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“Brave persone”

unnameddi Gabriele Ottaviani

Subito dopo, almeno nella mia percezione, il cielo non c’era più e non c’era nemmeno il tizio disperato né quelli che lo avevano convinto a darsela a gambe. Sopra di me c’erano due uomini vestiti di arancione e un altro che indossava una sorta di camice. Ero circondato da strumenti e l’ambiente oscillava, sobbalzava, saltellava. Faceva caldo e non c’era un buon odore. Quando cercai di parlare scoprii che qualcosa m’impediva di chiudere la bocca. Per qualche secondo pensai con terrore che il tipo con il camice che incombeva su di me mi avesse infilato il pene in bocca. Provai a mordere e scoprii di non farcela. «L’abbiamo intubata» disse qualcuno. Non capii che cosa intendesse. «Non provi a muoversi. Stia il più rilassato possibile». Volevo dire a quegli uomini del formicolio che sentivo in tutto il corpo, come se fossi il piatto di un gong che qualcuno aveva fatto vibrare con un colpo secco. Volevo chiedere loro dove mi trovavo, che cosa mi stava succedendo, e perché non riuscivo a muovere la bocca. E che cosa significava che mi avevano intubato. E come pretendevano che stessi rilassato. Quando i sobbalzi cessarono, mi sentii sollevare in volo. Poi ero su una lettiga a rotelle che correva per corridoi troppo illuminati. Volevo gridare a qualcuno di abbassare le luci perché mi ferivano gli occhi. Il dolore all’occhio destro esplose: era come se mi ci stessero infilando dentro un chiodo, martellata dopo martellata. Uomini in camice mi circondarono. Tutto si fece buio. Quando mi risvegliai mi dissero che erano passati otto giorni. Che ero stato più volte a un passo dalla morte. Che mi avevano tenuto in coma farmacologico, avevo subito diversi interventi chirurgici e altri ne avrei dovuti subire. Avevo sentito parlare di esperienze di quasi morte in cui il soggetto subisce allucinazioni così reali che al risveglio le scambia per la realtà. Avrei voluto chiedere ai medici se era così.

Brave persone, Cosimo Buccarella, IoScrittore. Autore pluripremiato, con pieno merito, di romanzi e racconti che vive a Lecce, nonché progettista e realizzatore di escape room per LeccEscape, Buccarella racconta con sensibilità, cura, delicatezza, intensità e senza retorica la storia di un uomo che ha una moglie praticamente da sempre. Nella sua vita però d’un tratto entra un’altra donna. La passione è irresistibile. Nasce un figlio. E inizia dunque la ricerca di un equilibrio, che è in fondo ciò che ognuno di noi anela nel suo precario cercare di essere felice senza generare volontaria sofferenza in nessuno, specie in chi ama: da non lasciarsi sfuggire per nessuna ragione.

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