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“Amici quanto basta”

71yQpl4MYYL._AC_UL436_.jpgdi Gabriele Ottaviani

Marco tace. Ha gli occhi lucidi, si prende la testa tra le mani. Ha ottomilaseicentoquindici like alla foto della tartina con l’avocado, ma stranamente questo non è di nessuna consolazione. «Forse le cose sarebbero andate meglio, se ti fossi impegnato a preparare una cena commestibile invece che fotogenica» sbotta Marcello. Sa benissimo che Marco non c’entra con quello che è successo tra lui e Cate, ma ha bisogno di prendersela con qualcuno. E Marco, con la sua maglietta degli Avengers e lo sguardo ferito, è l’obiettivo perfetto. «Mi vieni a chiedere di cucinare una cena per conquistare una ragazza proprio ora, che ho perso lo zero virgola zero cinque percento dei miei follower a causa di una stupida foto del mio frigorifero? Ti ricordo che lei mi ha mollato, amico» sbotta Marco, lanciando il Samsung sul tavolo. Poi se ne pente, lo recupera e controlla che funzioni ancora. Non gli dà neppure la soddisfazione di rompersi. Quando torna a casa, Marcello si rende conto che più di ogni altra cosa vorrebbe poter parlare con Andrea, chiedergli consiglio. Vorrebbe invitarlo a casa, stappare un vino, accendere la musica e discutere di tutto tranne che del problema che lo affligge, che è il loro modo per affrontare i problemi.

Amici quanto basta, Cucina da uomini, DeA Planeta. Siamo tutti la storia Instagram di qualcuno, quindici secondi che sopravvivono in memoria al massimo ventiquattr’ore, apparenza vacua che non lascia traccia: abbiamo bisogno di qualcuno che ci voglia bene ma spesso incontriamo solo persone che, come tutti quelli che non fanno nulla, si arrogano il diritto di criticare e far stare gratuitamente male il prossimo, cerchiamo amore e ce lo immaginiamo come un banchetto luculliano mentre al massimo è di solito un tramezzino stantio avvelenato dalle frustrazioni che vi vengono rovesciate sopra come se avessimo chissà che colpa da scontare per l’altrui infelicità che in nulla e per nulla dipende da noi, speriamo nell’amicizia ma spesso è falsa, deperita e scaduta, e si riesce a esserlo al massimo per pochi minuti, in base alle convenienze, quanto basta, come il sale sulle ricette. Del resto, a cosa serve in questo mondo precario e materialista puntare su ciò che non ha prezzo quando le professioni che vanno per la maggiore non sono quelle per cui occorre una specifica professionalità bensì influencer et similia, quando i sorrisi sono tutti filtrati da Clarendon e le gote piacevolmente rubescenti grazie a Ludwig, che no, non è il principe bavarese viscontiano cui si deve Neuschwanstein? Se contano più i follower che gli affetti forse è proprio il caso di sperare in un bel cataclisma, perché la generazione a cui sono stati tolti lavoro, futuro, tutele e sicurezza nemmeno se la merita la speranza. Forse. O forse no. Nel frattempo, però, mangiamoci sopra, che a pancia piena si ragiona meglio, e del resto le cene con chi ci vuol bene, se qualcuno ce ne vuole, e per davvero, sono la nostra più limpida definizione ontologica: non mancano le ricette in questa esilarante, riuscitissima, credibile e deliziosa commedia umana, in cui sei immaturi cercano il loro posto nel mondo. C’è chi frigge ogni cosa con l’olio che gli arriva direttamente dal frantoio meridionale di zio Bartolo, chi si preoccupa che la pietanza sia fotogenica così da accalappiare like, chi ha sempre fame come l’adorabile Rolly della Carica dei 101 e quindi la taglia dei manicaretti è rigorosamente XXL, roba da impensierire un texano, chi anela muscoli guizzanti e dunque si ammazza di bresaola e gallette di riso, chi non ha nulla in casa e non ha nemmeno voglia di pulire quindi risolve il pasto in due minuti e senza sporcare nemmeno un tegame, chi sa parlare di Gewurztraminer per ore intere, acino per acino, chi di tutto questo ha fatto un visualizzatissimo canale YouTube, chi, insomma, come ognuno di noi, si inventa la vita come può cercando nella leggerezza mai superficiale la chiave per la serenità e il bene, tra patate fritte, mozzarelle in carrozza, zeppole, toast di avocado, spiedini di frutta, nachos, pasta integrale con radicchio, scamorza e noci, zucchine, humus, yogurt, polpette vegetariane, ravioli burrata e tartufo e quant’altro: succulento.

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