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“Segni d’intesa”

di Gabriele Ottaviani

Sono io che ho il controllo, ricordi?

Segni d’intesa, Keira Andrews, Triskell, traduzione di Mirta Verdiani. Nico è il figlio di una stella del baseball, e vuole dimostrare a tutto e a tutti, in primo luogo a sé medesimo, di essere all’altezza del nome che porta. E ha talento da vendere e da appendere, ma anche un fuoco interiore che brucia incessantemente dovuto al fatto che è costretto a nascondere la sua vera natura e a reprimere i suoi desideri, dato che è chiaro, ed è ciò che gli è sempre stato ripetuto, che per un gay non c’è spazio sul diamante. Ma… Intenso, erotico, suadente.

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“Rapito dal pirata”

71mwPB9RoVL._AC_UY218_di Gabriele Ottaviani

Sono un peccatore in molti modi. Non mi ha mai dato fastidio. Mio padre una volta mi disse che combattere contro la natura era una battaglia persa ogni volta. Ovviamente stava parlando di quanta pioggia scende in inverno. Tuttavia, le sue parole avevano senso.

Rapito dal pirata, Keira Andrews, Triskell, traduzione di Angelita La Spada. Il padre è un uomo a cui non si può dire di no, e quindi il figlio del governatore, da sempre abituato a nascondersi, perché non sa leggere, perché gli piacciono i maschi, è avviato verso un matrimonio di interesse. Ma durante il viaggio viene rapito da un corsaro dalla pessima fama: naturalmente, niente affatto meritata, bensì figlia del pregiudizio. Non può che esplodere una passione. Travolgente. Proibita. Irresistibile. E… Da leggere.

 

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“Acqua salata”

Cover_Andrewsdi Gabriele Ottaviani

La tensione che avevo dentro non mi dava tregua. Non sopportavo l’odore nei corridoi e il bisbigliare in gruppetti nel cortile della scuola. Ero volubile e mi sentivo continuamente sotto esame. Branchi di ragazze si squadravano a vicenda, e i ragazzi sbandieravano chi si era fatto chi e se le ragazze in questione baciavano più o meno bene. All’intervallo ci sedevamo in cerchio al bar a leggere i consigli di Glamour su come fare i pompini e a prenderci in giro l’un l’altra per la nostra ingenuità. Mi sentivo inadeguata e sotto una pressione straziante. Tenevo gli occhi incollati all’orologio, aspettando con ansia che la campanella comunicasse la fine di ore che si trascinavano lentamente verso la sera e mi liberasse.

Acqua salata, Jessica Andrews, NN, traduzione di Silvia Rota Sperti. Il nonno le lascia la casa, e per Lucy è un segno: non può fare a meno di tornare da Londra, per cui ha abbandonato la provincia, gli accessi d’ira del padre troppo attaccato alla bottiglia, le ansie ingestibili per il fratello sfortunato, a cui l’esistenza ha voltato le spalle da subito, mettendosi di traverso, salita ripida, quasi del tutto impraticabile, per trasferirsi in quella venusta e vetusta magione nel Donegal, laddove la natura le parla, le fa sovvenire ricordi quasi rimossi alla mente, la calma e placa. Lirico e sublime, il romanzo indaga il desiderio, la passione, l’anima, la speranza, la ricerca della felicità: e leggerlo rende felici.

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“Beyond the sea”

Cover500.jpgdi Gabriele Ottaviani

Aveva un piccolo neo nella parte interna della gamba e, dopo averlo tracciato con la punta delle dita, Brian si domandò se avrebbe avuto un sapore diverso dal resto della pelle di Troy. Si abbassò e ci passò sopra la lingua. «Oh!» Troy aprì ancora di più la bocca e fece un respiro profondo. Con la testa tra le sue gambe, Brian si sentì il cuore in gola alla vista dell’erezione che svettava sul ventre. E quella che sapore avrebbe avuto? Prima di perdere coraggio o di pensarci troppo…

Beyond the sea, Keira Andrews, Triskell, traduzione di Ciro Di Lella. Troy fa parte di una band di successo ma ha anche un fratello che, come ha già fatto il padre, si sta ammazzando con la droga. Non può né vuole stare a guardare dunque balza a bordo di un aereo privato, pilotato da Brian, un uomo ferito che non ama più né vivere né librarsi in alto nel cielo, e sorvola il sud del Pacifico. Dove un ciclone improvviso e d’inusitata violenza li costringe a un atterraggio di fortuna su un’isola deserta dalle spiagge bianche e dall’acqua turchese, lontana mille miglia da ogni benché minimo segno di civiltà. Sono due. Sono uomini. Devono imparare a sopravvivere. Sono etero, a parte qualche sperimentazione giovanile. Ma, col passare del tempo… Intrigante.

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“Sogno di Natale”

cover500 (1).jpgdi Gabriele Ottaviani

Ma mentre balzava giù, i nostri piedi si impigliarono e io rovinai a terra, che era stranamente elastica. Charlie si afflosciò su di me e, quando mi tolsi la benda, scoprii che eravamo atterrati sopra un lungo bastone di zucchero gonfiabile che stavano usando come materassino. Il suo peso mi spinse giù e lo sentii tremare dalle risate. Mi unii a lui, avrei potuto restare lì tutto il giorno a ridacchiare con Charlie su quel bastone di zucchero. Eravamo tutti aggrovigliati e, mentre mi contorcevo per girarmi sulla schiena, lui mi sorrise dall’alto con quello stupido berretto con il pompon. Il blu gli faceva risaltare ancora di più gli occhi. Restai senza fiato. Era così bello. «Stai bene?» Mi era caduto il cappello e Charlie mi passò la mano sulla testa, lisciandomi con dita delicate i capelli che dovevano essere spettinatissimi. «Non ti ho fatto male, vero?» Il peso della sua coscia contro la mia era splendido e straziante. Scossi la testa. Altri partecipanti stavano inciampando sulla linea del traguardo e dovemmo farci da parte quando una squadra precipitò sopra il bastone di zucchero, strillando e ridendo. Charlie mi tirò in piedi e alzò la mano per farmi battere il cinque. Gli schiaffeggiai il palmo. «La signora elfa ci ha battuti alla grande.» Si chinò verso di me e abbassò la voce. «Dico solo, è evidente che sa muoversi bendata. Ora leviamoci di qui prima che ci chiedano di partecipare a qualcun altro dei loro giochi con le renne.»

Sogno di Natale, Keira Andrews, Triskell, traduzione di Micol Mian. Ava è finalmente in remissione dalla leucemia. E il fratellone Charlie le ha promesso che sarebbe tornato a casa per Natale dal college. Solo che la data si avvicina e il suo volo è in ritardo di giorni, e la persona che gli ha soffiato da sotto il naso l’ultima auto a noleggio disponibile per attraversare tutto il paese da costa a costa è la medesima con cui da quattro anni non parla. Poiché l’ultima volta che le ha dato confidenza ne ha ricevuto in cambio un cuore spezzato. Ma… Grazioso e piacevole.

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“Test of valor”

cover500.jpgdi Gabriele Ottaviani

Esposto e vulnerabile, Rafa si affidava completamente a lui perché lo tenesse al sicuro. Quella era la loro casa, non doveva nascondersi.

Test of valor, Keira Andrews, Triskell, traduzione di Ilaria D’Alimonte. Ora che non è più suo padre l’inquilino della Casa Bianca (e no, la canzone di Marisa Sannia ovviamente non c’entra un bel niente…), il ventiduenne Rafa Castillo può finalmente stare liberamente insieme all’ex agente dei servizi segreti Shane Kendrick di quasi il doppio degli anni che per lui ha rinunciato alla carriera, ha affrontato le accuse ingiuste dei colleghi in merito alla propria salute mentale e soprattutto alla propria morale, si è trasferito in Australia e anela la normalità. I genitori di Rafa, però, sono in visita nel nuovissimo continente, e sono disposto a tutto per fare tornare il figlio sui suoi passi, ritenendo che le intenzioni di Shane siano malevole e che la sua scelta – come se si potesse scegliere chi amare… – sia sbagliata. Riusciranno i due a essere finalmente felici? Da leggere.

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“The next competitor”

81177doFKoL._AC_UL436_.jpgdi Gabriele Ottaviani

Rimaniamo fermi a fissarci. Okay, forse dovrei farmi coraggio e baciarlo in questo preciso istante. Perché, anche se non dovrei baciare nessuno e dovrei già essere a letto a dormire prima di un altro lungo giorno di allenamenti, non me ne importa niente. Perché Matt è qui accanto a me e la cosa mi toglie il fiato. Ho bisogno delle sue mani su di me. Ho bisogno di sentire il suo sapore, fargli stringere gli occhi, sentirlo ridere e succhiargli…

The next competitor, Keira Andrews, Triskell. Traduzione di Ciro Di Lella. Alex ha un obiettivo. Vuole arrivare alle olimpiadi. E vincerle. È un pattinatore. Si allena ossessivamente. Non ha tempo per nient’altro. Nemmeno per dare risposte gentili alle persone che lo circondano. Infatti non ha un amico. Figuriamoci un fidanzato. Dunque a vent’anni è ancora vergine. Nulla di tragico, per carità. Il problema è che però l’amore ha sempre questo brutto vizio di manifestarsi quando meno te l’aspetti, e di mettere in discussione le tue priorità. Così accade che… Intenso, credibile, piacevole.

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“Contro la marea”

51LdqxFKk0L._AC_US218_.jpgdi Gabriele Ottaviani

Trattenendo un ansito per il pericolo che non si era materializzato, Parker guardò Adam, che aveva allungato la mano verso di lui. Ma adesso Adam stava fissando la nuova arrivata con le labbra socchiuse.

Parker e Adam, un lupo mannaro che da sempre è in cerca di un branco, di qualcosa che possa anche solo lontanamente considerare simile a una casa e a una famiglia, si amano appassionatamente, esplicitamente, fortemente. E sono in fuga. In mare aperto. Contro tutto e tutti. Il mondo è devastato da un’epidemia terribile, infettato da un morbo che rende i contagiati assassini efferati, simili a dei morti viventi. D’un tratto appare all’orizzonte un’isola, e gli aneliti, le debolezze, le fragilità, le paure, le insicurezze di Adam si fanno più forti. Parker invece è saldo nei suoi convincimenti: crede solo ad Adam. In Adam. Ma… Contro la marea, Keira Andrews, Triskell, traduzione di Sara Linda Benatti. Un gradito ritorno – e un piacevole regalo – per tutti gli appassionati.

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“Valor on the move”

51op2Qa3ZnL._AC_US218_.jpgdi Gabriele Ottaviani

«Ehi, io non poso!» sbuffò Rafa fingendo indignazione. «Fidati, l’anno prossimo farò surf tutto il tempo. Sarò un… come li chiamano? Un grommet?» «Sei troppo vecchio per essere un grommet, ma basta che non sei un kook.» «Cos’è un kook? Suona male.» Rafa era tornato serio e sembrava prendere appunti mentali. «Un principiante che causa problemi. Che intralcia e non segue le regole. Ovunque tu finisca a surfare, stai attento a informarti su come si comportano quelli del posto. Non stare tra i piedi a nessuno.» Rafa annuì. «Non lo farò.» Mangiò un pezzo di pane con il pomodoro. «Penso di preferire il caprino.» «Anch’io. Questo formaggio non è male, ma penso che quello di capra fosse più… non copriva il basilico.» «Più neutro, ma in senso buono.» Annuendo, Rafa aprì il quaderno degli appunti e scribacchiò. Giocherellò con il cucchiaio, facendolo girare nella scodella. «Avevi un posto tuo preferito a Laguna?» Il vecchio dolore era sempre presente, ma Shane sorrise. «Brooks Street. Onde perfette. Né troppo piccole né troppo grosse. E poi c’è il Maddie’s. È un baracchino, ma serve le migliori granite. Me ne farei una anguria e pistacchio ogni giorno della mia vita.» Il suo sorriso si spense. «È stato molto tempo fa.» «Sembra fantastico. Quindi non cavalcavi le onde più grosse? Niente giganti marini per te?» «Naa. Non ero abbastanza bravo. Non volevo finire a levigarmi la faccia sulla sabbia.» Fece una smorfia. «Una volta, ai Trestles, mi sono buttato dalle cascate. Sono stato spazzato via dalla tavola mentre l’onda mi arrivava addosso e trascinato sul fondo.» «Ahi. Ti sei fatto male?» «Un po’. Mi sono procurato una cicatrice fica che ho mostrato a tutti i miei amici. Non è andata così male.» Ricordò che dopo Jimmy Clarkson gli aveva fatto un pompino dietro al fast food. La giornata era finita piuttosto bene, tutto considerato. Lo sguardo di Rafa si illuminò. «Posso vederla?» Arrossì in viso. «Uhm, voglio dire, se puoi mostrarmela. Tipo, se ce l’hai sulla mano o un posto così. Lascia perdere. È una richiesta stupida.» «No, va bene.» Allentando la cravatta, Shane slacciò il primo bottone della camicia e tirò giù il colletto mostrando una pallida cicatrice frastagliata tra il collo e la spalla destra. «Il corallo mi ha fatto uno scherzetto.» «Wow.» Rafa fece un passo in avanti, chinandosi. Il suo fiato era caldo sulla pelle di Shane. «Deve essere stato doloroso.» Si trovavano a un soffio l’uno dall’altro, e a Shane si fermò il respiro in gola quando Rafa tracciò con la punta del dito il segno lungo poco meno di dieci centimetri, passandolo su e giù. Un brivido gli corse lungo la schiena e Shane si fece indietro, affrettandosi ad abbottonarsi e stringere la cravatta. Che cazzo sto facendo?

Valor on the move, Keira Andrews, Triskell. Traduzione di Raffaella Arnaldi. Tu sei Rafael. Nome in codice (per i servizi segreti) Valor. Sei il giovanissimo figlio del presidente ultraconservatore degli Stati Uniti. Non puoi vivere liberamente la tua vita. E sei gay. Può capitare qualcosa di peggio, qualcosa che complichi ulteriormente la situazione, quando già stai facendo di tutto per soffocare ogni emozione ripetendoti che è solo questione di tempo, ormai manca poco, il mandato di tuo padre è alla fine, devi solo portare ancora un po’ di pazienza, non farti scoprire e poi quando i riflettori si saranno spenti tu potrai confessare, andartene e diventare chef? Beh, per esempio il fatto che il nuovo agente della tua scorta sia l’uomo più eccitante della galassia da quando la galassia esiste… Suvvia, però, sii razionale: è un falso problema. Secondo te Shane ti degnerà anche solo di uno sguardo? Il suo compito è proteggerti. Punto. Ma chi vi proteggerà dai sentimenti e dalla passione?… Esplicito, passionale, credibile nel racconto delle dinamiche emotive, intenso.

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“La figlia del faraone”

arton144612di Gabriele Ottaviani

I prigionieri incatenati si contorsero e l’orrore riempì l’aria mentre i due bambini si mettevano a piangere e cercavano di voltarsi dall’altra parte; ma le guardie medjay li costrinsero a stare fermi e a guardare quella dimostrazione di violenza selvaggia.

La figlia del faraone, Mesu Andrews, Piemme. Traduzione di Paola Merla. La storia è nota. C’è un bambino in una cesta che viene salvato dalle acque. Il bambino si chiama Mosè. E la sua vita sarà una vera e propria epopea. La donna che lo salva? Lei rimane un po’ più nell’ombra. Il suo nome è Anippe. È la figlia di Akhenaton. La sorella di Tutankhamen. La moglie di Sebak, uno dei capitani dell’esercito del faraone. Non ci pensa su un secondo quando vede il piccolo. Lo prende con sé. Diventa suo figlio. Persino qualcosa di più, se possibile. Ma non può non sapere che quel pargolo è ebreo, generato da una schiava: che ci farebbe altrimenti nel fiume, se non per sfuggire alla persecuzione, affidato alle acque da chi l’ha messo al mondo come estremo atto di amore e protezione? Lei lo porta alla corte. Lo chiama Mehy. Lo cresce da principe. È pronta a tutto per difenderlo. Storia, Bibbia e invenzione si mescolano nell’antico Egitto e danno vita a un romanzo piacevole, vibrante, compiuto.

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