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“Hush”

di Gabriele Ottaviani

F-16 gemelli, uno dalla Polonia e uno dalla Norvegia, si dividevano i cieli sopra l’Estonia. Facevano parte della pattuglia della NATO che testava costantemente il sistema radar mobile della difesa aerea russa, trascinato oltre il confine e messo lungo la linea di città occupate dai russi nell’Estonia orientale. Proprio come in Ucraina, i russi si erano trasferiti lì e si stavano attrezzando per restarci. L’Estonia aveva a lungo predicato che non erano come l’Ucraina, che non sarebbero stati investiti e calpestati dall’orso russo. Le loro forze armate si addestravano e addestravano e addestravano per essere un intoppo, una spina nella zampa dell’orso fino a quando il resto della NATO non sarebbe arrivata per sostenerli. Nessuno in Estonia aveva creduto che la propria gente avrebbe cambiato idea e dato le chiavi del confine – per invadere il proprio paese – direttamente ai russi. Invitando il diavolo a entrare dalla porta sul retro. La secessione della regione di confine dell’Estonia era un pantano politico-legale-militare, che dava l’emicrania a ogni testa pensante della NATO. Quel giorno, la NATO voleva testare la rapida risposta dei russi alla minaccia implicita della loro incursione con i caccia. Con quale rapidità la Russia avrebbe schierato i propri MiG in risposta al loro sorvolo? Quanti aerei avrebbero mandato? Tutto veniva misurato. Tutto veniva rintracciato. Il comando NATO a Bruxelles ascoltò la missione, trasmessa direttamente ai due piloti.

Hush, Tal Bauer, Triskell, traduzione di Barbara Cinelli. Gli USA cercano di gestire una situazione incandescente, la Russia è sul piede di guerra, Washington è devastata da un terribile attentato terroristico e il giudice che, nascosta per un quarto di secolo la propria omosessualità, pare finalmente essere determinato a lasciarsi andare, si trova a dover celebrare un processo che rischia di mettere a nudo tutti i più inconfessabili segreti del potere a stelle e strisce: così… Intrigante.

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“Interludio”

Cover500.jpgdi Gabriele Ottaviani

Quella sera scesero in ritardo per il loro Ballo di Natale. Dal pianerottolo, Scott urlò a Ethan di piantarla di far perdere tempo al presidente mentre il primo cercava di sistemare al secondo smoking e cravatta. Intanto Jack provava per l’ennesima volta a sistemarsi i capelli, scompigliatigli da Ethan quando quello l’aveva spinto sul lavandino in bagno e gli aveva fatto un pompino. Jack gli diede un bacio appassionato, poi corse lungo il corridoio principale e raggiunse Scott in cima alla Grand Staircase, mentre Ethan percorse il corridoio in direzione opposta, di nuovo verso l’ascensore di servizio. Sentì che Jack chiedeva a Scott: «Come sto?» e l’amico che sospirava in risposta. Fuori dall’ascensore trovò il suo borsone, la giacca e la cravatta, recapitati da dove li avevano abbandonati. Oltrepassando la pila, Ethan si sentì bruciare le guance. Se doveva fare un’ipotesi, avrebbe detto che fosse opera di Scott.

Interludio, Tal Bauer, Triskell. Traduzione di Ilaria D’Alimonte. Facciamo un passo indietro: Ethan è stato costretto a trasferirsi in Iowa e non è ancora tornato in pianta stabile a Washington accanto all’amato Jack, presidente degli Stati Uniti, ma comunque i due non possono stare lontani troppo a lungo l’uno dall’altro. Peccato che ci sia il Califfato, minaccia per la pace mondiale, da combattere strenuamente, e che gli occhi dei media siano puntati sul primo inquilino di fatto dichiaratamente omosessuale della Casa Bianca: è tempo però di Natale, il primo insieme, e una festa di tal genere, che celebra l’amore nella sua forma più sublime, non può certo essere trascurata… Intenso, piacevole, coinvolgente.

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“Nemico all’interno”

cover500.jpgdi Gabriele Ottaviani

Signor First Gentleman, è un onore.

Nemico all’interno, Tal Bauer, Triskell. Traduzione di Caterina Bolognesi. Il presidente degli Stati Uniti d’America, Jack Spiers, è fuggito da Washington. Nella sede della CIA c’è stato infatti un devastante attacco terroristico, che si deve a Porter Madigan, ex generale e traditore nascosto in mezzo ai ghiacci e bramoso di distruggere il pianeta. Tutti credono Spiers defunto nell’esplosione, ma invece si è inflitrato nella Russia occupata dai nemici per salvare l’amore della sua vita, l’ex agente dei Servizi Segreti e attuale First Gentleman, Ethan Reichenbach. Può contare, oltre che su di sé, di fatto esclusivamente su di lui, sull’ex inquilino del Cremlino, ora destituito, Sergey Puchkov, e su Elizabeth, rimasta a Washington, e ha un piano: ma… Intenso, avvincente, convincente.

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“Il nemico del mio nemico”

41r9k6Dyx6L.jpgdi Gabriele Ottaviani

Ethan, secondo il cronista, era un uomo privo di moralità, un gay libertino dall’insaziabile appetito sessuale. Dopo aver conquistato praticamente tutta Washington DC, aveva sedotto Jack. Il tutto era condito da piccanti dettagli sulle preferenze di Ethan, riferite al reporter dai suoi ex partner, ansiosi di ottenere il loro posto sotto i riflettori. Uno di essi si diceva sicuro che a Jack piacesse essere scopato senza pietà, visto che quella era, a quanto pareva, la specialità di Ethan, insieme al rimming. Che Jack doveva essere il re dei pompini, dato che a Ethan piaceva farselo succhiare. O, ancora, come Jack dovesse adorare stare sotto, per soddisfare l’appetito inesauribile di Ethan. E Jack era l’insulso, sciocco presidente che si era lasciato irretire dalla sua condotta scandalosa. Sedotto e trascinato sotto l’influenza di un gay maniaco del sesso. Un presidente che trascorreva i suoi giorni a farsi mettere a novanta sulla scrivania dello Studio Ovale invece di governare. Che si lasciava manovrare dalle perversioni sessuali del suo capo della scorta, che lo faceva addirittura prendere parte alle decisioni di governo. Un completo fallimento come presidente e come uomo; a quanto pareva, Jack amava ogni minuto delle seduzioni di Ethan, al punto che aveva trasferito quella condotta degenerata fin dentro la Casa Bianca. Le domande imperversavano nell’articolo. Chi era Ethan? Chi aveva accesso al presidente? Che genere di depravazione morale era calata sulla Casa Bianca? Come poteva il popolo americano fidarsi del suo leader? Il flusso d’acqua nella doccia cessò. L’anta di vetro venne aperta, poi richiusa con un forte colpo. I rumori di Ethan che si asciugava filtrarono attraverso la porta chiusa. Jack aspettò. Ethan entrò in camera a piedi nudi, con un asciugamano che gli cingeva i fianchi e i capelli gocciolanti d’acqua; s’immobilizzò non appena lo vide. Una cicatrice gli attraversava l’addome, proprio a sinistra dell’ombelico. Jack vide il suo petto alzarsi, lo vide inspirare e trattenere il fiato. «Lo hai letto?» Ethan annuì. «La Casa Bianca non rilascia commenti sulle vite private dei membri della famiglia presidenziale né su tabloid maligni da quattro soldi. Né tantomeno su pezzi amorali e fantasiosi.»

Il nemico del mio nemico, Tal Bauer, Triskell, traduzione di Ilaria D’Alimonte. Jack ed Ethan si amano. Sono il presidente degli Stati Uniti e il suo first gentleman, nonché ex agente dei servizi segreti impegnato in una lotta senza quartiere contro un generale che vuole impossessarsi del potere, separare i due, vendicarsi, rovinare loro vita e carriera, fare loro del male, sabotare il sentimento che li unisce e le relazioni, sempre più strette, fra Washington e Mosca. Anche al Cremlino infatti c’è un presidente con qualche scheletro nell’armadio… Intrigante.

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“Nemici dello stato”

81c7O3xUhNL._AC_UL436_.jpgdi Gabriele Ottaviani

La volta successiva che si recarono a Camp David, più di duemila persone accompagnavano Jack, e non era per un weekend di vacanza. Il primo ministro inglese, il presidente francese e la cancelliera tedesca erano tutti stipati nel Marine One, insieme alle relative scorte. Il presidente, il vicepresidente, Ethan, Daniels e Scott, viaggiavano tutti sul Marine One. Inada era partito il giorno prima, per portare una lunga sfilza di agenti del Servizio Segreto a Camp David e preparare tutto per il summit di emergenza con la Marina e la Fanteria. Ethan, Daniels e Scott sedevano nel retro del Marine One, insieme ai responsabili delle scorte di tutti gli altri capi mondiali. Il capo scorta francese passò tutto il volo a lanciare occhiate torve alla sua controparte tedesca, che fingeva di ignorarlo con beffardi sbuffi nasali. Il responsabile della scorta inglese si mise il Times aperto sulla faccia e sprofondò nel sonno. Il suo russare riempì tutta la cabina posteriore. Ethan guardò Jack che parlava con il primo ministro britannico, velocemente e gesticolando con le mani. A volte si parlavano sopra, la discussione accesa che cresceva e diminuiva. Ogni tanto si sentiva una risata. Ethan si rilassò sul suo sedile, ma continuò a tenere lo sguardo su Jack mentre Daniels e Scott giocavano a carte. Verso la metà del percorso, Jack sollevò gli occhi e incontrò il suo sguardo. Il presidente fece un sorriso che attraversò Ethan, trafiggendolo in un modo doloroso e adorabile al tempo stesso. Lui ricambiò, anche se il cuore gli faceva male e i palmi erano completamente sudati, e si rimproverava un po’ di più ogni volta che questo accadeva.

Nemici dello stato, Tal Bauer, Triskell, traduzione di Mariangela Noto. Jack Spiers è stato appena eletto presidente degli USA e ovviamente essere diventato l’inquilino della Casa Bianca è un compito che prevede non poche criticità: promettere in campagna elettorale è decisamente più facile che tenere fede agli impegni. Inoltre lui è solo, vedovo, la Russia fa la voce grossa e mostra i muscoli, il Medioriente è una palude mefitica, un pantano e una polveriera non dissimile dal Vietnam, Caporetto a stelle e strisce per antonomasia, cambiando quel che dev’essere cambiato, il terrorismo fa vittime in Europa a ogni piè sospinto… Per giunta, si innamora del suo agente di scorta, che ha sempre fatto saggio voto di non mischiare lavoro e sentimenti e di non lasciare che il cuore palpiti per un maschio etero, perché non può che scaturirne un disastro: ma… Intrigante.

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“Il ladro di bambini tristi”

513SfufL2AL.jpgdi Gabriele Ottaviani

Lucy Holly non era stata sepolta in presenza di suo marito.

Il ladro di bambini tristi, Belinda Bauer, Marsilio. Traduzione a cura di Fabio Zucchella. Per l’Exmoor – Belinda Bauer anche questa volta decide di muoversi, con invidiabile souplesse, nei meandri della brughiera del Somerset britannico, tra atmosfere gotiche e qualche tocco di ironia da commedia nerissima – indisturbato, purtroppo, almeno per il momento, gira un rapitore di bambini. È una lunga estate quella che stanno vivendo gli abitanti del luogo, e quella dei sequestri pare essere una sorta di inquietante epidemia. Anche perché il criminale non si risparmia, e lascia persino dei biglietti, che riportano frasi come “Voi non li amate”, e che con ogni evidenza allarmano e atterriscono la cittadinanza. Come mai sta accadendo tutto questo? E chi è il responsabile? Oltretutto, come tradizione vuole, niente è affatto ciò che sembra… Intrigante e palpitante, classico ma non banale, da leggere.

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