Libri

“Baci da Polignano”

81GLUSGSAUL._AC_UY218_di Gabriele Ottaviani

Dovevano parlarle, ma non era il momento giusto…

Baci da Polignano, Luca Bianchini, Mondadori. Luca Bianchini ama riamato la Puglia e in particolare Polignano (come dargli torto, del resto…), ormai ambientazione privilegiata dei suoi scritti, che trattano i sentimenti senza sentimentalismi, con prosa lieve, poetica, credibile, raffinatamente semplice, adatta anche allo schermo: e, dopo Io che amo solo te e La cena di Natale, la storia infinita di questo amore osteggiato dalla ragion di stato, ossia quella della famiglia, tra Ninella e don Mimì, una passione che non ha potuto avere la vita desiderata ma che non smette mai di ardere, come un fuoco inestinguibile, che il tempo, come il vento e la lontananza, almeno stando al testo d’una celeberrima canzone, destina a una sorte ben diversa rispetto a quella dei fuochi piccoli, fatti per spegnersi, continua pure in quest’ultima riuscita prova narrativa, tra nipoti neonate, mogli insopportabili che perdono la testa per il tuttofare, trasferimenti, corteggiamenti, fidanzate di copertura e persino l’eredità contesa di un trullo… Una delizia, saporita come la fiorona, o il riso patate e cozze.

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Libri

“Nessuno come noi”

3Dnn+9_7B_med_9788804674986-nessuno-come-noi_original.pngdi Gabriele Ottaviani

A Romeo, a dire la verità, interessava compiere diciotto anni solo per avere la macchina, votare i Radicali, firmarsi le giustifiche da solo e poter noleggiare le videocassette di Moana Pozzi senza problemi.

Nessuno come noi, Luca Bianchini, Mondadori. La tristezza è ammessa, la fragilità non è una colpa, le cadute sono necessarie, perché ci si rialza più forti. Ciò che non uccide vivifica, è una frase formulare di rara banalità, ma effettivamente non sarebbe diventata tanto celebre se non fosse stata tanto vera. È il millenovecentoottantasette, lo scudetto è una questione tra Napoli e Milan, la Mole è a guida socialista, la Fiat mette in commercio la 126 bis e la Duna, e avrebbe potuto anche evitare, Vincenzo, Caterina e Spagna sono tre compagni di classe. Tre cuori in affitto, come John Ritter, Joyce DeWitt e Suzanne Somers: niente di che quella situation comedy, ma si lasciava guardare, ed era perfettamente figlia del suo tempo. Vanno al liceo, un grande, festoso, angosciante e noioso alveare come sono tutte le scuole da che mondo è mondo, brulicante di amore, declinato nelle sue più varie forme, struggimenti e drammi insormontabili come sanno esserlo solo i teneri problemi del cuore e della vita a quell’età che vorresti abbandonare prima possibile ma che ti spaventa lasciare del tutto, perché non sai dove andrai a capitombolare. I figli della Torino bene, quelli che abitano in collina, dividono il banco della scuola pubblica, dove insegna Betty Bottone, insegnante di lettere tutto cuore, una che vorresti aver incontrato, con quelli delle case di ringhiera: Romeo è ricco, bello, viziato, bocciato a rischio di ripetere l’esperienza e sbruffoncello. Insomma, un insicuro fatto e finito, all’atto pratico, anche se fa di tutto per dimostrare il contrario… La freschezza della scrittura di Luca Bianchini (Instant love, Ti seguo ogni notte, Eros. Lo giuro, Se domani farà bel tempo, Siamo solo amici, Io che amo solo te, La cena di Natale, Dimmi che credi al destino), così come l’assoluta credibilità delle atmosfere che è in grado di ricreare e riprodurre, è una felice conferma in questo romanzo che come sempre centra il bersaglio delle emozioni. Da leggere.

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