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“L’amore è cieco”

9788854519008_0_150_0_75.jpgdi Gabriele Ottaviani

Fu come se i mesi che Brodie aveva trascorso in convalescenza a Nizza non fossero mai esistiti.

L’amore è cieco, William Boyd, Neri Pozza. Traduzione di Laura Prandino. Il sottotitolo già dice tutto: La passione di Brodie Moncur. Siamo in Scozia, e Brodie, classe milleottocentosettanta, lavora da quando è diciottenne per la Channon & Co., il quarto maggior produttore di pianoforti in Gran Bretagna che però stenta a conquistare il mercato francese. È un bravissimo accordatore, e oltretutto ha inoltre ormai sei anni di esperienza. Un giorno viene invitato da Ainsley Channon in persona a trasferirsi nell’imponente sede di Parigi, in avenue de l’Alma, dove Brodie è entusiasta, soprattutto per la distanza dal suo padre-padrone, e dà immediata prova di spirito imprenditoriale anche attraverso un formidabile concerto promozionale. Quella sera, salutando gli artisti in camerino, incontra una giovane. Capelli biondi, occhi azzurri, labbra rosse, sigaretta in bocca, nuda sotto la vestaglia sgargiante: è Lydia Blum, la celebre soprano russa. È una folle folgorazione. Magnetico.

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“Una bugia perfetta”

71jvVc2fUDL._AC_UL436_.jpgdi Gabriele Ottaviani

Capisce perché ci sembra strano? Ci sono tre incidenti inspiegabili in cui sua figlia si è fatta male mentre era sotto la sua supervisione.

Una bugia perfetta, Clare Boyd, Newton Compton, traduzione di Enrico Bucci e Daph Mereu. Gemma ha una bella vita. Una bella carriera. Una bella famiglia. Suo marito è un brav’uomo. I suoi figli sono stupendi. Il lavoro va a gonfie vele. Si sa però che nulla è più ingannevole dell’apparenza. È una donna, una moglie, una madre in profonda crisi. Ormai non riesce più a controllare i nervi, perde la pazienza con un nonnulla. Una notte le urla della più piccola, Rosie, scuotono la casa e il vicinato. Che fa quel che farebbe chiunque: chiama la polizia. Gemma sa di non aver fatto nulla di male, eppure si ritrova come nelle sabbie mobili, più si giustifica più affonda. E nel frattempo viene a galla una verità abominevole… Ad altissima tensione.

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“L’estate degli amori imprevisti”

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Il cuore cominciò a battermi fortissimo, dividendosi in egual misura tra aspettativa e paura.

L’estate degli amori imprevisti – All that jazz, Natasha Boyd, Giunti, traduzione di Chiara Baffa. È antipatico. Arrogante. Borioso. Supponente. Superbo. Insopportabile. Ovviamente bello. Bellissimo. Irritante. Irresistibile. Guascone. Spaventosamente sexy. Viene voglia di ammazzarlo. Di schiaffi. O di baci. E non solo. L’indesiderabile desiderabilissimo, per giunta, è il fratello della sua migliore amica. No, no, no. Jazz non può innamorarsi di Joey. Non deve. E certo, come se al cuore si potesse comandare… E infatti quella che pare amicizia diventa qualcosa di più. Ma poi accade l’irreparabile. Però davvero esistono cose a cui nemmeno il tempo può porre rimedio? Oppure invece… Lieve ma niente affatto superficiale, classico ma non banale, si legge con piacere e gran gusto.

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“Una dolce carezza”

BOYDdi Gabriele Ottaviani

E tuttavia portavo diligentemente a termine gli incarichi che di volta in volta mi venivano affidati e vivevo la bella vita che New York aveva da offrire.

Diviso in otto libri (più un breve ma significativo epilogo), ambientato fra il millenovecentootto e il millenovecentosettantotto, è la storia di Amory. Amory Clay. È una ragazza, anche se ha il nome androgino. Usanza che all’epoca era attribuita ai figli maschi, non alle neonate annunciate da un bel fiocco rosa sullo stipite della porta. È figlia di un letterato fallito. E le due cose, ahimé, spesso vanno a braccetto. La prima guerra mondiale, poi, ha su di lui lo stesso potere della liaison tra Angelica e Medoro per il povero Orlando ariostesco. Lei è brava, intelligente, brillante, un personaggio davvero fuori dall’ordinario, raccontato con una prosa elegante e spumeggiante. Si viaggia in giro per il mondo insieme a questa fotografa che immortala la Parigi appena liberata dalla proterva e mortifera occupazione dei nazisti e il Vietnam devastato dalla guerra, tra il dramma della sua infecondità e gli amori, per Cleveland Finzi, bello da morire, quasi finto, abbronzato come un marinaio, muscolatura guizzante e completi sartoriali fascianti, editor raffinato, Jean-Baptiste, scrittore scanzonato, Sholto, il militare dagli occhi come il cielo. Più che liberamente ispirandosi alla leggendaria Elizabeth Lee Miller, William Boyd scrive un romanzo definito già dal suo titolo: Una dolce carezza. Neri Pozza, traduzione di Massimo Ortelio.

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