Libri

“Berg and breakfast”

di Gabriele Ottaviani

Berg and breakfast. Finalista del premio Mario Rigoni Stern, ed è solo l’ultimo dei riconoscimenti per questo testo davvero delizioso sin dalla geniale immagine di copertina e godibilissimo, il volume edito da Raetia e scritto con arguzia in tedesco da Selma Mahlknecht è un’interessante, ironica, brillante, profonda, dettagliata, documentata, affascinante, divertente riflessione sulla natura, sui comportamenti, spesso prepotenti e neghittosi, umani e sulla montagna, oggetto di turismo ma anche ambiente di vita e lavoro, simbolo identitario e di comunità. Davvero da non lasciarsi sfuggire per nessuna ragione.

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Cinema

“Nobody has to know”

di Gabriele Ottaviani

Nobody has to know. A Toronto. Di e con Bouli Lanners, insieme a un’ottima Michelle Fairley, forse soprattutto nota al grande pubblico per Game of Thrones. Quale trauma maggiore che perdere la memoria, smarrire tutti i ricordi, la propria identità? Questo è il tema centrale di questa intensa, raffinatissima e riuscita opera, coproduzione franco-belga-inglese, che tratta con meravigliosa tenerezza la riscrittura del passato di un uomo preda di una feroce amnesia attraverso una storia d’amore. Incantevole.

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Cinema

“Inexorable”

di Gabriele Ottaviani

Inexorable. A Toronto. Di Fabrice Du Welz: crudele, intenso, potentissimo, un tuffo nei meandri più oscuri della follia, dell’ossessione, della tensione, anche erotica, dell’abiezione e della disperazione, il film, ben scritto, ben diretto, ben caratterizzato soprattutto per quel che concerne fotografia e musiche, ben interpretato da un nutrito e valido cast in cui spiccano Alba Gaïa Bellugi, Jackie Berroyer, Mélanie Doutey, Benoît Poelvoorde, Catherine Salée e Anaël Snoek, è ricco di livelli di lettura e chiavi di intepretazione, coinvolgente e trascinante. Da vedere.

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Libri

“Scrivere fantascienza”

di Gabriele Ottaviani

Essere l’Ospite d’onore di una Worldcon è, immagino, il vertice della carriera per uno scrittore di fantascienza. Avevo trentacinque anni quando toccò a me, uno dei più giovani di sempre…

Scrivere fantascienza – Riflessioni e rifrazioni, Robert Silverberg, 451. Traduzione di Marco Farinelli. Il genere spesso e volentieri, un po’ come capitava con l’elegia classica, che si caratterizzava per la partizione metrica in distici composti da un esametro e un pentametro, in realtà è una cornice da cui prendere le mosse per veicolare i più vari contenuti: se appunto l’elegia antica poteva farsi di volta in volta pure senza modificare granché la sua forma funeraria, amorosa, satirica oppure politica così la fantascienza è forse in assoluto tra tutti i generi quello che più di ogni altro mostra lo straordinario potere della letteratura di raccontare storie, consolare, confortare e comunicare, e quindi inventando mondi altri in realtà parla con voce piena ai suoi contemporanei, e, nelle aspirazioni, certamente, dell’autore, ai posteri, raccontando, attraverso la metafora e l’allegoria, le storture del presente. In questa raccolta di articoli, editoriali e saggi la fantascienza è dunque il centro di una grande riflessione sull’arte e il potere della parola portata a compimento da uno straordinario maestro. Da leggere.

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Libri

“Ghiaccio”

di Gabriele Ottaviani

Chiesi di essere accompagnato dal governatore…

Ghiaccio, Anna Kavan, 451. Sul mondo incombono pareti di ghiaccio che lo rendono un labirinto asfittico e angosciante dominato da due contrapposte forme di violenza che non solo si alternano al governo ma che ne erodono le fondamenta con sempre maggiore evidenza, quasi autoalimentandosi attraverso la loro stessa ferocia: c’è una speranza però, che si lega a filo doppio con la ricerca di una creatura fragilissima e preziosa, una inafferrabile ragazza albina sulle cui tracce si muove in primo luogo il narratore di questa storia, che con straordinaria empatia per il tramite delle leggi di una realtà distopica mostra con chiarezza lapidaria le ombre del nostro presente e gli oscuri presagi concernenti l’avvenire che ci attende. Maestoso. Traduzione di Giuseppe Costigliola. Prefazione di Claudia Durastanti.

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Libri

“Angela e demoni”

di Gabriele Ottaviani

Da parte sua, Merkel ha sempre cercato di attenuare la naturale inclinazione pro-russa di parte dell’establishment tedesco, facendosi severa guardiana delle sanzioni contro Mosca decretate dagli Usa. Alleata affidabile degli Stati Uniti, la cancelliera si è così guadagnata molta impopolarità nei Länder orientali, storicamente legati agli scambi economici con Mosca. Una situazione su cui ha speculato elettoralmente il partito sovranista tedesco Alternative für Deutschland. La fermezza della cancelliera ha tuttavia pagato: a metà luglio 2021, e cioè solo due mesi prima della sua uscita di scena dopo 16 anni di governo, Merkel ha strappato l’ok di Joe Biden alla conclusione e alla messa in opera del Nord Stream 2. Un sì che la Casa Bianca ha concesso minacciando nuove sanzioni contro la Russia qualora intenda usare il gasdotto come strumento di pressione politica sull’Europa o sull’Ucraina; un sì che ha molto deluso la Polonia e le Repubbliche Baltiche. Fra questi alleati atlantici di ferro e una Germania a volte un po’ strabica, la Casa Bianca ha dimostrato di preferire la seconda. Un notevole successo diplomatico per la cancelliera che chiude la propria carriera rilanciando l’importanza di Berlino su scala internazionale. D’altronde, osservare la politica estera impostata dalla cancelliera solo attraverso il prisma dei rapporti con il Cremlino sarebbe riduttivo. Perché se il cuore e la passione di Merkel sono rimasti alla letteratura russa, lingua con la quale discute agevolmente con Vladimir Putin, il motore economico della Germania ruota attorno a un asse che parte da Berlino e arriva dritto a Pechino. Sotto Angela Merkel, la Germania ha infatti agganciato la propria crescita a un Paese inarrestabile: la Repubblica popolare cinese…

Angela e demoni – La fine dell’era Merkel e le sfide della Germania di domani, Daniel Mosseri, Paesi. Angela Merkel, la delfina di Kohl, il padre della riunificazione tedesca, la scienziata venuta dall’est satellite sovietico suo malgrado, la prima cancelliera della repubblica federale, la stella più lucente del cielo della CDU, che da sempre si accompagna alla compagine gemella bavarese, la CSU, la politica più autorevole degli ultimi decenni, una donna seria ma non seriosa, solida, capace, intelligente, brillante, colta, sobria, affidabile, pragmatica, coerente, competente, timoniera salda nei marosi del nuovo millennio, convinta europeista, concreta, imperturbabile ma non inumana, impeccabile come solo, guarda caso, Ursula Von Der Leyen, lascia il governo. E dopo di lei, ahimé, altro che solo un semplice diluvio, tant’è che in primo luogo il suo partito, ma non solo, è allo sbando. Il vuoto c’è, è innegabile. Ed enorme. E adesso? Davvero, è questa, e non è retorica, la fine di un’era: che va raccontata, e che viene studiata con precisione perfetta in questo interessantissimo volume.

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Libri

“Tutto sommato fu un ottimo olocausto”

di Gabriele Ottaviani

«Guarda Eugè che lei non fa le cose normali, cioè, non so se hai capito, questa fa BDSM…» «Eh?» «Ballbusting, Pissing, roba così, non so se conosci…» «Sì, sì che conosco, mica so’ scemo…» Errore mio: non avevo capito che, da quando era stato lasciato dalla ragazza che lo alfabetizzava, Ciotola era diventato molto sensibile riguardo le proprie capacità intellettive. Si accordò con Dea Antea per la modica cifra di 600 euro, poi si spostarono in una stanza d’hotel. A questo punto un profano potrebbe pensare che le cose siano andate male. Sbagliato, andarono molto peggio. Ciotola non fa in tempo a entrare in camera che Dea Antea gli rifila un calcio nelle palle e gli comincia a declamare ordini. «Verme, mettiti in ginocchio!» Ciotola, comprensibilmente, le rifila un ceffone che la manda nell’iperuranio, facendole anche saltare due incisivi. Da che io sappia poi la storia è finita bene, tanto che Antea, le poche volte che l’ho rivista, non mi ha serbato rancore e anzi ci ha scherzato su. Pare che lei abbia minacciato di denunciarlo per violenza sessuale e percosse, e pare che i genitori di Ciotola abbiano patteggiato per 90mila euro. Antea nel frattempo ha aderito al movimento #metoo e continua a pubblicare foto bellissime. Pare si sia ritirata dal business delle mutandine usate, la maggior parte delle cose che mette su Instagram sono esercizi di Yoga. Il suo culo è rimasto perfetto.

Irriverente, caustico, scorrettissimo, fotografia perfetta della nostra realtà contraddittoria, volgare e ipocrita, Tutto sommato fu un ottimo olocausto è la nuova, riuscitissima prova narrativa, dopo Gli ansiosi si addormentano contano le apocalissi zombie, di Alec Bogdanovic per Rogas, che valica d’un balzo le convenzioni e le classificazioni, stupisce, provoca, stimola, destabilizza: trascinante.

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“La prima volta che il dolore mi salvò la vita”

di Gabriele Ottaviani

A volte sogno la nera bellezza del cielo…

Straordinaria, potente, raffinatissima ed emozionante, indaga l’illusione, il disincanto, l’amore, la passione, la perdita, la paura, l’abiezione, lo squallore, la tenerezza e soprattutto la dolceamara consapevolezza della pena, che come ogni crisi può anche rivelarsi un’inaspettata opportunità, La prima volta che il dolore mi salvò la vita è una eccezionale raccolta poetica di Jón Kalman Stefánsson per Iperborea – traduzione di Silvia Cosimini – presentata in un’edizione meravigliosa accompagnata dal testo islandese a fronte, godibile già solo per le sonorità che evoca, e che fa bene all’anima e al cuore, inducendo a meditare sul senso stesso dell’esistere e a volgere lo sguardo anche là dove non ci concentreremmo, perché forse solo lì possiamo sperare di incontrare la verità e la salvezza.

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Libri

“Lo stato intermedio”

di Gabriele Ottaviani

Tutti i grandi successi si disperdono, come giorni vuoti, nel grande sistema delle cose.

Lo stato intermedio, Franco Battiato, Gianluca Magi, Piano B. Scomparso da poco ma solo per quel che concerne la sua parabola esistenziale su questa terra, per chi crede in realtà è ora in un altrove migliore, ma in ogni modo e comunque sempre presente perché ha lasciato un retaggio monumentale, Franco Battiato in questa conversazione induce il lettore a meditare sulle più importanti caratteristiche della nostra quotidianità, il presente, che è in fondo l’unico tempo in cui possiamo vivere, perché il passato non c’è più e il futuro ancora non esiste, e che è un crogiolo di opportunità che dobbiamo avere il coraggio di cogliere: da non perdere.

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Libri

“Storia di A.”

di Gabriele Ottaviani

Al ritmo di quella marcetta, mi inzuppavo le zampe di inchiostro verde e compivo voli…

Storia di A., Marco Belli, Graphe.it. Illustrazioni di Camilla Lunghi. Testi di Antonio Castronuovo. Costruita col filo di ferro della gabbietta che custodisce il tappo di una bottiglia di champagne, a cui viene demiurgicamente data la vita da un poeta parigino nell’anno del signore millenovecentosedici, A. è una mosca davvero speciale che vola di taschino in taschino incarnando quello che è forse un sogno di molti, essere pressoché invisibili ma al tempo stesso vedere tutto, e anzi una realtà frammentata, parcellizzata, moltiplicata attraverso i suoi minuscoli ocelli, che riescono a contemplare un raggio d’azione molto più ampio di quanto non succeda agli uomini, che si sentono superiori a tutti ma in realtà non sono che pieni di limiti. A. è la protagonista di questa storia, leggerissima, lieve ma niente affatto superficiale, e che anzi, attraverso la magia di una delle città più belle che si possano immaginare riesce ad indagare con sensibilità le mille sfaccettature della cognizione del dolore.

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