Libri

“Bill”

di Gabriele Ottaviani

Guardo oltre il bordo del letto, guardo Bill sul pavimento e penso a una cosa in cui mi sono imbattuto quando studiavo Medicina. Una fotografia, presentata come curiosità scientifica. Io però ci avevo creduto, avevo creduto all’idea che stava dietro allo scatto. Nell’estate del 1892 August Strindberg, commediografo e artista, provò a fotografare l’anima umana. Quella che tentò di catturare era la propria attraverso una serie di ritratti sfocati in bianco e nero. In quello che ho visto io, c’era lo stesso Strindberg che fissava l’obiettivo: gli occhi scuri e ribelli, il soprabito sbottonato. Era in piedi davanti a una porta di legno, il viso era al centro della foto – la porta si levava alle sue spalle, come una vela – come se il peso di quell’atto, l’aver messo a nudo la sua anima, lo avesse fatto sprofondare nella cornice. Credo ce l’avessero mostrata come una divertente stravaganza, una divagazione spirituale, ma per me era vera. Io penso che in alcuni momenti l’anima umana si renda visibile, e quando ho guardato in basso, vicino al letto, e ho visto Bill raggomitolato sul pavimento, ho avuto una visione della sua anima. E che cos’è un’anima?

Bill, Helen Humphreys, Playground, traduzione di Chiara Brovelli. Splendido sin dalla copertina, che traduce perfettamente per immagini il nome del personaggio cui si deve il titolo originale del romanzo, Rabbit Foot Bill, Bill Zampe di Coniglio, e che segna il destino del protagonista, Leonard, che prima di diventare un brillantissimo psichiatra nel più importante centro di cura, ricerca e igiene mentale della sua nazione non è che un bambino di dodici anni che nel millenovecentoquarantasette, mentre il mondo si rammenda, appena finita la più tremenda carneficina che si ricordi, ha nel suo paesucolo del Saskatchewan un’infanzia e un’adolescenza violente e infelici in cui l’unico barlume di tenerezza sembra proprio essere l’incredibile affetto che lo lega al barbone del villaggio, povero, malmostoso e male in arnese, in cui vede la stessa alienazione che prova rispetto al mondo, il che lo illude, gettandolo nel più cupo sconforto, quando Bill compie un’efferatezza che Leonard non s’aspettava, questo volume edito dalla sempre meritoria e raffinatissima Playground è la nuova prova, intensa, avvincente, avvolgente, coinvolgente, densa, profonda, ricca di livelli di lettura e chiavi d’interpretazione, della formidabile e pluripremiata narratrice e poetessa canadese cui si debbono Cani selvaggi, Il canto del crepuscolo, Il giardino perduto e tante altre opere, e che merita di essere annoverata nel gotha della letteratura mondiale assieme a, solo per fare qualche nome, Edna O’Brien (Ragazze di campagna, Un cuore fanatico, Lanterna magica, Le stanze dei figli, Uno splendido isolamento, Lungo il fiume, oggetto d’amore, Tante piccole sedie rosse, Ragazza), Anne Tyler (Se mai verrà il mattino, L’albero delle lattine, Una vita allo sbando, Ragazza in un giardino, L’amore paziente, Una donna diversa, Il tuo posto è vuoto, La moglie dell’attore, Ristorante nostalgia, Turista per caso, lezioni di respiro, Quasi un santo, Per puro caso, Le storie degli altri, Quando eravamo grandi, Un matrimonio da dilettanti, La figlia perfetta, Una spola di filo blu), Joan Didion (Prendila così, Diglielo da parte mia, Democracy, Miami, L’anno del pensiero magico, Blue nights, Run river), Annie Proulx (Cartoline, Avviso ai naviganti, I crimini della fisarmonica, Gente del Wyoming, Quel vecchio asso nella manica), Elizabeth Strout (Resta con me, Olive Kitteridge, I ragazzi Burgess, Mi chiamo Lucy Barton, Tutto è possibile), Penelope Lively (Una spirale di cenere, Un posto perfetto), Marilynne Robinson (Le cure domestiche, Gilead, Casa, Lila), Jane Urquhart (Niagara, Cieli tempestosi, Altrove, Klara, Sanctuary Line, Le fasi notturne), Catherine Dunne (La metà di niente, L’amore o quasi, Se stasera siamo qui, Donne alla finestra) e Joyce Carol Oates (Il giardino delle delizie, Loro, Blonde, Un’educazione sentimentale, L’età di mezzo, Un giorno ti porterò laggiù, Bestie, Una ragazza tatuata, Stupro, Acqua nera, Le cascate, Tu non mi conosci, La madre che mi manca, La femmina della specie, Vittima sacrificale, La figlia dello straniero, Uccellino del paradiso, Storie americane, Per cosa ho vissuto, Figli randagi, Il collezionista di bambole, Il maledetto, La donna del fango). Da non perdere per nessuna ragione.

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