Libri

“Miniature”

31bgmVfNTzL._SX321_BO1,204,203,200_.jpgdi Gabriele Ottaviani

Il malessere dell’individuo, il dramma della persona umana schiacciata da un mondo astratto e conformista, sono quindi una costante nell’opera narrativa del primo Stangerup…

Miniature – Frammenti di letterature dal Nord, Bruno Berni, Aguaplano. Goethe, von Chamisso, Andersen, Strindberg, Claussen, Bang, Mann, Lagerlöf, Hesse, Rasmussen, Perutz, Schade, Boye, Blixen, Dagerman, Vesaas, Sørensen, Christensen, Stangerup, Nordbrandt, Hultberg, Strunge, Valkeapää, Ekman, Thomsen, Nyberg, Larsson, Brunse, Nooteboom, Hassan. Bruno Berni è uno studioso. Un intellettuale. Un letterato. Un esperto. Un traduttore. Un fine esegeta. Il nord Europa, con ogni evidenza, pare davvero non avere segreti per lui. Che sa penetrarne il mistero, immergersi nella sensibilità di culture che si muovono tra Germania, Norvegia, Danimarca, Lapponia, Scandinavia e non solo. Che si stagliano come pareti imponenti su cui arrampicarsi avvalendosi di pochi ma ben saldi appigli, che si dipanano con modalità caratteristiche, che Berni indaga con acribia e in senso diacronico e per temi, trasmettendo al lettore con semplicità e chiarezza la sua conoscenza. Istruttivo e interessante.

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“Dialogo a Cuba”

51rn1JNc-DL._AC_US218_di Gabriele Ottaviani

Papa Bergoglio cercava un avvicinamento tra i due presidenti…

Dialogo a Cuba – Papa Francesco, Obama e Castro: storia di un accordo, Jaime Ortega y Alamino, San Paolo, traduzione di Maria Lucia Andria. Cuba è stata per decenni la spina nel fianco dell’America. Un baluardo del comunismo duro e puro spalla a spalla con la quintessenza del capitalismo libertario e soprattutto liberista, poche miglia più in là, oltre le coste e il mare. E del resto anche Cuba ha sempre guardato agli Stati Uniti come a un nemico, un mostro imperialista e arrogante affamatore di popoli, esportatore di una presunta democrazia che nessuno ha chiesto di esportare. Ma il tempo passa, si sa. La storia è fatta per cambiare. Tutto, come la roccia, si erode col vento e la pazienza. Cambiano i governi, mutano i dittatori, e un accordo non può non venire alla luce. Perché non si può rimanere ancorati a un passato ormai svuotato del suo significato se il futuro promette di essere migliore. Jaime Ortega y Alamino racconta con limpida chiarezza, sottolineando la statura morale, etica, politica, culturale e sociale dei protagonisti coinvolti, la genesi di un incontro. Da non perdere.

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“Il nostro mondo morto”

download (2).jpgdi Gabriele Ottaviani

Il mio cuore logoro, sconvolto, tremante d’amore.

Il nostro mondo morto, Liliana Colanzi, Gran vía, traduzione di Olga Alessandra Barbato. Il Sudamerica è la patria del realismo magico. Di quella dimensione altra che fa da ponte tra verità e immaginazione, tra il potere della fantasia e la concretezza delle passioni, calde come terra fertile, onusta di fiori profumati, tra cui volano farfalle policrome. Liliana Colanzi ha una voce a dir poco stentorea: in quest’antologia di storie, otto racconti, otto brevi compiutissimi romanzi, sceneggiature perfette e molto più che originali, dà corpo a personaggi indimenticabili, sospesi tra la realtà e l’oblio, il sogno, il delirio, la fascinazione dell’incomprensibile, dello stupefacente. Una donna lascia tutto quel che ha per colonizzare Marte, un giovane che ha assassinato un assassino non ha più pace, un ragazzo speciale parla con abitanti di altri mondi… Da non lasciarsi sfuggire per nessuna ragione.

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“Sull’ansa del fiume”

download (1).jpgdi Gabriele Ottaviani

Ti ho ascoltato, e so che un giorno la disperazione svanirà e avrai voglia di agire.

Sull’ansa del fiume, V. S. Naipaul, Adelphi, traduzione di Valeria Gattei. Salim è musulmano. È indiano. L’Africa lo attrae. Ineluttabilmente. È in cerca di sé. Di emozioni viscerali. Di pace e serenità. Di verità. Il che lo conduce fino al centro della Terra. Giunge sulla riva di un fiume, in un paesaggio primordiale, laddove neghittoso si adagia un bazar. Decisamente eccentrico, e di proprietà di un amico di famiglia. Lo rileva, e sembra che attorno a quella sorta di faro, o meglio di focolare, si riunisca una comunità in grado di poter cambiare le cose. Di rendere il mondo migliore. Felice. Ma si sa che il bello va nascosto agli occhi invidiosi, come il numero dei baci che Catullo e Lesbia si scambiano nella celebre poesia, in cui il loro amore pare un gioco di dadi, perché altrimenti qualcuno vorrà rovinarlo. Oltretutto è altrettanto noto che in ogni cuore si annida la tenebra. E dunque Salim… Allegorico, potentissimo, poetico, elegante, straordinario.

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“Keyla la Rossa”

41ObX-jM2GL._AC_US218_.jpgdi Gabriele Ottaviani

Ormai non trovo divertente più nulla.

Keyla la Rossa, Isaac Bashevis Singer, Adelphi, traduzione di Marina Morpurgo. A cura di Elisabetta Zevi. È rimasto pressoché inedito, nell’angolo più oscuro del fondo di un cassetto. Non si fa fatica a crederlo: in definitiva parla di malavitosi ebrei che sfruttano la prostituzione e di un uomo che va a letto sia con persone di sesso opposto che con maschi come lui. Ma è un ritratto a tinte vividissime e di rara ma non insolita né inaspettata efficacia, data la maiuscola grandezza dell’autore di cui si sta parlando, del mondo, della società, dell’esistenza in generale. Con tutti i suoi colori, foschi e scintillanti. I suoi sapori, ora asperrimi ora dolcissimi. Gli improvvisi capovolgimenti di fronte, gli ostacoli difficili, ma non impossibili, a sormontarsi, sulla strada della ricerca della felicità. Del riscatto. Della consapevolezza di sé, e del proprio posto nel mondo. Imprescindibile.

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“Un giovane americano”

41lck2YsPGL._AC_US218_.jpgdi Gabriele Ottaviani

Come le mani di un cieco intente a esplorare un viso, anche la memoria indugia su un lineamento caratteristico o prediletto, trascurando, però, il resto: una curva, una protuberanza, un piano.

Un giovane americano, Edmund White, Playground. Traduzione di Alessandro Bocchi. Fino ai sette anni vive in una casa in stile Tudor alla fine di una strada nella città dove poi il padre, che ogni tanto la madre gli diceva di massaggiare sulla schiena perché era stanco, rimarrà anche dopo il divorzio, mentre la sua genitrice cambierà residenza e un mare di uomini e lui, nell’America bacchettona degli anni Cinquanta, quella, per citare Todd Haynes, lontana dal paradiso, cresce sognando amore, desiderio e sesso, un amante che si arrampichi su un abete e lo porti via con sé, lavora quattordicenne per il padre, che vuole impari il valore dei soldi, quel tanto che gli basta per pagarsi un prostituto, e l’anno successivo, durante una gita in barca, si concede più volte penetrazioni via via sempre meno impacciate con un dodicenne che sia fa sempre più smaliziato di volta in volta, tanto che l’utopia d’una fuga insieme trascolora e in breve svanisce. Bildungsroman sensazionale tra vergogna e autodeterminazione, primo volume di una tetralogia, è travolgente come un uragano. Semplicemente un romanzo ottimo e imperdibile.

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“Rosso tulipano”

rosso-tulipano.jpgdi Gabriele Ottaviani

Per lui i bambini erano tutti piccoli tulipani.

Rosso tulipano, Eliana Bordogna, Arpeggio libero. Ispirandosi a un fatto di cronaca realmente accaduto l’autrice dà corpo, attraverso una scrittura solida e intensa, a una narrazione ricca di temi, livelli e chiavi di lettura, caratterizzata nel dettaglio, nella quale è possibile ravvisare molti elementi che garantiscono compattezza al testo, di cui ci si nutre con voracità. Tra Svizzera e Lombardia un uomo, un fotoreporter italiano, è costretto a fare i conti con il suo passato traumatico. Con quello che i suoi occhi hanno visto. In Bosnia. Durante la guerra. Perché, incontrando Anna, e amandola appassionatamente, non può fare a meno di pensare. E… Da leggere.

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