situazioni che dovrebbero essere ormai sopite da tempo e che possono suscitare diatribe.

Hitler vivo o morto, Mario Bussoni, Mattioli 1885. Sono passati quasi quarant’anni da quando la prima pubblicazione dell’inchiesta che l’autore, finissimo esegeta, capace di raccontare la storia con stile asciutto e profondamente narrativo, nonché divulgativo per formazione e struttura, ha condotto, in seguito a una ricerca che pare evidente che sia stata lunga e niente affatto facile, in merito alle circostanze della morte di Hitler. L’obiettivo è contestarne il suicidio, dimostrarne l’impossibilità, portare sotto la luce del riflettore il ruolo di Eva Braun. E non solo. Misteri, inganni, perpetrati anche dalle potenze nemiche del Nazismo, falsi, illazioni, ipotesi, come quella di una fuga in Sudamerica, dove moltissimi criminali di guerra del Reich, spesso con passaporto danese, hanno tentato di rifarsi una verginità e di sfuggire al crollo del loro sistema perverso, che, in un racconto ampio e minuziosamente illustrato vanno a delineare un quadro d’indagine il cui fondamentale pregio è lo sprone alla  costante riflessione, a non smettere mai di porsi interrogativi che, a partire dalla storia, coinvolgono direttamente noi e l’immagine stessa che abbiamo del mondo.

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“Brigata Marina San Marco”

brigata-marina_san-marco_mario_bussonidi Gabriele Ottaviani

Insieme a quella dell’Iraq una guerra senza fine interessa da anni l’Afghanistan, un paese le cui origini affondano nella notte dei tempi.

Brigata Marina San Marco – Il ruggito del leone, Mario Bussoni, Mattioli 1885. È una grande unità anfibia della marina militare. È uno degli elementi più importanti delle nostre forze armate. È un collettivo di persone che si impegna per i valori nei quali crede. È un fondamentale presidio nelle missioni di pace nelle quali rappresenta la nostra repubblica ed è coinvolta in giro per il mondo, portando aiuti a chi ha bisogno, lavorando alacremente e con zelo per la sicurezza di tutti. È la brigata San Marco, di cui in questo volume molto agile e curato viene raccontata, anche per mezzo di immagini particolarmente belle ed efficaci, con grande chiarezza tutta la storia. Da leggere.

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“Il grande massacro del ’14-’18”

il-grande-massacro-del-14-18di Gabriele Ottaviani

I compiti in cui la donna è più frequentemente rappresentata al tempo della Grande Guerra sono quelli più tradizionali dell’infermiera e della dama di carità, che evidenziano il ruolo tipicamente femminile di angelo consolatore, di custode, assistente e supplente dell’uomo.

Il grande massacro del ’14-’18 – La guerra che non doveva scoppiare, Mario Bussoni e Alessandro Gualtieri, Mattioli 1885. Foto, approfondimenti, analisi, aree e nuclei tematici, le mille ambiguità alla base del conflitto, l’impreparazione dell’Italia, l’atrocità della guerra di trincea, la Strafexpedition, il fronte dolomitico, la disfatta di Caporetto, la resistenza sul Piave, la vittoria dimezzata, la conferenza di pace, lo scontro tra neutralisti e interventisti, gli eserciti e i civili, cronologie e schede, lo schieramento delle forze belligeranti, persino il ruolo svolto dalla Repubblica di San Marino, piccola e antica, le condizioni imposte da Cadorna, i mortai, le bombarde, mitragliatrici, baionette, fucili, pistole, lanciafiamme, gas, l’impegno dell’aviazione e della marina, il patriottismo femminile, il fronte orientale e quello occidentale, le curiosità, i personaggi più importanti, come Francesco Baracca, Enrico Toti e persino Padre Pio, la celebre tregua del millenovecentoquattordici, la società delle nazioni: di questo e molto altro si parla in questo dotto e agile libro, con competenza e autentico spirito divulgativo. Per tutti gli appassionati di storia. E non.

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