Libri

“Le ospiti segrete”

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Sua madre non è stata trucidata dai Black and Tans?

Le ospiti segrete, John Banville, Guanda, traduzione di Irene Abigail Piccinini. Il re non ha la benché minima intenzione di arretrare dinnanzi a Hitler, né nella sostanza né nella forma: dunque non si muove da Londra, nonostante i bombardamenti. Ma ama riamato le sue figlie, e teme per la loro vita: così sotto mentite spoglie le fa trasferire in una tenuta nobiliare nella neutrale Irlanda, dove però l’IRA potrebbe costituire comunque un pericolo terribile. Il rischio maggiore, però, sembrano essere gli inconfessabili palpiti dei cuori delle due giovinette, che rivolgono sguardi rapiti a un fascinoso fattore che pare non curarsi affatto di loro… Una prosa magistrale per un romanzo formidabile.

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“Isabel”

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Isabel pensò al proprio bambino, fragile al punto da morire così presto che era difficile dire se fosse davvero nato.

Isabel, John Banville, Guanda, traduzione di Irene Abigail Piccinini. Il matrimonio è finito, non c’è più nulla da salvare. Isabel lascia Roma e torna a Gardencourt. La attende l’ultimo saluto a un amatissimo cugino. Da lì ha in programma di procedere per Londra. Raggiunta la capitale britannica, entra in banca e preleva una notevolissima somma di danaro. In contanti. Perché?… Sì, è proprio lei, Isabel, Isabel Archer, la protagonista di Ritratto di signora: è lei che Banville, col talento purissimo che lo contraddistingue, mette al centro della propria vicenda, costruita in stato di grazia, regalandole una seconda opportunità: esemplare.

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“Il cerchio si chiude”

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Il mare. Le onde. Il bambino con il sole alle spalle, ormai privo di sembianze.

Il cerchio si chiude, John Banville, Guanda. Traduzione di Irene Abigail Piccinini. Giugno. Notte. Dublimo. Un’auto. Un albero. Un impatto. Un incendio. Un cadavere, quello del guidatore. Tutto fa pensare a un incidente. Tutto. Tranne una cosa. L’anatomopatologo se ne accorge. E decide di chiedere aiuto al suo stimato predecessore, ormai però lontano dall’istituto di medicina legale per motivi di salute. Quirke. Che si ritroverà di nuovo  a indagare insieme a Hackett, il suo vecchio amico ispettore. e che dovrà anche rispondere alla richiesta di aiuto di una persona molto speciale. Sua figlia… Banville ha vinto il Booker Prize, e torna in libreria con una nuova storia: avvincente è dire poco. Non si riesce a staccarsene, e ci si rammarica di quanto presto finisca. Un’immersione mozzafiato nel lato oscuro dell’animo umano.

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“La chitarra blu”

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Che tempo meraviglioso abbiamo avuto per il funerale, sì, una giornata assolutamente magnifica.

La chitarra blu, John Banville, Guanda. Traduzione a cura di Irene Abigail Piccinini. Per alcuni è una vocazione. Per altri una necessità. Per altri ancora un vizio, un peccato, una colpa. Oliver non può farne a meno. E non riesce a vergognarsene, nemmeno a sentirsi in difetto, a farsi carico della consapevolezza piena dell’errore, dell’immoralità del suo gesto. È un pittore. Non ne ha bisogno. Eppure ruba. Piccole cose, niente di che. Ma talvolta capita che a essere bottino di guerra siano le persone, gli affetti. E com’è naturale che sia a quel punto le cose si complicano in maniera totale. E quindi diventa un uomo in fuga: dall’amante, dalla moglie, dalle persone che ha fatto soffrire, con ogni evidenza per lo più non volendo. Si rifugia nel suo guscio e tutto sembra al di fuori, non scalfirlo. Tutto, tranne le domande che ci si porta sempre dentro, e da cui scappare è impossibile. Quanto vale l’arte? Quanto dura l’amore? Per quanto tempo ti resta nel cuore incastrato il dolore? È il Laocoonte per Winckelmann questo romanzo, superficie placida, profondità turbinosa di passioni. Una storia potente, una prosa ammaliante. Da non perdere.

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“La musica segreta”

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Schiamazzi e carne! Beatitudine bruta! Il re Sigismondo rise forte e a lungo, artigliandosi la barba nera arruffata.

John Banville, La musica segreta, Guanda, traduzione di Irene Abigail Piccinini. Parla a nuora perché suocera intenda. La saggezza popolare recita così quando ci si riferisce a qualcuno che dice qualcosa per intendere qualcosa d’altro. O, almeno, anche qualcosa d’altro. Come per esempio chi scrive un romanzo storico che però suona di grande attualità. Nella rappresentazione dei personaggi, degli intrighi di potere, delle dinamiche comportamentali. È il caso di Banville. Che ha una prosa magnifica. E parla di Copernico, di guerre, di congiure, di cultura, della necessità di ribellarsi a un destino che pare già scritto se non è quello che si vuole per sé, di intelligenza, d’amore, della solitudine del genio, dello sconcerto che le proprie scoperte determinano, perché si ha la percezione che nulla sarà, potrà né dovrà essere come prima. Scorrevole come un torrente, ricostruisce un mondo con precisione chirurgica e avvincente. Da non perdere.

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