Libri

“Nella purezza”

Nella Purezza copertina frontedi Gabriele Ottaviani

Il cuore

si lascia trasportare

dove l’intuito

lo conduce.

Nella purezza, Giorgio Montanari, Bertoni. Prefazione di Antonio Spagnuolo. Autore di poesie e di un libro per ragazzi, Giorgio Montanari, la cui voce lirica è sensibile, delicata, intensa, avvolgente, coinvolgente, elegante, raffinata, semplice ma mai banale, variegata e modulata con cura non comune, dà alle stampe una raccolta che è l’equivalente di un concept album in musica, tanto è fitta, densa e solida la trama di rimandi, riferimenti, connessioni e simmetrie che indagano l’umanità, l’esistenza e l’esperienza sin nel dettaglio. Da leggere.

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Libri

“Finzioni di poesia”

Backup_di_copertina montanari.cdrdi Gabriele Ottaviani

Un abbraccio svela tutto…

Finzioni di poesia, Giorgio Montanari, Bertoni. Quasi cinquanta poesie – ma vi sono anche un paio di prose liriche, in cui il flusso della coscienza si articola e si sviluppa in mille rivoli, come quelli della foce a delta d’un grande fiume – e una postfazione a cura dell’amico, sin dai tempi della scuola, Rocco Rosignoli compongono l’intensa, intima, raffinata e universale raccolta, d’ampio respiro e curata anche a livello metrico e formale, che si apre con una bella e semplice dedica e con la citazione della definizione della parola finzione, di Giorgio Montanari, che indaga l’anima e la molteplicità dell’essere e del divenire, della naturale e inesorabile fragilità della condizione umana e della ricerca di ognuno non solo di un posto nel mondo, ma di un amore che salvi e che, come la scrittura, si manifesti allo stesso modo di una necessità. Da leggere.

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Libri

“La maglietta blu”

download (1).jpgdi Gabriele Ottaviani

C’era stato un tempo in cui Martina aveva amato molto Robert…

La maglietta blu, Paolo Vernarecci, Bertoni. L’amore è tutto, si sa. Ed è anche vero che è difficile definirlo. Perché ha più forme di Proteo. È sempre uguale, ma pure sempre diverso. Esiste quello platonico. Quello passionale. Quello ricambiato. Quello infelice. Quello filiale. L’amicizia, che è una forma sublime e sublimata d’amore. Quello che finisce. Quello che non finisce mai. E spesso uno stesso amore vive diverse fasi, molte di quelle sopra descritte, nel corso del suo travagliato, molteplice e palpitante esistere: e sono numerosi i volti di questo sentimento, ambientati in tempi e in località differenti, nell’ambiente spersonalizzante della metropoli e in quello più intimo della montagna, che con lirica sensibilità e intensa credibilità Vernarecci descrive e definisce. Da leggere.

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“Romanzo di uno scandalo”

5140YwF26-L._AC_US218_.jpgdi Gabriele Ottaviani

La Sinistra Estrema non demorde, Cavallotti ha già scatenato una nuova offensiva.

Ne hanno fatto persino una fiction sulla tv generalista qualche anno fa, è stato uno scandalo senza precedenti, un accadimento che ancora oggi si studia nei libri di storia: un istituto di credito, uno dei sei autorizzati a battere moneta al tempo del giovane stato liberale nelle prime fasi postunitarie, che stampa banconote che non dovrebbero esistere, e quindi sono al contempo vere e false. Un intrallazzo come da peggior tradizione italiana con cui si voleva affossare Giolitti ma non ci si riuscì del tutto, di cui parlarono finanche poeti come Guido Vieni: Romanzo di uno scandalo – La Banca Romana tra finzione e realtà, di Clotilde Bertoni per Il Mulino, è un saggio ampio, esaustivo, approfondito, denso, interessante, elegante, compiuto, avvincente, intrigante, coinvolgente, articolato ma mai ostico o complesso. Da leggere.

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“Protagonisti sempre”

protagonisti_sempre_fronte_lowdi Gabriele Ottaviani

L’ultimo episodio che intendiamo raccontare riguarda, come detto, il massacro che ebbe luogo il 2 ottobre 1968 nel quartiere popolare di Tlatelolco, a Città del Messico, e, precisamente, nella plaza de las Tres Culturas, dove quattro secoli prima, il 13 agosto 1521, era avvenuto un altro massacro, perpetrato in quell’occasione dai conquistadores spagnoli e dai loro alleati indigeni ai danni di circa quarantamila aztechi. Era alla vigilia delle Olimpiadi di Città del Messico, quelle del celebre pugno con un guanto nero (simbolo del Black Power) alzato da Smith e Carlos dopo la gara dei 200 metri del 16 ottobre: un gesto emblematico che suscitò entusiasmi in tutto il mondo e riaccese le speranze della comunità afroamericana dopo i tragici assassinii di Martin Luther King, in aprile a Memphis, e Robert Kennedy, in giugno a Los Angeles, e a poche settimane dalla vittoria del repubblicano Nixon grazie ai voti di quella che egli stesso definì poi la “maggioranza silenziosa” del Paese. A raccontare le storie di quei ragazzi fu una grande giornalista fiorentina, Oriana Fallaci, la quale rimase anche ferita dai colpi dell’esercito messicano mentre era in piazza con i manifestanti.

Protagonisti sempre – Un secolo di storia visto con gli occhi dei ragazzi, Roberto Bertoni, Imprimatur. I ragazzi del Novantanove, inteso come milleottocentonovantanove, sono stati quelli costretti dalla ragion di stato a rischiare la vita nelle trincee della prima guerra mondiale, gli ultimi a farlo, i più giovani, i più inesperti. I ragazzi del Novantanove, inteso come millenovecentonovantanove, sono diciannovenni altrettanto impreparati all’esistenza e spaventati da essa stessa, benché magari abbiano un’aria ancor più sbruffona, smaliziata e spavalda dei loro predecessori, e nonostante non manchino affatto loro strumenti che per gli antenati non erano neanche utopistici. Anche a loro, in maniera differente, ma comunque assai dolororsa, è stato rubato il futuro. Tolta la speranza. La possibilità di edificarsi l’avvenire, di realizzare un progetto, anche umile. Condannati a surfare su marosi di mercimonio, in un tempo stabilmente precario. In mezzo a questi due gruppi non scorre un fiume ma un secolo, definito breve ma non per questo privo di eventi. Anzi. Bertoni, giovanissimo poeta, scrittore e freelance, fa un’accuratissima esegesi del reale attraverso gli occhi più puri, quelli di chi trepida perché le promesse che la vita sembra ingannevolmente fargli diventino atto e realtà felice. Da leggere.

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“D’amore e di esistenze”

damore-e-di-esistenza.jpgdi Gabriele Ottaviani

Lascia che io rinasca in sogno

Come un pulviscolo che da terra si innalza…

D’amore e di esistenze, Luca LuBa Barcaccia, Bertoni editore. Le due sezioni del volume, D’Amore e Di Esistenze, racchiudono le cinquantotto poesie che segnano l’esordio lirico di Luca – LuBa – Barcaccia, dedicate ai suoi genitori e curate, nell’ambito del progetto Women @ work, da Barbara Bracci, che ne sottolinea anche la complessità e la stratificazione. Infatti, benché siano caratterizzate, ed è un indubbio pregio, da un lessico semplice, piano, chiaro, facile, immediatamente comprensibile e alla portata di tutti, assommano al proprio intero una miriade di sfumature, che dal quotidiano riescono a innalzare il linguaggio poetico sino a raggiungere il trascendente. Emozionanti.

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“Il bacio del pesce”

il-bacio-del-pescedi Gabriele Ottaviani

Ode al pene

prolungamento

del corpo maschile

singulto di esultanza

verso fuori

per penetrare

conoscere

assaggiare

 

raggio di sole

si espande

fluisce

nella gioia

dell’incontro.

Il bacio del pesce, Mari Mantovani, Bertoni editore. Novantanove componimenti, elencati in rigoroso ordine alfabetico, accompagnati, ognuno, da un disegno che ne è felice sintesi ed esaltazione, che al tratto coniuga la dimensione onirica e surreale di un mondo altro che sboccia improvviso, impudico, sensuale e sensazionale dalla contemplazione del quotidiano che si rivela per impressioni, frammenti, scaglie luminose, brecce d’infinito che penetrano il mistero ineffabile dell’emozione, che prende il sopravvento sulla razionalità e spalanca le porte di un nuovo percorso di consapevolezza. Intenso.

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