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“Lezioni di pace”

hafez_fronte_highdi Gabriele Ottaviani

Tommaso intervenne: «Professore, anche Khadigia era velata dalla testa ai piedi?» «Assolutamente no, si copriva solo la capigliatura con uno scialle. Non era obbligatorio indossare il velo». Maria commentò: «Ascoltando il suo racconto, sono rimasta colpita dal comportamento di Khadigia prima dell’incontro con Maometto: sceglieva gli uomini che dovevano condurre la sua carovana, si occupava degli affari e pagava i salari». Era una donna emancipata, abile negli affari, ma sempre disponibile ad aiutare i bisognosi. Non tollerava la vendetta, l’odio e la diffidenza. Roberto: «Maometto chiedeva consiglio alla moglie nei momenti difficili?» «Sì, perché era saggia e piena di grazia. Khadigia non ha mai contraddetto Maometto, né gli ha mai opposto un rifiuto, inoltre spingeva il marito a dimenticare le offese e a proseguire nel suo cammino». Paola con tono sicuro: «Maometto è stato furbo: l’ha sposata per diventare ricco!» «No, l’ha sposata perché era innamorato di lei. Non sempre la differenza di età costituisce un problema insormontabile».

Lezioni di pace – Il Corano, l’Islam e il terrorismo spiegati ai miei allievi, Hafez Haidar, Imprimatur. Hafez Haidar, di natali libanesi, insegnante universitario a Pavia, autore prolifico e di grandissimo successo, candidato al premio Nobel per la pace, traduttore delle Mille e una notte, curatore anche di un’antologia di scritti di Gibran e presidente onorario del premio internazionale di giornalismo intitolato alla memoria di Maria Grazia Cutuli, cronista del Corriere della Sera assassinata nel duemilauno in Afghanistan, fa quel che ogni docente dovrebbe fare. E lo fa con ogni evidenza benissimo. E altrettanto bene lo sa raccontare. Ascolta i suoi ragazzi. Ci dialoga. Ma sul serio, non come fa la maggior parte delle persone, concentrata decisamente più su di sé che non sul proprio interlocutore. Porta loro rispetto. Insegna loro delle cose, e da essi ne apprende delle altre. Per esempio, discutono del fatto che l’Islam non è violento di per sé, che il male nasce dal fanatismo, dall’incultura, dalla rabbia. È ovvio, certo. Proprio per questo vale la pena di ricordarlo. Di ribadirlo. Di sottolinearlo. Se tutte le lezioni, in ogni ambito, fossero così franche e chiare, non c’è dubbio che il mondo sarebbe un posto molto più bello in cui vivere. E molto più felice. Da non perdere.

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“Polvere rossa”

show_img.phpPubblicazione a cura della redazione del comunicato stampa

Polvere Rossa è la nube tossica che avvolge Taranto, dove le scuole sono chiuse per due giorni per ordine del sindaco, ma è anche il titolo del nuovo progetto cinematografico di Marco Amenta. Scritto con Giancarlo De Cataldo e prodotto da Simonetta Amenta/Eurofilm, Polvere Rossa ha appena vinto il premio del progetto più richiesto, 20.000 $, al Raindance Film Festival di Londra.

Dopo la selezione al Sundance Lab di Robert Redford, questo premio è l’ennesima conferma del forte interesse internazionale verso il film e verso questo importante tema italiano… A Taranto la situazione non è ancora risolta, il sindaco ha chiuso le scuole per due giorni per la nube tossica e il futuro degli operai non è ancora chiaro” dichiara il regista.

Il film, che è una coproduzione Italia-Francia, finanziato da MiBACT e Apulia FC e che verrà girato nel 2018, raccontando storie umane sullo sfondo della vicenda dell’ILVA di Taranto, ha riscosso il maggior interesse tra i produttori UK agli incontri “Focus on Italy” organizzati da Raindance Film Festival e sostenuti da ICE -Italian Trade Agency, ANICA – Associazione Nazionale Industrie Cinematografiche Audiovisive e Multimediali  e DG Cinema del MiBACT.

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“Appuntamento al parco”

68932_hpdi Gabriele Ottaviani

Hampstead, Londra, oggi. Emily è la non più giovane vedova di un alto papavero fedifrago che le ha lasciato un bellissimo figlio (James Norton) preoccupato per lei, che manca un po’ di senso pratico, e un’augusta magione che sta crollando sotto il peso dei debiti. Donald è un uomo con una sua visione del mondo: non disturba gli altri, non vuole che gli altri lo disturbino. Preferisce la compagnia delle spoglie di Marx, sepolto nel vicino cimitero, a quella dei suoi chiassosi e gretti contemporanei. Ma il terreno su cui sorge la casa che ha tirato su con materiale di recupero e tanta fantasia interessa a un avido speculatore, marito di una “buona amica” di Emily. Che finalmente sente che la sua vita può cominciare ad avere un vero senso… Molto al di sopra delle attese, Appuntamento al parco è una sorta di Notting Hill venato di argentea malinconia come le chiome nell’età men verde: ispirato a una storia vera, lieve, semplice, fresco, godibilissimo, intelligente e niente affatto pretenzioso, confezionato con grazia, scorre piacevolmente come l’acqua d’un ruscelletto e possiede nel cast un valore aggiunto non da poco nelle persone di Brendan Gleeson e Diane Keaton, due interpreti di classe sopraffina. In sala da domani, da vedere.

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