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“Il grillo narrante”

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L’amicizia non è possedersi, ma sostenersi…

Il grillo narrante: racconti, favole, poesie, Massimiliano Gaudino, Albatros. Psicologo e psicoterapeuta, Massimiliano Gaudino conosce l’arte della parola e quella della cura: sa, inoltre, che avendo cura di sé e degli altri si intraprende un percorso che rende migliori, una strada fatta di amore e condivisione, che costruisce un immaginario collettivo, riti e legami. Con varie suggestioni e avvalendosi di diverse modalità, l’autore parla con schietta franchezza al cuore di ognuno, e ci raccomanda la strada per essere sereni.

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“Pensieri di un poeta mediocre”

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Vorrei essere quel sospiro che trattieni a lungo…

Pensieri di un poeta mediocre, Gerardo Di Lorenzo, Albatros. Studia pianoforte, basso, chitarra, compone musiche per le sue poesie – la vocazione è precocissima, il desiderio di esprimersi vivo e vibrante – e coltiva il sogno dell’affermazione in campo artistico: a seguito di varie vicende si dedica però viceversa al completamento degli studi, cui segue l’inizio dell’attività da libero professionista, che ancora svolge, niente affatto abbandonando, in ogni modo, la scrittura. È da questa dimensione intima, semplice, autentica e umana, nonché dal legame, evidente anche dal livello strutturale dei componimenti, con le sette note che prendono le mosse le liriche di Gerardo – o, come predilige essere chiamato, Gerry – Di Lorenzo, che raccontano con delicatezza la straordinarietà del quotidiano.

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“Stato 3 e Oltre Parallelo”

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Tantissimi sarebbero gli eventi di varia entità che potrei riportare e che tutt’oggi mi succedono, anche il fatto di sentire il passato di alcune persone ed averne conferma da esse. Ma mi fermo qui, perché il mio intento non è di stupire ma di informare e proporre una visione delle cose più volta ad un divenire autentico, dunque distaccato da stereotipi sociali e/o personali che possono frenare o oscurare le visuali del Tutto. Ognuno può.

Stato 3 e Oltre Parallelo – State 3 and Parallel Beyond, Massimo Aiello, Albatros. Inserita nella prestigiosa longlist di quest’anno di una delle più importanti rassegne letterarie italiane, il Premio Comisso, giunto alla trentanovesima edizione, la prova letteraria di Massimo Aiello, insegnante indipendente di musica, disciplina che ha coltivato come autodidatta sin dalla più tenera età, da oltre trent’anni, racconta, con il corredo di una vasta aneddotica e di racconti che ben si integrano con il tessuto narrativo, non privo di coerenza, di una particolare e inconsueta esperienza di NDE, ossia di premorte, vissuta dall’autore medesimo. Intenso e semplice, induce alla riflessione.

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“Barian Beach”

bariandi Gabriele Ottaviani

Il Veneziano appoggiò rapidamente la canna contro la nuca del più vicino e fece fuoco, poi fece lo stesso con l’altro che non aveva fatto nemmeno in tempo a girare la testa per vedere cosa stesse succedendo. I due corpi caddero in avanti appoggiando le teste sul tavolo, come per dormire. I due cervelli erano esplosi e materiale cerebrale era sparso tutto attorno. Poco sangue era fuoriuscito e sporcava il tavolo. Il Veneziano tirò un sospiro di sollievo, “meglio loro di me” pensò. Li perquisì trovando nella tasca del soprabito di quello che parlava sempre un’altra busta contenente cinquecentomila lire e altre ventiduemila lire nel portafoglio, e, nel portafoglio dell’altro, centoventimila lire più dieci banconote da cento marchi tedeschi. Intascò il denaro, non controllò nemmeno la loro identità, ignorò i loro documenti. Andò verso il fienile dove prese tre grossi sacchi di canapa. Grandi e robusti, erano quelli che si usavano per portare a spalla il frumento appena trebbiato dalla trebbiatrice all’aia, dove il grano sarebbe stato steso a seccare al sole. Tornato al tavolo, spogliò completamente i due cadaveri, li insaccò, poi inserì nel terzo sacco tutto ciò che avevano addosso: indumenti, scarpe, portafogli, orologi, catenine, richiuse accuratamente i sacchi appoggiandoli per terra a qualche metro dal tavolo. Trattenne solamente le Browning automatiche che i due avevano addosso. Fece il giro della casa e, dal lato dove era parcheggiata l’auto, accese il fuoco nel fornellone che serviva per scaldare l’acqua quando ammazzavano il maiale: l’acqua, una volta bollente, veniva versata sulla pelle dell’animale appena macellato ed appeso con un gancio ad una trave, per renderla morbida, così da poterlo depilare accuratamente in modo che la pelle, o cotica, fosse poi adatta per essere macinata e farne cotechini.

Barian Beach, Attilio Biancardi, Albatros. Inserita nella prestigiosa longlist di quest’anno di una delle più importanti rassegne letterarie italiane, il Premio Comisso, giunto alla trentanovesima edizione, la solida prova letteraria di Attilio Biancardi, dirigente industriale ora in pensione e al debutto come romanziere che attinge ai luoghi della sua giovinezza – è nato e cresciuto nel Rodigino, per poi trasferirsi a Padova e ora nel Trevigiano – per delineare un affresco di pura fantasia ma credibilissimo, anche grazie all’evidente lavoro di ricerca alla base, condotto, per sua stessa ammissione, pure sulla base degli scritti, dedicati a Castelmassa, del maestro Luigi Parmeggiani, narra, con ritmo avvincente, amalgamando con perizia vari piani narrativi e diverse dimensioni spazio-temporali, la vicenda di un ragazzo che, all’inizio degli anni Sessanta, riceve in eredità una somma immensa, sottratta nientedimeno che alle ricchezza del Terzo Reich. È chiaro che non ci si possa esimere dal saperne di più, dal cercare di capire, conoscere, comprendere, approfondire, immergendosi nei meandri della storia con l’iniziale maiuscola e scoprendo inattese rivelazioni, anche su di sé. Da non perdere.

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“Ho ballato di tutto”

516m9sGkV+L._AC_US218_.jpgdi Gabriele Ottaviani

Sulla targa in ottone lucidissimo c’era scritto: “Avvocato Omero Facchin, penalista, cassazionista e fascista”.

Ho ballato di tutto – Cercando Querencia a Verona, Paolo Butturini, Albatros. Con un intervento di Giovanni Bianconi. Ironico, brillante, umano, intelligente, lieve ma non superficiale, leggibile, intenso, coinvolgente, fluente, ben costruito e ben caratterizzato, ricco di livelli di lettura e chiavi d’interpretazione, capace di trascendere il genere, che usa con brio e acume per veicolare contenuti e vellicare riflessioni, il romanzo di Butturini è la storia di Anacleto, cronista di un giornale romano che viene mandato a Verona, dove ha vissuto e mosso i primi passi in ambito professionale, per indagare su un possibile scandalo che lo fa entrare in contatto con la più varia umanità e lo induce a rispolverare un passato che sembrava sepolto e a sollevare la pesante coltre d’ipocrisia che fa bella mostra di sé nella più superficiale apparenza, ma… Da leggere.

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“Guardando leggendo ascoltando viaggiando”

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02.08.13 – Cormac Mc Carthy, La Strada

Racconto monocorde tessuto su una sola idea paradossale, quindi anche leggermente monotono. Padre e figlio sopravvissuti all’apocalisse in un viaggio senza meta, poi il padre muore e il figlio viene raccolto da altri due “genitori” con altri figli. Per andare dove? È un non finale. Stile bello e originale che viene dal grande realismo asciutto americano (da Steinbeck a Faulkner a Hemingway). Tutto si radicalizza: la parte migliore (i buoni) e la peggiore (i cattivi, anche antropofagi). Ma perché la terra è stata distrutta e ridotta così?

Guardando leggendo ascoltando viaggiando – Appunti, Elio Piroddi, Albatros. Progettista e pianificatore cui la Soprintendenza Archivistica ha riconosciuto il “valore storico” della sua opera per l’Architettura e l’Urbanistica del ventesimo secolo, tanto che i suoi lavori sono depositati presso l’Archivio Centrale dello Stato, professore ordinario di Urbanistica presso l’Università degli studi di Roma La Sapienza, autore di testi di urbanistica, storia della città e architettura nonché di opere pubblicate in riviste, volumi e mostre a livello nazionale e internazionale, vincitore di numerosi concorsi di progettazione di architettura e urbanistica, consulente del comune di Roma per il nuovo piano regolatore, direttore di gruppi nazionali di ricerca sulla pianificazione e la morfologia urbana, promotore e coordinatore di congressi nazionali e internazionali e molto altro, Elio Piroddi è un intellettuale che si diletta con la critica, nel senso etimologico della parola, ovverosia partendo dalla radice del discernimento. Le sue opinioni sono raccolte in questo zibaldone che delinea il ritratto di un uomo curioso del mondo, che conversa col prossimo con rara amabilità e senza mai salire in cattedra.

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