Libri

“I sonnambuli”

41Kycs1D9DL._AC_UL320_ML3_di Gabriele Ottaviani

Joachim trovò fastidiosa la cortesia di routine che ognuno dei due esercitava nei confronti dell’altro…

I sonnambuli – I. 1888 – Pasenow o il romanticismo, Hermann Broch, Adelphi, traduzione di Ada Vigliani. Con un saggio di Milan Kundera. Scrittore e drammaturgo austriaco troppo poco noto nonostante il talento sopraffino, vario, articolato e complesso, naturalizzato statunitense e vissuto a cavallo fra Ottocento e Novecento, Hermann Broch, nel millenovecentotrentotto arrestato e rinchiuso in un carcere nazista da cui fu liberato grazie all’intercessione e all’aiuto di alcuni amici fra i quali poteva essere annoverato nientedimeno che James Joyce, docente di tedesco a Yale e autore, tra l’altro, di un celebre saggio sul comportamento di massa oltre che, naturalmente, del suo testo più famoso, La morte di Virgilio, resoconto delle ultime ore di vita dell’autore dell’Eneide, che nel delirio di Brindisi voleva (per fortuna non è stato ascoltato) che fosse bruciata, in questo volume, primo di una trilogia, prende le mosse dall’inizio della fine. Del secolo decimonono. Dello stato liberale. Del decadimento. Della corruzione. Della corsa forsennata del vecchio continente verso l’oblio della guerra e l’abominio della persecuzione. Paradigma di tutto ciò è il personaggio straordinario di Joachim von Pasenow, giovane prussiano smarrito, antieroe sveviano, che vive il sempiterno dissidio fra essere e dover essere, incarnato da due donne, di diversa estrazione sociale, una che ama, l’altra che dovrebbe amare. E… Intenso.

Standard