Libri

“Contro la marea”

51LdqxFKk0L._AC_US218_.jpgdi Gabriele Ottaviani

Trattenendo un ansito per il pericolo che non si era materializzato, Parker guardò Adam, che aveva allungato la mano verso di lui. Ma adesso Adam stava fissando la nuova arrivata con le labbra socchiuse.

Parker e Adam, un lupo mannaro che da sempre è in cerca di un branco, di qualcosa che possa anche solo lontanamente considerare simile a una casa e a una famiglia, si amano appassionatamente, esplicitamente, fortemente. E sono in fuga. In mare aperto. Contro tutto e tutti. Il mondo è devastato da un’epidemia terribile, infettato da un morbo che rende i contagiati assassini efferati, simili a dei morti viventi. D’un tratto appare all’orizzonte un’isola, e gli aneliti, le debolezze, le fragilità, le paure, le insicurezze di Adam si fanno più forti. Parker invece è saldo nei suoi convincimenti: crede solo ad Adam. In Adam. Ma… Contro la marea, Keira Andrews, Triskell, traduzione di Sara Linda Benatti. Un gradito ritorno – e un piacevole regalo – per tutti gli appassionati.

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“Valor on the move”

51op2Qa3ZnL._AC_US218_.jpgdi Gabriele Ottaviani

«Ehi, io non poso!» sbuffò Rafa fingendo indignazione. «Fidati, l’anno prossimo farò surf tutto il tempo. Sarò un… come li chiamano? Un grommet?» «Sei troppo vecchio per essere un grommet, ma basta che non sei un kook.» «Cos’è un kook? Suona male.» Rafa era tornato serio e sembrava prendere appunti mentali. «Un principiante che causa problemi. Che intralcia e non segue le regole. Ovunque tu finisca a surfare, stai attento a informarti su come si comportano quelli del posto. Non stare tra i piedi a nessuno.» Rafa annuì. «Non lo farò.» Mangiò un pezzo di pane con il pomodoro. «Penso di preferire il caprino.» «Anch’io. Questo formaggio non è male, ma penso che quello di capra fosse più… non copriva il basilico.» «Più neutro, ma in senso buono.» Annuendo, Rafa aprì il quaderno degli appunti e scribacchiò. Giocherellò con il cucchiaio, facendolo girare nella scodella. «Avevi un posto tuo preferito a Laguna?» Il vecchio dolore era sempre presente, ma Shane sorrise. «Brooks Street. Onde perfette. Né troppo piccole né troppo grosse. E poi c’è il Maddie’s. È un baracchino, ma serve le migliori granite. Me ne farei una anguria e pistacchio ogni giorno della mia vita.» Il suo sorriso si spense. «È stato molto tempo fa.» «Sembra fantastico. Quindi non cavalcavi le onde più grosse? Niente giganti marini per te?» «Naa. Non ero abbastanza bravo. Non volevo finire a levigarmi la faccia sulla sabbia.» Fece una smorfia. «Una volta, ai Trestles, mi sono buttato dalle cascate. Sono stato spazzato via dalla tavola mentre l’onda mi arrivava addosso e trascinato sul fondo.» «Ahi. Ti sei fatto male?» «Un po’. Mi sono procurato una cicatrice fica che ho mostrato a tutti i miei amici. Non è andata così male.» Ricordò che dopo Jimmy Clarkson gli aveva fatto un pompino dietro al fast food. La giornata era finita piuttosto bene, tutto considerato. Lo sguardo di Rafa si illuminò. «Posso vederla?» Arrossì in viso. «Uhm, voglio dire, se puoi mostrarmela. Tipo, se ce l’hai sulla mano o un posto così. Lascia perdere. È una richiesta stupida.» «No, va bene.» Allentando la cravatta, Shane slacciò il primo bottone della camicia e tirò giù il colletto mostrando una pallida cicatrice frastagliata tra il collo e la spalla destra. «Il corallo mi ha fatto uno scherzetto.» «Wow.» Rafa fece un passo in avanti, chinandosi. Il suo fiato era caldo sulla pelle di Shane. «Deve essere stato doloroso.» Si trovavano a un soffio l’uno dall’altro, e a Shane si fermò il respiro in gola quando Rafa tracciò con la punta del dito il segno lungo poco meno di dieci centimetri, passandolo su e giù. Un brivido gli corse lungo la schiena e Shane si fece indietro, affrettandosi ad abbottonarsi e stringere la cravatta. Che cazzo sto facendo?

Valor on the move, Keira Andrews, Triskell. Traduzione di Raffaella Arnaldi. Tu sei Rafael. Nome in codice (per i servizi segreti) Valor. Sei il giovanissimo figlio del presidente ultraconservatore degli Stati Uniti. Non puoi vivere liberamente la tua vita. E sei gay. Può capitare qualcosa di peggio, qualcosa che complichi ulteriormente la situazione, quando già stai facendo di tutto per soffocare ogni emozione ripetendoti che è solo questione di tempo, ormai manca poco, il mandato di tuo padre è alla fine, devi solo portare ancora un po’ di pazienza, non farti scoprire e poi quando i riflettori si saranno spenti tu potrai confessare, andartene e diventare chef? Beh, per esempio il fatto che il nuovo agente della tua scorta sia l’uomo più eccitante della galassia da quando la galassia esiste… Suvvia, però, sii razionale: è un falso problema. Secondo te Shane ti degnerà anche solo di uno sguardo? Il suo compito è proteggerti. Punto. Ma chi vi proteggerà dai sentimenti e dalla passione?… Esplicito, passionale, credibile nel racconto delle dinamiche emotive, intenso.

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“La figlia del faraone”

arton144612di Gabriele Ottaviani

I prigionieri incatenati si contorsero e l’orrore riempì l’aria mentre i due bambini si mettevano a piangere e cercavano di voltarsi dall’altra parte; ma le guardie medjay li costrinsero a stare fermi e a guardare quella dimostrazione di violenza selvaggia.

La figlia del faraone, Mesu Andrews, Piemme. Traduzione di Paola Merla. La storia è nota. C’è un bambino in una cesta che viene salvato dalle acque. Il bambino si chiama Mosè. E la sua vita sarà una vera e propria epopea. La donna che lo salva? Lei rimane un po’ più nell’ombra. Il suo nome è Anippe. È la figlia di Akhenaton. La sorella di Tutankhamen. La moglie di Sebak, uno dei capitani dell’esercito del faraone. Non ci pensa su un secondo quando vede il piccolo. Lo prende con sé. Diventa suo figlio. Persino qualcosa di più, se possibile. Ma non può non sapere che quel pargolo è ebreo, generato da una schiava: che ci farebbe altrimenti nel fiume, se non per sfuggire alla persecuzione, affidato alle acque da chi l’ha messo al mondo come estremo atto di amore e protezione? Lei lo porta alla corte. Lo chiama Mehy. Lo cresce da principe. È pronta a tutto per difenderlo. Storia, Bibbia e invenzione si mescolano nell’antico Egitto e danno vita a un romanzo piacevole, vibrante, compiuto.

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