Libri

“Bambini nel tempo”

Bambini-nel-tempodi Gabriele Ottaviani

Benvenuti nel peggiore dei mondi.

Ricardo Menéndez Salmón, Bambini nel tempo, Marcos y Marcos, traduzione di Claudia Tarolo. Lui ama lei. Lei ama lui. stanno insieme da quindici anni. Hanno un bambino. Il piccolo si ammala. Muore. E tutto si disfa. Troppo il dolore, eccessiva l’ingiustizia, incomprensibile persino la vergogna. E scrivere, vivere, continuare ad andare avanti nonostante il mondo sembri erodersi fra le mani di chi resta, cercare altrove qualcosa d’altro da sé che dia pace diviene anelito di rinascita. Diviso in tre parti, una delle quali segmentata in porzioni che riproducono l’alfabeto ebraico, e che danno un’infanzia a chi un’infanzia non l’ha mai avuta raccontata, cioè Gesù, il puer salvifico per antonomasia, e l’ultima, in cui la magia del concepimento si rinnova, Bambini nel tempo è un romanzo di potenza inesausta, che attraversando non solo, appunto, il tempo, quello della narrazione e quello dei sentimenti, ma anche lo spazio, dà prova della forza della speranza quando pare impossibile che ancora possa persistere.

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33 tff

“Bambini nel tempo”

bambini-techedi Gabriele Ottaviani

Prosecuzione ideale di Registro di classe di Amelio, con cui condivide alcune sequenze ricavate dalle preziose teche degli archivi della Rai, e del film di Veltroni I bambini sanno, Bambini nel tempo, nato da un’idea di Maria Pia Ammirati e diretto da Roberto Faenza e Filippo Macelloni, è un documentario fresco, interessante, lieve ma profondo, compiuto e variegato, che racconta, come recita il sottotitolo, l’Italia, l’infanzia e la tv. Ovvero come è cambiato il nostro paese, come si sono modificate le nostre abitudini, com’erano la scuola e la vita di una volta. E quindi in un attimo si riesce a fare un confronto immediato col nostro presente, che non conosce più né Carosello né i cappotti rivoltati, ma forse nemmeno una certa umanità. Avvolto dal caldo e soffice scialle della nostalgia, è un film sincero, tenero e divertente, che per l’ennesima volta dimostra quanta maturità ci sia nelle parole dei più piccoli, e quanto gli adulti, presi in fondo non si sa poi da che cosa, col passar del tempo, se ne dimentichino.

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