venezia 72

“Banat”

banatdi Gabriele Ottaviani

Lui, Ivo, è un trentenne, agronomo accolto dalla città di Bari nei giorni in cui il capoluogo pugliese e non solo andava in visibilio per la prodezza dell’allora diciassettenne Cassano contro l’Inter. Non ha mai potuto fare il suo mestiere in Italia, e quindi accetta un lavoro in Romania. Lei in una settimana ha perso il fidanzato, il lavoro e un cane che non è nemmeno il suo. Per di più è incinta. E deve affrontare l’ennesimo trasloco. Si incontrano, e da subito si piacciono. Storia di una emigrazione al contrario, ormai sempre più frequente, in una terra che, come ogni Paese, ha le sue regole, ispirata alla vera vicenda di un amico del regista Adriano Valerio, milanese classe millenovecentosettantasette, menzione speciale a Cannes 2013 per il suo 37°4 S. Non semplicemente questo, però: anche il racconto di uno straniamento, sensazione che in molti provano nella società contemporanea, quali che ne siano le cause, compiuto e con una sua cifra stilistica precisa, pur se con qualche passaggio eccessivamente rarefatto: Banat – Il viaggio, interpretato da Edoardo Gabbriellini, Elena Radonicich e Piera Degli Esposti, sempre efficace nell’irresistibile ruolo della burbera dal cuore d’oro, ha una fotografia evocativa e si lascia guardare.

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