Libri

“Il levitatore”

71Hnb3ZyuXL._AC_UY218_di Gabriele Ottaviani

Prima del sorgere del sole mi sono messo il dito di mio padre in tasca e sono tornato con Plotina sul lungofiume.

Il levitatore, Adrián N. Bravi, Quodlibet. Non ha un lavoro. Ha quarant’anni. È un uomo semplice. Ha qualche soldo da parte. Viveva con i genitori. Ora gli è rimasta solo la cagnetta. E in casa, un giorno, all’improvviso, raggiunge uno stadio d’ineffabile leggerezza che lo porta a volare. O meglio, a levitare. Ad alzarsi da terra, a guardare tutto con un certo distacco, poetico, all’interno del suo nido, covo, rifugio, la sua tana fatta di pareti e soffitti. Finché la realtà non torna prepotentemente ad ancorarlo a terra. E… Anteo è un personaggio formidabile, è l’incarnazione del magico realismo che caratterizza il nostro mondo strampalato, nel quale però c’è ancora una speranza di bellezza. Eroico antieroe, Anteo è il protagonista della nuova opera di una delle voci più originali e interessanti della narrativa contemporanea: da non perdere per nessuna ragione.

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“L’idioma di Casilda Moreira”

71YqV7CMrwL._AC_UL436_.jpgdi Gabriele Ottaviani

Alma le chiese se era bello il fidanzato di cui si era innamorata…

L’idioma di Casilda Moreira, Adrián N. Bravi, Exorma. Bartolo e Casilda da giovani si sono amati. Poi hanno litigato. E da allora non si parlano più. Il problema è che sono gli unici custodi di una lingua che senza di loro è persa. Per sempre. In particolare per uno studioso di etnolinguistica come il professor Montefiori questa vicenda incredibilmente suggestiva che affonda le sue radici in un remoto angolo di mondo fra la Patagonia e la pampa non può non diventare una vera e propria ossessione, tanto che un suo allievo, Annibale, decide di imbarcarsi nell’impresa di raggiungere il remoto villaggio di Kahualkan, cercare i due indios, trovarli, farli mettere insieme e registrare, perché se ne possa custodire memoria e testimonianza, una conversazione in quell’idioma ancestrale. La voce di Bravi, argentino che vive a Recanati ed è bibliotecario presso l’università di Macerata, è colta, caleidoscopica, polifonica, stentorea, sublime, magnifica, e tra realismo magico e scienza dà alle stampe un raffinatissimo gioiello geniale che brilla di mille riverberi: impeccabile e imperdibile.

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“L’inondazione”

linondazione-d464di Gabriele Ottaviani

Legò la barca e si avviò verso la piazza. Aspettò l’autobus seduto su una panchina. Poi tirò fuori un libro di poesie e cominciò ad aggiungere degli aggettivi a matita. Leggeva un verso e ci metteva un aggettivo, scegliendo tra quelli che preferiva: imbrunito, lastricato, strabico, silenzioso… Aveva una sorta di venerazione per certe parole. Quando arrivò l’autobus, si mise il libro in tasca e ci salì al volo.

Adrián N. Bravi, L’inondazione, Nottetempo. Ci sono un uomo, un cane arancione con le orecchie in giù come un coniglio di razza ariete, una soffitta e un paese allagato. Si vedono solo i tetti. Tutti se ne vanno. Tranne l’uomo, Morales, che gira in barca, mangia fagioli neri e tutto gli sembra pian piano sempre più disuguale rispetto a prima. Oltretutto sul paese grava un’ombra nerastra, quella di un gruppo di imprenditori, di cui non è certa nemmeno la nazionalità. L’acqua si fa simbolo di cambiamento, nascita e morte, bene e male, inestricabilmente legati in una prosa che rielabora e arricchisce il concetto di realismo magico. Si legge d’un fiato, ma rimane a lungo nella mente.

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