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“L’ultima partita”

41J6b4nsETL._SL218_PIsitb-sticker-arrow-dp,TopRight,12,-18_SH30_OU29_AC_US218_.jpgdi Gabriele Ottaviani

Stai tranquillo, tu giocherai e rimarrai in questo ambiente finché ti piacerà e ne avrai voglia. Nessuno ti costringerà mai.

L’ultima partita – Vittoria e sconfitta di Agostino Di Bartolomei, Giovanni Bianconi, Andrea Salerno, Fandango. È un ragazzino quando il padre lo accompagna alla sede della società, in via Lucrezio Caro, zona Prati, presso piazza Cavour, in pieno centro, a Roma, non proprio un tiro di schioppo da Tor Marancia, periferia più a sud della grande metropoli dove è nato, ha mosso i primi passi e ha dato i primi calci al pallone. Ha talento, ma non è pronto a tutto pur di emergere. Ha altri valori. Una sua sensibilità. Che lo renderà un campione. Un uomo vero. Buono. Serio. Solido. Fragile. Incapace di riconoscersi in un mondo che fa di tutto una cosa, una merce, un prodotto. Un capitano che a un certo punto, dannatamente troppo presto, dirà basta. Il racconto della sua vita è avvincente e intenso, dettagliato, profondo, umanissimo: il libro di Bianconi e Salerno è da non perdere per nessuna ragione.

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