Intervista, Teatro

“Agnese di Dio”: intervista ad Antonio Serrano

Antonio-Serrano-e-Gianan-Padi Gabriele Ottaviani

Dopo aver parlato del suo spettacolo Agnese di Dio, Convenzionali dà ora voce al regista Antonio Serrano.

Come è venuto a contatto con il testo di Agnese di Dio?

Casualmente. Leggo moltissimi copioni e questo in realtà lo avevo letto qualche anno fa. Durante le prove di un altro spettacolo che non trovavo particolarmente interessante, mentre sentivo leggere le battute, il testo mi è tornato prepotentemente in mente. Interruppi le prove e chiesi alle tre attrici di lavorare su un altro testo: Agnese di Dio appunto.

Quali sensazioni ha generato in lei la lettura del copione?

Ricordo una forte emozione e un bisogno di capire il perché di quegli accadimenti inesorabilmente tragici. Mi divorava in quel momento il bisogno di scandagliare le personalità di tre donne diverse ma in realtà uguali, quasi tre facce di una medaglia, quindi non più un “Giano Bifronte” ma una trinità. Così mi ripromisi che avrei messo in scena quel testo, senza sapere ovviamente quando.

C’è stato qualche passaggio della scrittura che le ha fatto immaginare già la scena come se le comparisse immediatamente davanti agli occhi?

Si. Uno dei momenti dello spettacolo rappresenta una seduta di ipnosi e proprio in prova ho immaginato una sequenza di azioni che, partendo da quella specie di trance vigile che è l’ipnosi, si trasformava nella realtà e la scena da “raccontata” di colpo diventava reale, vissuta.

Cosa vorrebbe che il pubblico apprezzasse in particolare dello spettacolo?

Tutto, dall’interpretazione dei personaggi alle luci che sottolineano i passaggi di tempo e di luogo, dalle voci che in un tutt’uno creano rarefatte atmosfere proponendo canti gregoriani a cappella, alle scene, ai costumi, tutto.

Come è stato lavorare con un cast per lo più al femminile?

Bellissimo e pericoloso. Bellissimo perché ho lavorato con tre attrici davvero superbe e pericoloso in quanto… beh… tre attrici meravigliose hanno bisogno di attenzioni e il pericolo poteva essere dare più importanza ad un personaggio a discapito degli altri. Cosi non è stato, pericolo scampato.

Quale dev’essere secondo lei la dote principale di un attore? E di un regista?

Per un attore quello di fidarsi e affidarsi al proprio regista nel momento in cui si decide di collaborare con lui. Per un regista riuscire ad avere una visione di insieme cercando dove possibile di mettere al centro della propria creatività l’attore e sostenerlo nel suo processo di creazione.

C’è uno spettacolo che sogna di dirigere e non ha ancora diretto?

Se fosse solo uno avrei raggiunto la pace… Ce ne sono molti, moltissimi… intanto cerco di concentrarmi su quello che è già programmato… Per il resto ho un cassetto dei sogni che apro ogni volta che si creano le condizioni per realizzarne uno.

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Teatro

“Agnese di Dio”

Alessandra Fallucchi, Gianna Paola Scaffidi, Michetta FarinelliPubblicazione a cura della redazione del comunicato stampa

TEATRO DEI CONCIATORI C.U.T. – Contemporary Urban Theatre100% TAGLIO CONTEMPORANEO

Dal 6 al 18 ottobre 2015 Agnese di Dio di John Pielmeier

Regia di Antonio Serrano

con Alessandra Fallucchi, Gianna Paola Scaffidi, Michetta Farinelli

Scene: Dario Dato

Costumi: Carlo De Marino

Musiche: Flavio Mainella

Traduzione: Flavia Tolnay

Sarà in scena al Teatro dei Conciatori di Roma dal 6 al 18 ottobre 2015 – dopo il grande successo riscosso nella passata stagione – lo spettacolo Agnese di Dio di John Pielmeier. Regia di Antonio Serrano. Protagoniste: Alessandra Fallucchi, Gianna Paola Scaffidi, Michetta Farinelli. Agnese, una giovane suora, partorisce in convento un neonato che viene trovato poco dopo dalla madre superiora morto soffocato, in un cestino della carta straccia. Agnese dichiara alla polizia di non ricordare nulla né del parto, né della gravidanza e tantomeno del concepimento. Viene accusata di omicidio e il tribunale assegna il caso ad una psichiatra, Martha Livingstone, per verificare se Agnese può essere dichiarata inferma di mente. Nella sua ricerca della verità Martha incontra Madre Miriam Ruth, superiora del convento in cui vive Agnese che vuole credere che quanto successo sia opera di Dio. Seppur animate dallo stesso desiderio di arrivare ad una soluzione del mistero, fra le due donne lo scontro è inevitabile perché Madre Ruth non vuole più domande e Martha Livingstone vuole ancora risposte. E durante gli incontri-scontri fra le due donne si scopre il passato di Agnese caratterizzato da traumi e privazioni subiti da una madre con evidenti problemi relazionali.

TEATRO DEI CONCIATORI – Via dei conciatori, 5 – 00154 ROMA

Tel. 06.45448982 – 06.45470031 – info@teatrodeiconciatori.it

TIPOLOGIA BIGLIETTI: € 18,00  –  Ridotto € 13,00   –  Ridotto € 10,00 + tessera obbligatoria di 2 €

ORARIO SPETTACOLI: dal martedì al sabato ore 21,00 domenica ore 18,00

RIDUZIONI PER I LETTORI DI PERSINSALA, SALTINARIA, GUFETTO, CENTRALPALC

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