Cinema, giffoni 2022

“Minions 2”

di Gabriele Ottaviani

Minions 2. Come ha fatto Gru a diventare cattivissimo? Questa è la domanda a cui risponde la nuova avventura dei buffi e irresistibili Minions, che ha divertito e fatto ridere di gusto nella splendida cornice di Giffoni tutta la platea degli astanti che hanno assistito alla proiezione nella sala cinematografica da sempre intitolata non solo a uno dei più grandi cineasti della storia, ma anche se non soprattutto a colui che ha definito il festival che ha luogo ormai da oltre mezzo secolo grazie all’inesausto, concreto e visionario impegno di un appassionato come Claudio Gubitosi, che ha fatto davvero zampillare l’acqua nel deserto, nella deliziosa cittadina dell’entroterra salernitano, come la più necessaria delle rassegne dedicate alla settima arte, ossia François Truffaut: Gru è un frugoletto con un idolo, e il sogno di diventare un supercattivo, anche per lasciarsi alle spalle il senso di solitudine ed esclusione che lo attanaglia, e stavolta sembra davvero essere giunta l’occasione propizia… Da vedere, per grandi e piccini.

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“Il conte Luna”

di Gabriele Ottaviani

Il conte Luna, Alexander Lernet-Holenia, Adelphi, traduzione di Giovanna Agabio. Commedia nera, giallo metafisico, romanzo tentacolare che fa immergere nel labirinto della storia, l’avvincente narrazione si apre in un giorno di maggio di una settantina d’anni fa, quando Alexander Jessiersky, facoltoso imprenditore austriaco, entra nella chiesa romana di Sant’Urbano e, munito di un’antica mappa, si inoltra nelle catacombe di Pretestato, deciso a ritrovare i sacerdoti francesi che tempo prima proprio lì sono stati inghiottiti dall’oblio. Peccato che anche lui svanisca nello spazio di un sospiro senza lasciare traccia: e non è che l’inizio… Entusiasmante e seducente. 

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“Giorni in Birmania”

di Gabriele Ottaviani

Giorni in Birmania, George Orwell, Newton Compton. Cura e traduzione di Andrea Binelli. Esperienza di vita fra le più canoniche e topos letterario fra i più adoperati, il viaggio verso oriente dell’intellettuale occidentale è sempre latore di spunti di riflessione in quanto vengono a contatto due Weltanschauung profondamente dissimili: in questo caso però vi è un notevole scarto ulteriore, e l’attuale Myanmar è per Orwell, al suo secondo romanzo, nel millenovecentotrentaquattro, un anno dopo Senza un soldo a Parigi e a Londra, il luogo della consapevolezza umana, civile, esistenziale, delle scelte, quella, definitiva, di farsi scrittore e quella, che gli fa abbandonare con altrettanta decisione indugi e ormeggi, di schierarsi, sempre, dalla parte degli ultimi, che, dal suo osservatorio privilegiato di agente della Polizia Imperiale Indiana, ruolo che ricopre per un lustro intero, vede vessati dalla protervia colonialista, retorica, violenta, razzista, ipocrita e bigotta. Imperdibile.

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“Senza un soldo a Parigi e a Londra”

di Gabriele Ottaviani

Senza un soldo a Parigi e a Londra, George Orwell, Newton Compton. Tra naturalismo e satira Orwell oramai quasi novant’anni fa dà alle stampe quest’opera brillante, ironica, simbolica e troppo poco nota che narra la vicenda di un giovane inglese che vive con entusiasmo la Parigi effervescente e bohémienne dei quartieri popolari, ritrovandosi però in un inferno di miseria da cui sfugge per tornare al di là della Manica, salvo scoprire che si può cercare di annegare i guai, ma purtroppo loro sono eccellenti nuotatori… Da non farsi assolutamente sfuggire. Traduzione di Andrea Binelli.

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“Naziland”

di Gabriele Ottaviani

Naziland, Paesi. Di Stefano Grazioli, politologo e giornalista di chiara fama nonché accreditato esperto di cose tedesche e spazio post sovietico che indaga nel libro un fenomeno incredibile ma drammaticamente vero, complesso e articolato ormai sempre più esteso, ovverosia le radici profonde del neonazismo, dell’odio razzista, xenofobo, omofobo e antisemita, prendendo le mosse dal periodo immediatamente successivo alla fine del secondo conflitto mondiale fino a realizzare un’esegesi di indubbia rilevanza dei gruppi armati riemersi oggi con il conflitto tra Russia e Ucraina, passando attraverso quelli che in Italia sono stati gli anni di piombo ma che anche nelle Germanie hanno visto una turbolenta recrudescenza della violenza. Da non perdere. Prefazione di Emanuele Fiano.

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“La vita di prima”

di Gabriele Ottaviani

La vita di prima, Edmund White, Playground. Erotico come forse solo certe pagine di Roth, avvincente, convincente, trascinante, travolgente, sensuale, profondo, denso, ricco di livelli di lettura e chiavi d’interpretazione, magistralmente costruito, capace di penetrare con inusitata abilità, ironia e spietata e al tempo medesimo lirica puntualità i meandri e i rovelli oscuri dell’animo umano, foriero di contraddizioni, il romanzo indaga l’effimero e il dolente potere dell’illusione, soprattutto se la realtà a ogni piè sospinto ce ne ricorda la vanità cui non sappiamo resistere, bramosi di un po’ di pace per i tormenti incessanti del cuore, in ogni sua declinazione, prendendo le mosse dalla storia di Ruggero, un anziano musicista italiano che vive a New York, sposato in seconde nozze con Constance, una trentenne americana e come lui bisessuale e con un variegato passato alle spalle che decidono finalmente di raccontarsi complice la clausura nel loro chalet in Svizzera a causa di un incidente sciistico. Magnetico.

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“Ci darà un nome il tempo”

di Gabriele Ottaviani

Ci darà un nome il tempo, Saveria Chemotti, Iacobelli. Una vive presso il delta del grande fiume, l’altra in un Trentino dalle molteplici suggestioni, una è stata la docente, mai incline al lassismo e alla gratuita condiscendenza, l’altra la discente bramosa di affrancarsi dalla nemmeno troppo consapevole chiusura mentale della sua famiglia, una ha patito un lutto indicibile, l’altra si è consacrata a Dio, e ora si ritrovano, si scrivono, sciolgono i nodi che le avviluppano, cercano senso alla vita e risposta a domande che ciascuno si pone: intenso.

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“Il mistero delle amazzoni”

di Gabriele Ottaviani

Il mistero delle amazzoni, Hannah Lynn, Newton Compton. Traduzione di Valentina Lombardi e Valentina Legnani. Temiscira, città antica e onusta di gloria, ha una sovrana leggendaria, nientedimeno che Ippolita, la regina delle amazzoni, popolo di guerriere abilissime e temute, che sottomettano gli uomini, fuchi al solo scopo riproduttivo, formidabili cavallerizze che per tirare meglio con l’arco, così come l’etimologia del loro nome pare acclarare, si amputano il seno destro. Ma ci sono pericoli che nessuna arma, per quanto letale, può scongiurare, come quello d’un inatteso, irrefrenabile, impossibile amore. E… Intenso.

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“I peccati degli dei”

di Gabriele Ottaviani

I peccati degli dei, Katee Robert, Newton Compton. Persefone non ha mai conosciuto altro che agio e ricchezza, ma la realtà è molto diversa dall’apparente perfezione della sua famiglia e dell’ambiente in cui abita, l’Olimpo, un crogiuolo di veleni: quando dunque scopre che per meri motivi di convenienza dovrà sposare un uomo potente e pericoloso, che certo non ha scelto, non le resta che fuggire. Ma dove? Forse non c’è altra salvezza che nelle tenebre, dove, da sempre nell’ombra, in attesa di riscatto, vive Ade. Ma… Allegorico e intrigante. Traduzione di Beatrice Nigrisoli.

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“La storia di Roma in 1001 luoghi”

di Gabriele Ottaviani

La storia di Roma in 1001 luoghi, Renato Gallinari, Newton Compton. Non basta una vita per conoscere la città eterna, tuttavia certamente la sua storia non è fatta soltanto di imperi e conquiste, ma anche di aneddoti: ogni strada incarna una vicenda, è un simbolo con un chiaro significato, che con dovizia di dettagli e prosa piacevolissima Gallinari, che di sicuro si è documentato con indefessa abnegazione, racconta intrigando.

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