Libri

“Preghiera”

615rwtX7YHL._AC_UL436_.jpgdi Gabriele Ottaviani

Dio della pace, porta la tua pace nel nostro mondo violento…

Preghiera – Respirare la vita ogni giorno, Papa Francesco, Piemme. A cura di Anna Maria Foli. Pregare è un atto di fiducia, amore, speranza, umiltà, rispetto, considerazione, consapevolezza, devozione, abbandono, ricerca, è un’azione salvifica, concreta e al tempo stesso immateriale, che fa del bene in primo luogo a chi la compie: eppure è vista come un anacronismo, un’insensatezza da sottovalutare, rifiutare, respingere, finanche sbeffeggiare. Il pontefice ne rimette viceversa al centro il valore, e i testi qui raccolti sono un invito a prendersi cura di sé e della propria anima e a condividere pienamente con gli altri emozioni e sensazioni. Da leggere, per meditare.

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“Francesco l’incendiario”

9788862445672_0_0_372_80.pngdi Gabriele Ottaviani

Solo la misericordia sa capire, sa amare.

Francesco l’incendiario, Gian Franco Svideroschi, Tau editrice. Ha detto chi sono io per giudicare? se una persona nello stesso tempo cerca Dio e ama qualcuno del suo stesso sesso. Ha detto che è stolto far lavorare gli anziani e lasciare a casa i giovani. Ha detto che la dimensione erotica dell’amore non va considerata come un male permesso o un peso da sopportare per il bene della famiglia, bensì come dono di Dio che abbellisce l’incontro fra gli sposi, al di là che sia o meno finalizzata alla procreazione. Ha portato all’attenzione della collettività il problema dell’ambiente, della povertà, della corruzione. Conosce il sud di un mondo che, sempre più materialista, si disinteressa di chi non è perfetto e lo considera sbagliato, e propone invece un nuovo e nel medesimo istante antichissimo, perché è quello di Gesù, sempre coerente e sempre fecondo di novità, punto di vista, fatto di sobrietà, morigeratezza, concretezza, lavanderie gratuite per persone senza fissa dimora, pranzi a base di pizza napoletana. Ha conquistato tutti, tanto che da lui, forse, si pretende anche un po’ troppo, e sulla sua figura si fanno speculazioni da una parte e dall’altra che non stanno in piedi e che sarebbe bene in realtà non avere l’ardire di proporre, tirandolo di qua e di là per la candida tonaca talare. Ha infiammato i cuori. Tranne, forse, quelli di molti tra coloro i quali dovrebbero essere i primi fra i suoi sostenitori. Perché appartengono alle gerarchie più alte di quella chiesa che è lui a governare, a guidare, da pontefice quale è. Personalità di alto lignaggio che però, per dirne una, hanno più che un sorriso una smorfia in volto quando lui, Francesco, al secolo Jorge Mario Bergoglio, rifiuta le macchine extralusso e gli appartamenti d’oro e di stucchi e chiede invece che ci sia totale trasparenza su ciò che è lo Ior. Il ritratto di Svideroschi, giornalista e scrittore, ex vicedirettore dell’Osservatore romano, vaticanista da ben oltre mezzo secolo, è una vetrata policroma che non nasconde la realtà ma ne esalta la bellezza. Da leggere.

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“Francesco e i pentecostali”

2.Cover.Francesco e i pentecostali 2di Gabriele Ottaviani

Oggi si incontra l’impossibilità di concepire visioni globali e univoche del mondo. L’idea della “morte di Dio” (Nietzsche) ha procurato l’eclissi di ogni riferimento stabile e metafisico sia al sistema religioso che alle categorie interpretative della realtà. L’“essere” non ha più coerenza e forza dimostrativa. Sembrano aver perso ogni legittimazione i “meta-racconti”, l’illuminismo, l’idealismo, il marxismo (cf. J.F. Lyotard). Il “soggetto” uomo non è più il cartesiano cogito, ergo sum, ma si è ridotto al dasein di Heidegger, «l’essere bruciato dal tempo». Il discorso “etico”, essenziale per la sopravvivenza dell’uomo, si svolge ormai “al di là del bene e del male”. Il capitalismo contemporaneo è perciò sfrenato. La postmodernità è frutto ed è artefice dei «sistemi totalitari che producano l’elusione dell’uomo, escludendo l’uomo concreto come soggetto dell’esperienza del mondo», direbbe V. Havel. E il mondo sembra essere rimasto senza certezza e la Chiesa senza fede. Nell’epoca della scienza sperimentale si pensa che la “metafisica” non abbia ragione d’essere. L’idea di un Essere assoluto e immutabile non entra più nei percorsi del pensiero umano. Nella Chiesa sono stati emarginati tutti coloro che erano capaci di pensiero critico, impedendo così un responsabile discorso di fede e favorendo un analfabetismo religioso di comodo. Nell’attuale supremazia del capitalismo, si va alla ricerca di assicurazioni mondane trascurando l’idea di salvezza dell’uomo. A motivo della globalizzazione, la società multietnica accoglie la diversità piuttosto come separazione che come integrazione. E c’è il grande smarrimento. L’uomo d’oggi sembra rimasto senza ripari e senza speranza. Eppure, magari inconsapevolmente, l’uomo del nostro tempo cerca ancora una scorta per difendersi dagli attacchi del tempo e dalla malvagità della storia. Rimane intatto il Vangelo e infallibile. In Gesù di Nazareth non è tanto l’uomo che viene divinizzato, quanto Dio che viene umanizzato. E questo perché «Dio ama di amore eterno» (Ger 31,3) l’uomo. L’incontro di Dio con l’uomo è unicamente una creazione d’amore. E l’uomo ha il benessere del vivere e la fiducia, se si sforza di fare sempre la pace. La gioia della vita è l’amore reciproco. Dio ama infinitamente e diventa pertanto totale dono di sé.

Il movimento pentecostale è una delle denominazioni cristiane che afferiscono alla vasta area della chiesa evangelica: se ne è cominciato a parlare con precisione in questi termini intorno alla fine del diciannovesimo secolo, a partire dall’esperienza di alcune chiese battiste e metodiste nordamericane. In Italia durante il fascismo il culto pentecostale fu oggetto di una disposizione ad hoc che lo vietava in quanto considerato costituito di “pratiche contrarie all’ordine sociale e nocive all’integrità fisica e psichica della razza” e perseguitato, ma rimase non ammesso anche per diversi anni dopo la fine della seconda guerra mondiale. Spesso e volentieri se ne è parlato utilizzando la definizione di setta, rigettata da papa Francesco, che ha chiesto scusa per questo epiteto, e in un discorso tenuto a Caserta lunedì ventotto luglio duemilaquattordici in occasione dell’incontro con la locale comunità pentecostale ha posto le basi per un nuovo inizio, una nuova unità, nel rispetto delle reciproche specificità e nel solco di quella teologia dell’accoglienza e della diversità riconciliata che sta caratterizzando in maniera sempre più significativa il suo pontificato: Francesco e i pentecostali – L’ecumenismo del poliedro, edito da Il pozzo di Giacobbe, scritto da Raffaele Nogaro, vescovo emerito del capoluogo campano, di cui Roberto Saviano, per la sua lotta contro la camorra, ha detto che è “una sorta di figura epica”, e Sergio Tanzarella, con prefazione del pastore pentecostale Giovanni Traettino, è il racconto denso, interessante, documentato, preciso e fluido di questa storia. Da leggere.

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