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“Ai limiti dell’impossibile”

71HKGnBX8QL._AC_UL436_.jpgdi Gabriele Ottaviani

La distorsione e la pazzia del linguaggio nel teatro dell’assurdo si riferiscono perciò alla distorsione e pazzia interne a una società che può ancora farsi capire a un livello convenzionale e colmo di stereotipi. È un teatro di e per vittime – creature che hanno smarrito la propria anima o l’hanno tradita deliberatamente – che si rivolge a un pubblico che si ritrova nella stessa condizione di chi non ha ancora, come avrebbe detto Nietzsche, sentito le notizie.

Ai limiti dell’impossibile – Forme tragiche in letteratura, Joyce Carol Oates, Il Saggiatore. Traduzione di Giulia Betti. A costo di ripetersi, va ribadito: capace di tensioni narrative estreme con una semplicità lapidaria, è nel gotha assoluto della letteratura planetaria, al vertice assieme a Joan Didion (Prendila così, Diglielo da parte mia, Democracy, Miami, L’anno del pensiero magico, Blue nights, Run river), Annie Proulx (Cartoline, Avviso ai naviganti, I crimini della fisarmonica, Gente del Wyoming, Quel vecchio asso nella manica), Anne Tyler (Se mai verrà il mattino, L’albero delle lattine, Una vita allo sbando, Ragazza in un giardino, L’amore paziente, Una donna diversa, Il tuo posto è vuoto, La moglie dell’attore, Ristorante nostalgia, Turista per caso, lezioni di respiro, Quasi un santo, Per puro caso, Le storie degli altri, Quando eravamo grandi, Un matrimonio da dilettanti, La figlia perfetta, Una spola di filo blu), Elizabeth Strout (Resta con me, Olive Kitteridge, I ragazzi Burgess, Mi chiamo Lucy Barton, Tutto è possibile), Penelope Lively (Una spirale di cenere, Un posto perfetto), Marilynne Robinson (Le cure domestiche, Gilead, Casa, Lila), Jane Urquhart (Niagara, Cieli tempestosi, Altrove, Klara, Sanctuary Line, Le fasi notturne), Catherine Dunne (La metà di niente, L’amore o quasi, Se stasera siamo qui, Donne alla finestra) ed Edna O’Brien (Ragazze di campagna, Un cuore fanatico, Lanterna magica, Le stanze dei figli, Uno splendido isolamento, Lungo il fiume, oggetto d’amore, Tante piccole sedie rosse). Arriva davvero, insomma, per citare il titolo di questa sua opera, ai limiti dell’impossibile. Romanziera, sceneggiatrice, poetessa, saggista, prolifica come nessun’altra mai, alfiera e testimone, come molti altri, si pensi solo di recente a Yiyun Li con il suo sublime Caro amico dalla mia vita scrivo a te nella tua, del potere salvifico della letteratura, cresciuta nella fattoria dei suoi genitori nello stato di New York, a un tiro di schioppo dal lago Ontario, compie oggi ottantun anni e in questo testo magistrale analizza, con la sua consueta e proverbiale precisione, che lascia sbigottiti e stupefatti, tanto sa penetrare lo straniamento, gli abissi dell’abiezione umana per il tramite delle molteplici forme del tragico. Imprescindibile.

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“I viaggi segreti di Carlo Rossmann”

unnamed (1)di Gabriele Ottaviani

Così ebbe inizio la nuova vita di Carlo. Lui, che la notte l’aveva sempre usata per dormire, o al massimo per leggere, si ritrovò alle undici di sera su un vecchio treno sferragliante delle Ferrovie Nord, diretto verso la grande città e verso il nuovo lavoro. Fuori dai finestrini sporchi, davanti ai suoi occhi stanchi, vedeva scivolare un intero mondo, fatto di buio e di luce, di gente addormentata e di gente sveglia che, nella sicurezza e nel calore delle case, si preparava alla tranquillità della notte e al riposo. Il treno, invece, era quasi deserto. I rari passeggeri se ne stavano affondati nei sedili, dormicchiando, o leggendo qualche rivista in silenzio. Nessuno aveva voglia di parlare. Nessuno aveva voglia di socializzare, a quell’ora. Anche Carlo se ne stava seduto con un libro in mano, ma con lo sguardo perso oltre il vetro del finestrino, a guardare paesi interi scivolare veloci davanti ai suoi occhi, con le loro strade deserte illuminate solo dalle pozze di luce dei lampioni, i negozi dalle serrande abbassate, e le imposte delle finestre serrate. E a pensare che, d’ora in avanti, la sua vita sarebbe stata al contrario: avrebbe vissuto quando gli altri dormivano, e dormito quando gli altri vivevano. Non che questo lo disturbasse molto, in realtà: in effetti, non era mai stato molto in simbiosi con il resto del mondo. A esserne disturbati sarebbero stati invece Rufus, che era abituato a dormire ogni notte nel letto con lui e a fare colazione alle cinque e trenta in punto, e la signorina Bertacchi, che avrebbe dovuto passare le nottate dei prossimi sei mesi appollaiata sul davanzale, per verificare l’ora del suo rientro a casa.

I viaggi segreti di Carlo Rossmann, Elena Corti, IoScrittore. Carlo è schivo. Riservato. Silenzioso. Timido. Pudico. Taciturno. Serio. Solitario. Vive con un gatto che adora. Non incontra mai nessuno, al massimo la dirimpettaia spiona. Lavora in un ente pubblico. Fa l’archivista. Passa ore in un seminterrato in mezzo ai faldoni. Lì si sente al sicuro. Ma un giorno viene licenziato. E inizia la sua personale odissea nella società d’oggi. Ipocrita. Ambigua. Precaria. Alienante. Spersonalizzante. Ma i viaggi che Elena Corti racconta, e che rappresentano a loro volta un percorso letterario valido e potente, sono anche brillanti, intelligenti, divertenti, interessanti, emozionanti. Una boccata d’aria fresca.

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“Darkness”

81-hG8TgYjL._AC_UL436_.jpgdi Gabriele Ottaviani

E dunque (Owen prese la parola al posto dell’amico) Cole Bannon era rincasato proprio mentre Brian se ne stava nascosto dietro a un albero, nella speranza di veder passare prima o poi la bicicletta di Emily Summer. Come tutte le altre volte, non avrebbe avuto il coraggio di saltar fuori e parlarle, ma per il momento era già contento così. Gli bastava (e qui Owen sbatté più volte le palpebre e fece una voce mielosa) “perdersi con gli occhi in quei capelli vellutati per ribollire dentro e provare una scarica di energia mai avvertita prima in tutta la sua vita”. («Stanotte mentre dormi ti tiro una secchiata d’acqua gelida, così impari!» esclamò Brian nell’ascoltare questa ricostruzione.)

Darkness, Leonardo Patrignani, DeA Planeta. Owen dirige il giornale scolastico. Brian colleziona fumetti. Haly non vede l’ora di andarsene da Little Crow. È il luogo dov’è di fatto imprigionata in una casa-famiglia dal momento in cui i suoi genitori, in circostanze tutt’altro che chiare, sono passati a miglior vita. Lei però non vede l’ora di trovarla su questa terra una vita migliore, e dunque progetta una fuga. Nel momento in cui tuttavia la mette in pratica, la città è come avvolta da una coltre che obnubila ogni cosa e che le impedisce di abbandonarla. I tre ragazzi, amici sinceri, iniziano dunque a indagare e darsi da fare, e… Brillante, divertente, intelligente, profondo, semplice ma niente affatto banale.

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“La libreria dei piccoli segreti”

71ywcHb0l3L._AC_UL436_.jpgdi Gabriele Ottaviani

Ancora non riusciva a sentirsi a proprio agio in compagnia di un altro uomo, e forse non ci sarebbe mai riuscita. Era come se ogni volta Daniele la guardasse con disappunto. Era una sensazione che proprio non poteva sopportare.

La libreria dei piccoli segreti, Corinne Savarese, Leggereditore. Aurora ha una libreria per bambini in un piccolo borgo delle Marche: quel luogo è il suo rifugio, così come lo sono quelle storie. La sua vita, infatti, trascorre in modo non particolarmente inquieto ma nemmeno particolarmente felice, e lei avverte il senso doloroso di quell’alterità. Scopre però anche col passare del tempo di avere un dono, importante e raffinato: sa capire il cuore delle persone, e dunque può fare per loro da tramite. Così… Fiabesco, lieve, elegante, delicato. Da leggere.

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“Voce di sale”

51LNgLIalSL._AC_UL436_.jpgdi Gabriele Ottaviani

Che poi mi chiedevo chi fosse l’insindacabile arbitro della situazione?

Voce di sale – Un viaggio nel mondo dell’autismo, Luisa Sordillo, Iacobelli. Le parole sono importanti, si sa. Se ne usano spesso troppe. Soprattutto a sproposito. E parlando di autismo i lemmi usati fuori contesto sono nella maggior parte dei casi predominanti nel computo generale, come sovente accade, in questo modo sempre più approssimativo, specie quanto più il tema è delicato, con una proporzionalità inversa e inquietante, rispetto a quelli adoperati con proprietà, consapevolezza, conoscenza, equilibrio, misura: Luisa Sordillo, da San Severo, in provincia di Foggia, avvocato e madre di tre figli, di cui uno con autismo, invece sa di cosa parla. E lo sa comunicare. Raccontando una storia di amore, amicizia, paura, memoria, solitudine, lotta, speranza.

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“La sesta moglie”

91LthJcjw5L._AC_UL436_.jpgdi Gabriele Ottaviani

Giornate di sole rinvigoriscono il re…

La sesta moglie, Philippa Gregory, Sperling & Kupfer, traduzione di Marina Deppisch. Pur di fare come voleva si è fatto una chiesa tutta sua, è noto, dunque non stupisce che Enrico VIII incutesse timore: finanche in una donna come Caterina. Indipendente. Giovane. Bella. Già due volte vedova. Lui le ordina di sposarlo. Lei non può non obbedire. Per fortuna lei sa farsi amare. È intelligente e non d’anima nera. Diventa subito una protagonista della corte. Ha un ruolo talmente centrale che si attira numerose invidie, così forti che rischiano di farla finire sul rogo per l’accusa di eresia. Forse però c’è ancora una speranza… Coinvolgente e brillante.

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“Tre sorelle, tre regine”

81X-ESWW8uL._AC_UL436_.jpgdi Gabriele Ottaviani

Nessuno ha mai parlato di mio figlio…

Tre sorelle, tre regine, Philippa Gregory, Sperling & Kupfer, traduzione di Marina Deppisch. Con la consueta fluidità Philippa Gregory narra la storia di tre donne di carattere e temperamento, desiderose di essere artefici del proprio destino: Caterina è spagnola, ma ha gli occhi azzurri, che non sono proprio il più dominante degli alleli a quelle latitudini. È gentile e raffinata, ma Margherita non si fida di quella donna che diverrà sposa di suo fratello, erede Tudor al trono d’Inghilterra e poi sovrano col nome di Enrico VIII. Il sedicesimo secolo è appena cominciato, e lei non vuole un’altra principessa a corte: accetta però il proprio destino, viene data in moglie al sovrano di Scozia, terra che imparerà ad amare, e si troverà a dover scegliere tra la famiglia che ha formato e quella da cui proviene. Del resto anche la giovane Maria, consegnata come se fosse un collo o un plico al sovrano di Francia, che è molto più vecchio di lei, sentirà il peso del dissidio fra affetti e ragion di stato, e… Avvincente.

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