locarno 2017

Locarno – I vincitori

unnamedConcorso internazionale

Pardo d’oro

MRS. FANG by WANG Bing, France, China, Germany

Premio Speciale Della Giuria (Special Jury Prize)

AS BOAS MANEIRAS by Juliana Rojas, Marco Dutra, Brazil, France

Pardo per la Miglior Regia (Best Direction)

F. J. OSSANG for 9 DOIGTS, France, Portugal

Pardo per la Miglior Interpretazione Femminile (Best Actress)

ISABELLE HUPPERT for MADAME HYDE by Serge Bozon, France, Belgium

Pardo per la Miglior Interpretazione Maschile (Best Actor)

ELLIOTT CROSSET HOVE for VINTERBRØDRE by Hlynur Pálmason, Denmark, Iceland

Concorso Cineasti del presente

Pardo d’Oro Cineasti del Presente
3/4 (Three Quarters)
 by Ilian Metev, Bulgarien, Germany

Premio Speciale della Giuria Ciné+ Cineasti del Presente (Special Jury Prize)
MILLA
 by Valerie Massadian, France, Portugal

Premio per il Miglior Regista Emergente – Città e Regione di Locarno (Prize for the Best Emerging Director)
DAE-HWAN KIM for CHO-HAENG
 (The First Lap), South Korea

Special Mention
DISTANT CONSTELLATION by Shevaun Mizrahi, USA,Turkey,Netherlands
VERÃO DANADO
 by Pedro Cabeleira, Portugal

Signs of Life

Signs of Life Award electronic-art.foundation for Best Film
COCOTE
 by Nelson Carlo De Los Santos Arias, Dominican Republic, Argentina, Germany, Qatar

Fondación Casa Wabi – Mantarraya Award
DANE KOMLJEN
 for PHANTASIESÄTZE, Germany, Denmark

Special Mention
ERA UMA VEZ BRASÍLIA
 by Adirley Queirós, Brazil, Portugal

First Feature

Swatch First Feature Award (Prize for Best First Feature)
SASHISHI DEDA (Scary Mother) 
by Ana Urushadze, Georgia, Estland

Swatch Art Peace Hotel Award
METEORLAR (Meteors) 
by Gürcan Keltek, Netherlands,Turkey

Special Mention
DENE WOS GUET GEIT (Those Who Are Fine) 
by Cyril Schäublin, Switzerland

Pardi di domani

Concorso Internazionale

Pardino d’Oro for the Best International Short Film – Premio SRG SSR
ANTÓNIO E CATARINA 
by Cristina Hanes, Portugal

Pardino d’Argento SRG SSR for the Concorso Internazionale
SHMAMA
 by Miki Polonski, Israel

Locarno Nomination for the European Film Awards – Premio Pianifica
JEUNES HOMMES À LA FENÊTRE
 by Loukianos Moshonas, France

Medien Patent Verwaltung AG Award
KAPITALISTIS
 by Pablo Muñoz Gomez, Belgium,France

Concorso Nazionale

Pardino d’Oro for the Best Swiss Short Film – Premio Swiss Life
REWIND FORWARD
 by Justin Stoneham, Switzerland

Pardino d’Argento Swiss Life for the Concorso Nazionale
59 SECONDES 
by Mauro Carraro, Switzerland

Best Swiss Newcomer Award
LES INTRANQUILLES
 by Magdalena Froger, Switzerland

Special Mention
ARMAGEDDON 2
 by Corey Hughes, Cuba

Prix du Public UBS

Variety Piazza Grande Award
DREI ZINNEN 
by Jan Zabeil, Germany, Italy

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Signs of Life Award

unnamed (1)Pubblicazione a cura della redazione del comunicato stampa

Signs of Life, che da quest’anno è diventata competitiva, ha assegnato il premio Signs of Life Award electronic-art foundation per il miglior film a COCOTE di Nelson Carlo De Los Santos Arias.

La sezione Signs of Life, che indaga i territori di frontiera della settima arte tra forme narrative inedite e innovazione del linguaggio cinematografico, è nata nel 2014 come sezione fuori concorso e da quest’anno è diventata competitiva. La giuria 2017 era composta da Chris Fujiwara, critico cinematografico e programmer (Stati Uniti, Giappone), Jordan Cronk, critico cinematografico e programmer (Stati uniti) e Maria Bonsanti, programmer (Italia).

Il Signs of Life Award electronic-art.foundation 2017 è stato assegnato a COCOTE (Repubblica Dominicana, Argentina, Germania, Qatar) di Nelson Carlo De Los Santos Arias, dalla Repubblica Dominicana.

La giuria della sezione ha scelto il film del regista Nelson Carlo de Los Santos Arias: “per la sua capacità di reinventare creativamente le tradizioni del cinema antropologico”.

Il Fundación Casa Wabi – Mantarraya Award è stato invece assegnato a Dane Komljen per PHANTASIESÄTZE (Germania, Danimarca): “per il suo approccio rigoroso e affascinante a paesaggio, linguaggio e memoria”.

La giuria ha assegnato anche una menzione speciale a ERA UMA VEZ BRASÍLIA (Brasile, Portogallo) di Adirley Queirós: “per la sua costruzione originale e ambiziosa”.

Il Signs of Life Award electronic-art.foundation della somma di 5’000 CHF, è stato reso possibile grazie al sostegno della electronic-art.foundation di Zurigo, fondazione che ha come missione quella di sostenere progetti culturali innovativi a livello internazionale.

La Fundación Casa Wabi e Mantarraya, in collaborazione con il Festival Internacional de Cine de Morelia, sostengono il Fundación Casa Wabi – Mantarraya Award, che consiste in una residenza fino a tre mesi presso la Casa Wabi di Puerto Escondido (Messico).

La premiazione avrà luogo questa sera in Piazza Grande a partire dalle 21.30

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“Easy – Un viaggio facile facile”

a4c708b9-417b-4b5a-8cbc-c177ab344520di Gabriele Ottaviani

Trentacinquenne, sovrappeso, depresso. Sta tutto il giorno in casa con la mamma. Il suo amore è una consolle. Cerca di uccidersi. Più o meno consapevolmente. Un minuto dopo l’altro. Ingolla psicofarmaci come fossero anelli di calamari fritti caldi, croccanti e succulenti, senza soluzione di continuità. Ma l’occasione per distrarsi sta per arrivare: che fai, se tuo fratello ti chiede di riportare il cadavere di un poveretto in Ucraina non lo molli d’un balzo, il divano? Un viaggio facile facile… Easy, insomma, come il nomignolo che si porta appresso insieme all’epa, il buon Isidoro (sì, come il gatto sornione e diversamente esile dei fumetti…). Con Nicola Nocella, Barbara Bouchet e Libero De Rienzo, il film di Andrea Magnani è un gioiellino tragicomico, surreale, intelligente, graziosissimo. In Italia sarà in sala dal trentuno di agosto: non perdetelo.

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“Beyond the mountains”, an allegory about creation

978463by Gabriele Ottaviani

O Homem de Trás-os-Montes, by Miguel Moraes Cabral, is one of the most interesting movies in Locarno Festival. The director told us why he decided to make this film, which is its meaning and which is for him the meaning of cinema.

Beyond the Mountains is the story of a quest in unknown lands. The gaze at the other is fuelled by the imagination and by fragments of other gazes that have wandered the same space before (the Guide of Portugal, the sidekick of the main character). Can we only see what we observe? And do we observe nothing but what was already in our mind?

I decided to make this film as a continuation of my previous work “Os Caminhos de Jorge”, a documentary about a knife sharpener in the north of Portugal. I followed him during several weeks along almost a year and a half. I had a lot of ideas about the film that I wanted to do and the reality that I discovered gave me a very different world comparing with what I had in mind. I tried to go beyond the exotic, the unknown and to make a film with this man, his and my anxieties.

I wanted to talk about this fantasies, the imagination, the prejudice about the other and the unknown, the quest of a hero looking for something that he doesn’t know what is it exactly.

Beyond the mountains is also an allegory of the act of creation: I try to reach this man with a donkey that contains a signification, like a key of a door that I have to discover. He shows the way giving you a meaning to your research.

Concerning the meaning of cinema, it’s very difficult to answer to your question. I use this medium to question the world that I have in front of me. I try to build my own language with its symbols without judging but to understand what it’s happening in my days.

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“Si loin, si proche”

956533di Gabriele Ottaviani

Si loin, si proche. Così lontano, così vicino. Come il mondo per chi lo guarda da un balcone, una veranda, una terrazza, una finestra. Come l’Eveline joyciana, che cercava il coraggio per vivere la vita da dietro la polverosa coltre di un paio di tende di cretonne. Jean-Claude Rousseau persevera nell’esplorazione di Kyoto, innalzando stavolta però il piano dell’osservazione, dall’altezza terrena della passeggiata nel parco imperiale di Arrière-saison a quella della sommità del tempio più caratteristico. I visitatori fanno e si fanno foto, si affacciano, contemplano, mentre sotto la città si anima. Simbolico.

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“Tshweesh”

972185di Gabriele Ottaviani

I campionati del mondo di calcio sono per eccellenza una delle occasioni di aggregazione del tempo moderno. Ovunque, nel globo, sono particolarmente attesi. Sono una versione postmoderna della tregua olimpica antica, fanno passare il resto in secondo piano, almeno per una breve frazione di quell’attimo che è rispetto al tutto il nostro esistere. Anche a Beirut sono aspettati con trepidazione. Ma a Beirut il presente non ci sta a passare in secondo piano, specie se è un presente che è fatto di guerra. Però, questa volta, i cittadini, anziché fuggire nei rifugi… Tshweesh, di Feyrouz Serhal, è un intenso, ben fatto e potente cortometraggio. Da vedere.

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“Scaffold”

974000di Gabriele Ottaviani

Dall’alto le cose sembrano tutte diverse. La distanza interposta fra chi guarda e chi è osservato modifica la percezione che si ha del reale, da ambo le parti. Sono da poco in Canada questi operai. Sono precari, non solo dal punto di vista lavorativo. E precario è il luogo dove passano la gran parte delle proprie giornate. Non si tratta né del cielo né della terra. Né tantomeno del mare, o delle profondità degli abissi. È un’impalcatura. Qualcosa di costruito, che serve per costruire ma che non può non essere demolito. Per essere ricostruito altrove, per costruire ancora qualcosa. Scaffold, del giovanissimo e bravissimo Kazik Radwanski, è la storia di questo sguardo. Di come la vita muti a seconda dell’angolo, pur rimanendo continuamente fedele a sé medesima.

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