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“Benvenuti nel Pornocene”

di Gabriele Ottaviani

È facile rintracciare in questa sovrabbondanza di corpi splendenti, opulenza del carnale-carnaio, tripudio di muscoli e liquidi, un’altra tendenza tipica del Pornocene: la frenesia quantitativa. Mai come nell’epoca attuale il principio di piacere ha dominato così totalitaristicamente azioni e passioni degli umani. Lo denuncia con efficacia Ovidie, ex attrice pornografica, regista, produttrice, giornalista e scrittrice francese, che ha vissuto a lungo nel mondo del porno e ne offre una preziosa e autorevole testimonianza: Viviamo in una società dove il piacere è solo fine a se stesso. È uno scopo, e forse l’unica cosa a cui tutti aspirano. Non è neanche un mezzo per accedere a un’altra fase, non ha alcuna funzione reale se non quella di soddisfare all’istante la persona. Nella relazione sessuale, il piacere è diventato il principale obiettivo. La sessualità diventa alienante perché questo piacere schiaccia tutti gli altri aspetti positivi. Perché una sessualità, se ha come unico scopo il piacere, non può in nessun caso portare al benessere. Questa alienazione al piacere può essere facilmente osservata nel fenomeno della corsa all’orgasmo. L’orgasmo, di cui tanto si parla in molte riviste e trasmissioni televisive e radiofoniche, è diventato un vero e proprio prodotto di consumo, che fa dimenticare così la ricchezza del rapporto sessuale. Consumiamo il piacere sessuale come fosse un hamburger, come piccolo piacere è un fenomeno molto simile alla sindrome da shopping compulsivo (…) troppo sesso “utilizzato male” uccide il sesso.

Benvenuti nel Pornocene – All you can fuck!, Davide Navarria, Rogas. La vita nasce dal sesso. Il sesso è piacere e godimento, e non se ne ha mai abbastanza. Il sesso vende, solletica, eccita, vellica, stuzzica, seduce, spaventa, è merce di consumo e di scambio, è immateriale e al tempo stesso concreto fino alle perversioni più basse, e d’altro canto trascendente come l’estasi, l’orgasmo, la sublimazione. La nostra società, sempre più rabbiosa, invidiosa, proterva, omofoba, sfacciata, impudica e ipocrita, è anche sempre più, nel linguaggio, nei gesti e nelle immagini, ipersessualizzata: Davide Navarria guida il lettore nella nuova era contemporanea con mano sicura e senza lesinare in ironia, in modo dotto e chiaro, con dovizia di particolari, indagando concetti universali come la libertà, la morale, i diritti, i doveri e l’autodeterminazione. Da non perdere.

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