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“La speranza”

di Gabriele Ottaviani

Guernico cercò di correre…

La speranza, André Malraux, Bompiani, traduzione e note di Giovanni Pacchiano. Introduzione di Enzo Golino. Scrittore e politico, antinazista, antifascista, conosce Trockij, come moltissimi altri personaggi di spicco del mondo politico e culturale a livello internazionale, e certo non se ne sente distante, ma nonostante questo è apprezzato anche dai comunisti ortodossi, vissuto a cavallo fra il millenovecentouno e il millenovecentosettantasei, dopo un’infanzia che si divertirà a raccontare infarcendone di menzogne la realtà frequenta ambienti raffinatamente intellettuali, si sposa, va in Indocina in cerca di fortuna e di reperti archeologici da rivendere a caro prezzo, viaggia in Unione Sovietica e negli Stati Uniti d’America, si schiera al fianco del governo repubblicano nel conflitto che vede in Spagna sull’altro fronte opposto Franco e i sostenitori del totalitarismo, si arruola nei carristi durante la seconda guerra mondiale, viene fatto prigioniero dai tedeschi, evade, dopo un’iniziale riluttanza aderisce alla resistenza per poi, antidogmatico per eccellenza e grandissimo oratore, diventare di fatto il cantore del gollismo e molto altro ancora: tutto questo e non solo è stato Malraux, protagonista della cultura europea e mondiale, discusso, discutibile, inafferrabile, magnetico. In questo volume racconta con prosa epica ma mai retorica, prendendo le mosse dalla sua diretta esperienza, le vicende di un manipolo di uomini che combattono nelle prime fasi della guerra civile spagnola, indagando temi universali come la fragilità della condizione umana con stile solenne e maestoso. Da non perdere.

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“Questa non è propaganda”

di Gabriele Ottaviani

Se lasciamo che prendano il sopravvento, il paese tornerà indietro di secoli…

Questa non è propaganda – Avventure nella guerra contro la realtà, Peter Pomerantsev, Bompiani, traduzione di Andrea Silvestri. L’informazione è il cane da guardia del potere, che mantiene la propria endogamia attraverso l’ostentazione dei risultati che ottiene e soprattutto di quelli che millanta. O meglio, dovrebbe esserlo. E Pomerantsev lo sa bene. In particolare, sa alla perfezione, e sulla pelle sua e dei propri familiari, quale sia il peso specifico delle parole. Delle calunnie. Della prepotenza dell’ordine costituito che non ammette libertà di pensiero, eterodossia, contestazione, dissidenza. Questo nuovo volume della collana diretta da Roberto Saviano squarcia un velo sul KGB, sull’Unione Sovietica che costrinse Pasternak a rinunciare al Nobel, e che ha edificato un arcipelago di gulag, e sullo stato che è nato dalle sue ceneri, quella Russia dalla mentalità fondamentalmente ancora e per sempre zarista anche se sono passati oltre cent’anni da quella rivoluzione d’ottobre che di fatto avvenne a novembre in cui anche amare chi si vuole può essere visto come un oltraggio o un vulnus per una presunta, sacra, monolitica e indiscutibile, mentre tutto muta, nonostante tutto cambi, identità. Potente e non privo d’ironia sin dalla copertina, è un volume intenso, significativo, profondo, denso, solido e necessario, per conoscere, riflettere e capire.

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“L’anno della scimmia”

di Gabriele Ottaviani

La notte delle elezioni ho raggiunto un gruppo di bravi compagni…

L’anno della scimmia, Patti Smith, Bompiani, traduzione di Tiziana Lo Porto. Cantautrice di chiarissima fama, attivista al di sopra di ogni sospetto, intellettuale raffinata, Patti Smith è anche scrittrice di gran pregio, come dimostra ancora una volta, qualora ve ne sia bisogno, questo volume che indaga un anno ben preciso, l’ultimo bisesto prima di questo funestissimo, ossia il duemilasedici, una dozzina di mesi in cui tutto evidentemente è stato possibile, e che incarna appieno la simbologia del tempo del viaggio e del bilancio esistenziale, del fronte della consapevolezza che si raggiunge acquisendo una visione d’insieme della connessione, talvolta anche del tutto incomprensibile, almeno con i limitati strumenti di cui siamo in possesso come esseri umani, tra i numerosi tasselli del mosaico della vita. Poetico, lacerante, solenne, politico nell’accezione più elevata e universale del termine.

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“Il ricco e il povero”

di Gabriele Ottaviani

Mentre guardava, vide che il fuoco si propagava…

Il ricco e il povero, Irwin Shaw, Bompiani, traduzione di Attilio Veraldi, introduzione e cura di Mario Fortunato, che ha completamente ragione, ed esprime il concetto come in tutta onestà davvero meglio non si potrebbe, quando dice che il romanzo è tuttora l’unico strumento affidabile di conoscenza che l’umanità abbia elaborato per riuscire a comprendere qualcosa di sé stessa. Sposato con un’orfana, figlio di un piccolo commerciante migrato negli Stati Uniti da un altrove meno ricco e felice esattamente come colui che gli ha dato vita sulle pagine, al secolo Irwin Gilbert Shamforoff, scrittore, sceneggiatore, drammaturgo e produttore cinematografico, il protagonista di questo romanzo, una saga familiare d’amplissimo respiro scritta con prosa fluviale, potente e credibile, da cui quasi quarantacinque anni fa è stata tratta la serie sul piccolo schermo che ha lanciato Nick Nolte nel firmamento delle stelle della settima arte è l’epica incarnazione e l’ennesima ma niente affatto banale, tutt’altro, declinazione del sogno americano nelle sue molteplici sfaccettature, specialmente quelle più oscure e discutibili: maestoso e magnifico.

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“La cura dello sguardo”

di Gabriele Ottaviani

Nel paese si sente l’odore del vuoto…

La cura dello sguardo – Nuova farmacia poetica, Franco Arminio, Bompiani. La bellezza salva il mondo. La bellezza è necessaria. La bellezza cura. La bellezza passa attraverso il paesaggio, lo sguardo che lo osserva, le parole che servono per esprimerlo, descriverlo, raccontarlo, immortalarlo, vincere la corruzione del tempo, fermare l’attimo e goderne per sempre: la forza della lirica di Franco Arminio sta nel dare voce all’anima, materia immateriale che ognuno accomuna.

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“Tempo con bambina”

di Gabriele Ottaviani

Lei è di ottimo umore…

Tempo con bambina, Lidia Ravera, Bompiani. Giornalista, scrittrice, intellettuale, nell’accezione più ampia e decisamente politica del termine, che non ha bisogno di presentazioni e che con il suo volume d’esordio, che a più di quarant’anni di distanza è ancora una pietra miliare e di paragone per quel che concerne i diritti civili e l’autodeterminazione dell’individuo nella società, Lidia Ravera, con una consapevolezza ulteriore e nuova, quella in cui ognuno di noi si è imbattuto per forza di cose essendosi scontrato con l’inimmaginabile, ossia una pandemia, mantenendo però intatta la consueta e riconoscibilissima efficacia narrativa, dà alle stampe una delicata, mai retorica e sempre solida e potente lettera d’amore, piena di senso e di sensi, per la vita nel suo molteplice divagare, conclusa dopo essersi specchiata negli occhi dell’amatissima nipotina che vive in Texas, e aver così potuto riflettere

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“Grande karma”

di Gabriele Ottaviani

In questi voli caduchi e meccanici, c’erano tutti gli elementi perché nascesse un’amicizia con Coccioli…

Grande karma – Vite di Carlo Coccioli, Alessandro Raveggi, Bompiani. Partigiano, scrittore, dottore in lingue e letterature orientali, costretto nei fatti alla fuga in Messico per lo scalpore generato dal suo più celebre romanzo, in cui un uomo di chiara formazione cattolica non può esimersi dall’affrontare la necessaria presa di coscienza e di consapevolezza del proprio essere gay, autore intenso e pluripremiato, meno conosciuto di quanto meriterebbe, uomo animato da una continua ricerca spirituale che lo fa infine approdare al buddhismo, di cui parla nel suo Piccolo karma, Coccioli è il protagonista di questo testo che ne indaga con superba dovizia di particolari la figura in ogni sfaccettatura. Da leggere, rileggere e far leggere.

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“Le regole degli amanti”

di Gabriele Ottaviani

Sa immaginare e insieme vivere, sa assaporare le amarezze senza accontentarsi, sa prendersi tutto il dolce, tutto, fino all’ultimo istante possibile.

Le regole degli amanti, Yari Selvetella, Bompiani. Che l’amore è tutto è tutto ciò che ne sappiamo, ma in questa nostra società sempre più fragile, liquida, rabbiosa, rissosa, cattiva, invidiosa, violenta e proterva, cinica, eppure al tempo stesso anche insospettabilmente umana e generosa, ci illudiamo persino di poterne fare a meno. Più che altro perché ne abbiamo paura, perché la forza di questo sentimento è, e ne siamo consapevoli, anche se ci costa assai fatica ammetterlo, tale da fare un boccone di tutte le nostre sovrastrutture, di tutti i nostri convincimenti, delle remore, delle superbie, delle bugie che ci raccontiamo. Amarsi è una scommessa, e poi si va avanti con l’età più la posta in gioco è alta, perché l’abitudine ci ha ingrommato l’esistenza. Sappiamo, tuttavia, ciò che non siamo, ciò che non vogliamo: e così grazie alla prosa sensibile e maiuscola di Selvetella ci tuffiamo in un viaggio chiamato amore, meraviglioso, unico, irresistibile, irrinunciabile. Da leggere e vivere.

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“Il più grande criminale di Roma è stato amico mio”

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Il 3 dicembre era stato stabilito il rapimento…

Il più grande criminale di Roma è stato amico mio, Aurelio Picca, Bompiani. Lallo Lo Zoppo, al secolo Laudovino De Sanctis, ha all’attivo sette omicidi, quattro sequestri di persona, undici condanne definitive, due rocambolesche fughe dal carcere più varie ed eventuali: se proverbialmente Londra brucia e Milano spara, Roma invece trema sotto i colpi della sua furia, che tiene in scacco un’intera comunità per decenni. E Lallo è stato di fatto il mentore di un giovanissimo Alfredo, che ora non ha più nulla, se non ricordi dolorosi: guarda al passato, mentre i suoi occhi si perdono nelle acque di un lago venuto al mondo da un cratere spento, e, con un’arma in pugno, decide che è giunta l’ora di regolare i conti… Aurelio Picca, con abilità magistrale, consegna al lettore una storia dal respiro epico e tragico: monumentale.

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“Consegnati al silenzio”

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Se siamo accolti non è per angeli o santi…

Consegnati al silenzio – Ballata del bizzarro unico male, Paolo Fabrizio Iacuzzi, Bompiani. Siamo nati per comunicare, per vivere assieme, per condividere emozioni, per esprimerle, per tessere relazioni, per trovare un senso, e per raccontarlo: la parola poetica di Paolo Fabrizio Iacuzzi indaga l’anima e la condizione umana, l’ineffabile, l’indicibile, il misterioso, la seduzione dell’inconoscibile che non si può non cercare, irresistibilmente, di svelare, riscontrando le corrispondenze tra l’individuo, la realtà che lo circonda e il suo microcosmo interiore. Da non perdere.

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