Libri

“La ragazza che voleva diventare una geisha”

51j9twyeyol-_ac_us218_-1.jpgdi Gabriele Ottaviani

Intrappolato nelle sue angosce più intime, cercò di concentrarsi…

La ragazza che voleva diventare una geisha, Isabelle Artus, Baldini e Castoldi. Thad si sente un vero e proprio samurai, in tutto e per tutto, nonostante in realtà le sue radici affondino nella terra di Bretagna tante volte immortalata nella sue magnifiche tele da Gauguin a inizio carriera. Pam, dal canto suo, si comporta viceversa assolutamente come se fosse un’autentica geisha, tanto che, sulla Rive Gauche della Senna, in quel di Parigi, ha finanche un negozio di bonsai. Naturale che, nel momento in cui si incontrano, scocchi la fatidica scintilla: la comune fascinazione per il Giappone che li accompagna da sempre nelle loro esistenze è un collante talmente forte e senza dubbio inconsueto che non è difficile per nessuno dei due interpretarlo come un vero e proprio segno del destino, un sogno che, finalmente, dopo troppo tempo passato a sentirsi diversi, si avvera. Ma a rifugiarsi troppo nei sogni si finisce per perdere di vista la realtà, quella dimensione che in effetti spaventa, tanto da spingere a rifugiarsi in un altrove senza pensieri e responsabilità: Thad, pertanto, un giorno, senza il benché minimo preavviso, prende e se ne va. A ritrovar sé stesso. Pam però non può stare senza di lui: pertanto lo segue… Attraverso il lessico del viaggio, che non ha nulla a che vedere col mero – non si tratta di un giudizio di merito, ma solo di una constatazione delle diverse dimensioni, soprattutto dal punto di vista emotivo, di riferimento – turismo, Isabelle Artus fa scoprire al lettore il mondo intimo dei personaggi e quello esterno di una cultura antica, preziosa, complessa, articolata e raffinatissima come quella nipponica, inducendo a meditare sul concetto di identità e sulla propria individuale ricerca di autodeterminazione e di un posto nel mondo in cui veder germogliare la propria speranza di felicità. Da non lasciarsi affatto sfuggire per nessuna ragione.

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“La ragazza che voleva diventare una geisha”

51J9TWYEYOL._AC_US218_ (1).jpgdi Gabriele Ottaviani

Intrappolato nelle sue angosce più intime, cercò di concentrarsi…

La ragazza che voleva diventare una geisha, Isabelle Artus, Baldini & Castoldi. Thad è bretone ma in realtà si sente un vero e proprio samurai. Pam si comporta in tutto e per tutto come se fosse una geisha, tanto che, sulla Rive Gauche, a Parigi, ha finanche un negozio di bonsai. Naturale che, nel momento in cui si incontrano, scocchi la scintilla: la comune e annosa fascinazione per il Giappone è un collante talmente forte e originale che non è difficile per nessuno dei due interpretarlo come un vero e proprio segno del destino, un sogno che si avvera. Ma a rifugiarsi troppo nei sogni si perde di vista la realtà, quella dimensione che in effetti spaventa, tanto da spingere a rifugiarsi in un altrove senza pensieri e responsabilità: Thad, pertanto, un giorno prende e se ne va. A ritrovar sé stesso. Pam però non può stare senza di lui: pertanto lo segue… Attraverso il lessico del viaggio, che non è affatto da confondersi col turismo, poiché viceversa afferisce a una dimensione del tutto distinta, che è prima di ogni altro aspetto interiore, Isabelle Artus fa scoprire al lettore il mondo intimo dei personaggi e quello esterno di una cultura antica, preziosa, complessa, articolata e raffinatissima come quella nipponica, invitando ognuno a riflettere sul concetto di identità e sulla propria individuale ricerca di autodeterminazione e di un posto nel mondo. Da non perdere.

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