Libri

“Autobiografia burlesca”

marktwain_solofrontedi Gabriele Ottaviani

Dopo la partenza della figlia, il vecchio Lord rimase seduto in silenzio per parecchio tempo. Poi tornò dalla moglie e le disse: – Mia signora, i nostri piani procedono rapidamente. Sono passati tre mesi da quando ho inviato l’astuto e affascinante Conte Detzin da mia nipote Constance per compiere la sua diabolica missione. Se fallisse non saremmo completamente al sicuro; ma se dovesse portare a termine il suo compito allora niente e nessuno potrà impedire a nostra figlia di diventare Duchessa, e solo perché la sfortuna non ha voluto che fosse Duca. – Ho un brutto presentimento. Spero vada tutto bene. – Che tu sia maledetta, donna! Non fare l’uccellaccio del malaugurio. Vai a dormire, e sogna la grandezza di Brandeburgo!

Una di quelle persone che è sempre difficile capire quando effettivamente scherzino e quando facciano sul serio. Perché sono tremendamente serie nella burla e lievi, ma senza traccia di vanità né retorica, quando parlano dei massimi sistemi, che già sono argomenti ponderosi di loro. Le nostre radici sono ciò che in gran parte ci qualifica e definisce: Mark Twain (tradotto senza perdere nessun guizzo frizzante da Michele Campagna e Chiara Bonsignore) in Autobiografia burlesca, raccolta di tre racconti pubblicati per la prima volta in Italia da CasaSirio, tra celia, fiction e biografia “propriamente detta” ci presenta il suo personalissimo albero genealogico, va in Germania per risolvere le consuete beghe proprie di ogni successione al trono che si rispetti e infine si concede una vacanza a Firenze. Gustosissimo.

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