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“Almarina”

valeria-parrella-Almarina-341x540.jpgdi Gabriele Ottaviani

Non gli posso dire che non aveva fatto niente perché non posso offenderli se loro invece sono stati ladri e assassini e complici, e perché bisogna pure ricominciare e farsi uomini nuovi, e noi abbiamo solo questo tempo e questo vascello per armare le vele e sperare nell’abbrivio: «Mi sono convinto che anche quando tutto è o pare perduto, bisogna rimettersi tranquillamente all’opera ricominciando dall’inizio. Io non voglio fare né il martire né l’eroe».

Almarina, Valeria Parrella, Einaudi. Scrittrice, attivista, drammaturga, autrice dalla voce stentorea e unica, appassionata e appassionante, elegante e ruvida, roca e lirica assieme, Valeria Parrella, il cui talento non ha bisogno di elogi perché si manifesta da sé in tutta la sua maestosa e autorevolissima policromia, dà alle stampe un’opera che rifugge le catalogazioni tassonomiche, in quanto, essendo sia un romanzo politico che senza ombra di dubbio una veemente storia d’amore, si muove con leggiadria carnale attraverso la dialettica dell’altrove, raccontando di solitudini che trovano requie nella condivisione sullo sfondo di Nisida e Napoli, personaggi più che luoghi, descritti con vivido vigore e indimenticabili. Solenne, dà estasi a leggersi.

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