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“Svegliarsi sposati 6&7”

71zT9BBWHNL._AC_UL320_di Gabriele Ottaviani

Voglio essere bello per te…

Svegliarsi sposati 6&7 – Il lieto fine di Will e Patrick – La luna di miele infinita di Will e Patrick, Leta Blake, traduzione di Cinzia T., Triskell. Amarsi un po’ è come bere, più facile è respirare, basta guardarsi e poi avvicinarsi un po’ e non lasciarsi mai impaurire, no: così comincia una celebre canzone. Del resto che l’amore sia tutto è tutto ciò che ne sappiamo, e Will e Patrick non sono in grado di aggiungere molti dettagli a questo conclamato assioma: semplicemente vivono la loro storia, che ha superato mari procellosi e avversi numi, quanto meglio possono, in base a ciò che, giorno dopo giorno, il destino riserva loro. Schietta, la prosa di Leta Blake è credibile e asciutta: la saga continua ad appassionare.

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“Svegliarsi sposati 2 & 3”

Cover500 (1)di Gabriele Ottaviani

«Patrick?» Will si avvicina, la testa piegata in avanti in un gesto affettuoso e i grandi occhi marroni che guardano in basso, verso di lui, con un’espressione preoccupata. «Va tutto bene. Quando possiamo andarcene?» Will deglutisce e si guarda oltre la spalla, poi bisbiglia: «So che mia madre si sta comportando…» «Da vera stronza.» «In maniera iperprotettiva, ma è preoccupata per me. Ha sempre creduto che Ryan mi tenesse al sicuro.» «Lo so, me ne hanno parlato.» Will piega la testa di lato. «Ah sì?» «I bambini dicono le cose più assurde. A quanto pare, tutto quello che ti ha protetto dalla morte per la peste gay è stata la mano ferma di Ryan.» Le guance di Will si fanno rosse. «È stato difficile, per mia madre e Kevin, accettare i rischi associati alla mia omosessualità. Avevano paura che potessi finire come Roy.» Patrick gli afferra la manica della camicia e lo tira più vicino a sé nell’alcova. «È assurdo. Lei ha più probabilità di te di contrarre l’HIV, con i suoi partner sessuali multipli e la sua incapacità di tenersi le mutande addosso ogni volta che tuo padre passa in città!» «Patrick, lo so…» «Ma sei stato con due persone in tutta la tua vita! Io e quella testa di cazzo! E sei sempre stato attento. Anche quando eri ubriaco marcio, abbiamo usato le precauzioni.» Le macchie sulle guance di Will si fanno più scure. «Cosa?» «Una volta, Ryan non ha…» «Lui cosa?» «Solo una volta. Tanto tempo fa. Ho fatto le analisi da allora, e sto bene.» La pelle agli angoli degli occhi di Will si fa più tesa. «Pensava che forse fosse per via del preservativo.» «Che fosse cosa, per il preservativo?» Le spalle di Will sprofondano mentre si passa una mano sul viso. «Non posso parlare di questo, non qui. È troppo personale.» «Perché le hai lasciato credere che fosse una specie di santo?» Will chiude gli occhi. «Perché avevo bisogno che mi sostenesse, che sostenesse noi due…» «Intendi te e Ryan.» «Sì. E lei non si fida di me!» Riapre gli occhi di scatto. «Per delle buone ragioni. Ero spericolato, alle superiori e al college, prima di incontrarlo. Non sessualmente. Be’, non che sappia lei, quantomeno. Non ha mai saputo del ragazzo a cui facevo pompini a scuola. Ma ero sconsiderato con la mia malattia. Con il bere.» Patrick ingoia le parole che aveva sulla punta della lingua, allungandosi per accarezzare i morbidi capelli di Will e spostarglieli dalla fronte, poi facendogli scendere le dita sul lato del viso. «La fiducia per interposta persona vale meno di niente.» Will si morde il labbro inferiore. Patrick ricorda la sensazione morbida e carnosa di quel labbro. Gli fa scorrere la mano su per il braccio fino alla spalla, alla nuca, dove i capelli di Will gli solleticano la punta delle dita. Lo sguardo dell’altro cade sulle sue labbra. Le sue pupille si dilatano e sembra mancargli un po’ il fiato. Una tensione elettrica vibra fra di loro. Patrick si alza in punta di piedi, mentre lo spazio fra i loro corpi svanisce e le loro labbra quasi si toccano… «Oh, non lasciate che vi interrompa, ragazzi,» li interrompe la voce leziosa di Eleanora. «Ma giusto perché tu lo sappia, William, tua madre e tuo zio se ne stanno andando con i bambini. Hanno menzionato qualcosa sul bisogno di aria fresca.» Will si allontana di scatto, con il collo e il viso rosso fuoco. «Grazie, nonna. Andremo a salutarli.» «A dire la verità, io passerei,» dice Patrick, uscendo a grandi passi dall’angolo e avvicinandosi a un piatto di brownie sulla credenza accanto al forno. Se ne infila uno in bocca. «Penso che sia meglio che gli stia fuori dai piedi.» Will non sembra dell’idea di protestare. «Non è colpa tua, se tutto è andato male oggi, okay?» «Come ti pare.» Eleanor gli rivolge un sorriso malandrino prima di seguire Will che sta uscendo dalla cucina. Patrick estrae il telefono dalla tasca e con pollici sporchi di cioccolato digita: Grazie per le foto dei bambini. Anch’io sono grato per avervi incontrato. Buon Ringraziamento.

Svegliarsi sposati 2 & 3 – Will e Patrick incontrano la famiglia – Will e Patrick e le festività natalizie, Leta Blake, traduzione di Cinzia T., Triskell. Si sono sposati a Las Vegas solo per finta, forse, devono tenere nascosta a tutti la loro relazione, la tensione erotica fra di loro è irresistibile, una spia della mafia li pedina e comunque tutto questo è niente rispetto al problema di dover affrontare per la prima volta insieme come coppia l’esame dei parenti, che definire disfunzionali – e anche un po’ serpenti, come tradizione proverbiale vuole… – è un delicato eufemismo, e delle feste di Natale: i nuovi episodi della commedia romantica che vede anche il debutto come autrice di Alice Griffiths si lasciano leggere con grande piacevolezza.

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“Svegliarsi sposati”

di Gabriele Ottaviani

Healing non è una grande città. Sono venti isolati costruiti attorno a una vecchia chiesa e a un saloon persino più vecchio, risalente ai tempi dei pionieri. Questi sono gli unici monumenti storici, e Will ci passa davanti mentre cammina verso gli uffici della Good Works per prendere la macchina dal parcheggio. Il naso gli pizzica nella frizzante aria mattutina di novembre, e può immaginare come possa sembrare la cittadina dal punto di vista di Patrick. Tutto il resto, nella città vera e propria, è perlopiù moderno. Alcuni dei quartieri più vecchi, tutti a un tiro di schioppo dalla Vecchia Healing – un piccolo quadrato di negozi locali e ristoranti – mostrano case d’inizio secolo. Nella maggior parte dei casi, tutto quello costruito prima degli anni Quaranta è stato demolito o rimpiazzato. È un peccato, davvero. Le dimensioni della città sono state un problema per l’espansione dell’ospedale. Non ci sono molti intrattenimenti per le famiglie dei dottori, degli infermieri o dei pazienti. È un problema che la Good Works ha intenzione di affrontare a breve…

Svegliarsi sposati, Leta Blake, Triskell, traduzione di Cinzia Turini. Will Patterson, di Healing, South Dakota, è l’affascinante erede di un boss della mafia ferventemente cattolico che ritiene che la santità del matrimonio sia assolutamente indiscutibile, ha una fondazione benefica, un ex fidanzato cui ancora lo legano molte cose e si ritrova unito in matrimonio dopo una strepitosa notte di sesso a Las Vegas nel momento in cui si risveglia, smaltita la sbronza, con Patrick, neurochirurgo che probabilmente, visto quanto è bello, evita anche che i responsabili delle unità di terapia intensiva coronarica di zona possano impigrirsi, costretti a soccorrere probabili nugoli di vittime delle sue stragi di cuori. La situazione non è delle migliori, però: come fare a uscirne? Divertente.

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“Training complex”

51isVm4XmlL._SY346_.jpgdi Gabriele Ottaviani

Rob lo lasciò andare e chiese di nuovo se stesse bene. Lui annuì. Anzi, si sentiva magnificamente, adesso che aveva procurato del piacere anche a lui. Non voleva che fosse bello solo per sé. Teneva all’orgasmo del suo uomo quanto al proprio dolore. Rob lo baciò di nuovo, le loro labbra si incollarono e le lingue si intrecciarono. «Adoro il mio sapore nella tua bocca,» mormorò, premendo la guancia contro quella di Matty e ansimando.

Training complex – Il complesso dell’allenatore, Leta Blake, Triskell. Traduzione di Raffaella Arnaldi. Matty è stato un buon pattinatore artistico. Non si può dire che sia di quelli per cui sia suonato l’inno nazionale mentre impettito ed emozionato si issava sulla sommità di un podio olimpico, ma ha in ogni modo avuto una carriera niente affatto avara di soddisfazioni. E ora ha anche l’amore di Rob. Un mandriano, come da migliore tradizione e da classico immaginario erotico. Un cowboy irresistibile che vende il ranch e si ricicla come fisioterapista per stare accanto al suo compagno, che ora fa l’allenatore. New York, però, metropoli tentacolare e spersonalizzante, può dare alla testa, riaccendere sopiti tormenti, soffocare. Matty è una mina vagante, preda dei disturbi alimentari e sempre più esigente in quanto a pratiche sadomaso, e Rob deve lottare per due, perché il desiderio e l’amore talvolta non vanno di pari passo, e sovente non bastano… Esplicito e travolgente, indaga dinamiche perverse e ricattatorie e mantiene sempre assai più che vigile l’attenzione del lettore.

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