giffoni 2017

De Angelis a Giffoni

Giffoni Film Festival - Edoardo De angelisPubblicazione a cura della redazione del comunicato stampa

Nonostante la vittoria dei sei David di Donatello e le 17 candidature per il film rivelazione Indivisibili, Edoardo De Angelis non ha perso nulla del ragazzo napoletano che a 19 anni iniziò a realizzare i suoi primi cortometraggi.

A confermarlo è stato soprattutto il piglio ironico con cui l’artista ha lungamente dialogato con i ragazzi della sezione Giffoni Masterclass 2017, di cui BadTaste.it è partner. “Porto le mie origini napoletane e la mia cultura campana un po’ in tutte le mie creature di celluloide”, ha premesso De Angelis. “Non è mai stata casuale la scelta di debuttare con un lungometraggio che si chiamasse provocatoriamente Mozzarella Stories e in cui si raccontasse vita e morte, sesso, amore e odio, potere e denaro attorno all’oro bianco della Campania”.

Il legame di De Angelis con la propria terra emerge anche nella scelta del ricorso a un certo bagaglio di immagini e repertori visivi: “Tanto per Perez quanto per Magnifico Shock ho lavorato su tutta la forza di certi ambienti opprimenti della mia regione, reinventando volutamente molti degli archetipi del cinema di matrice partenopea”, ha aggiunto. “Con Indivisibili, invece, credo di essere andato anche oltre e di aver direttamente puntato alla sottocultura che un certo degrado morale ha saputo trasformare in un valore assoluto”.

Il film, presentato alle Giornate degli Autori Venice days nell’ambito della Mostra del Cinema di Venezia, ha difatti reso protagonisti i grandi mali del nostro tempo: “Indivisibili è un racconto filmico di tutte le insanabili dualità che vivono nell’uomo contemporaneo, su quel continuo equilibrio che muove tutti noi in un gioco di attrazione e repulsione da alcuni standard esistenziali e di massa”, ha proseguito. “Le due protagoniste, da controparte, sono il vero miracolo in un cosmo di brutture. E non è un caso che alcuni abbiamo intravisto una certa venatura religiosa per questa mia precisa convinzione di vivere in un’epoca che risente fin troppo del vizio della speranza e che, di conseguenza, si aggrappa sovente al mistero della fede. Dasy e Viola, in tutto il loro candore morale e nella loro voglia di continuare comunque a sognare e sperare, non sono poi tanto diverse dai ragazzi che fanno parte del Giffoni Film Festival: anche loro bramano di poter crescere, ma temono l’ignoto che l’evoluzione inevitabilmente comporta. La morale però rimane chiara: non abbiate paura dei confini e sappiate andare sempre oltre”, ha concluso il regista.

Standard
giffoni 2017

Carolina Crescentini a Giffoni

Giffoni Film Festival - Carolina CrescentiniPubblicazione a cura della redazione del comunicato stampa

“Le domande dei giffoners sono sempre le più belle”: Carolina Crescentini non si risparmia e risponde con generosità alle curiosità, tecniche e professionali, che arrivano dalla platea della Sala Truffaut nella sesta giornata della 47esima edizione prima di ricevere il Giffoni Experience Award. Applaudita in sala per il ruolo del sostituto procuratore della Repubblica Laura Piras, interpretato ne I Bastardi di Pizzofalcone – di cui stanno per partire le riprese della seconda stagione come annunciato al GFF dalla direttrice di Rai Fiction Tinni Andreatta -, l’attrice non ha potuto evitare una domanda sull’amatissimo personaggio di Corinna in Boris. “Quel personaggio mi faceva sudare tantissimo. E’ faticoso recitare male: per riuscirci bisogna concentrarsi tantissimo e credere in quello che fa il personaggio, altrimenti finisci per giudicarlo”. A proposito di giudizi, di certo i social – tema affrontato nel suo ultimo film, Beata Ignoranza – hanno esasperato il rapporto tra pubblico e artisti: “C’è una strana malattia dietro i social. Non so davvero se tutti debbano avere diritto di opinione. Lo so, è una provocazione, ma davvero mi chiedo dove siano quelli che urlano dietro lo schermo del computer. Di certo non sono in piazza altrimenti sarebbero cambiate già tantissime cose in questo Paese”.

Non ne nasconde il valore promozionale per il cinema, tanto più che ci sono tanti ottimi registi penalizzati da distribuzioni sbagliate (“Penso a Index zero di Lorenzo Sportiello”) o in attesa di validi produttori: in questo senso il passaparola resta una risorsa. “Per il resto però social sono la terra della vanità. Io li uso essenzialmente per restare in contatto con i miei amici, ma il principio è ‘Vengo visto, dunque sono’, anche se poi ciascuno dà di sé un’immagine migliore di quella che hanno perche hanno bisogno dell’approvazione degli altri”. A Giffoni, invece, l’atmosfera è decisamente diversa: “La cosa bella di questo Festival è che qui ci si scambia idee, ci si conosce e si coltivano anche i dubbi, il vero modo per imparare a pensare”.

“Studiare, studiare, studiare e resistere – consiglia l’attrice ai ragazzi che vogliono diventare attori – perché siamo molti più attori che ruoli. Ci saranno sempre momenti difficili, non dipende che livello avrai raggiunto, incontrerete persone che vi faranno passare la voglia di continuare o che vi illuderanno. Siate sempre convinti di quello che volete fare”.

Nel suo futuro non esclude un ritorno al teatro, frequentato agli esordi in tanti localini off di Roma insieme ad amici ormai affermati nel mondo del cinema, come Massimiliano Bruno che l’ha diretta nel suo ultimo film: “Ho deciso di fare Beata Ignoranza proprio perché avevo una gran voglia di lavorare con lui” dice, elencando poi tra le migliori risorse del cinema Claudio Giovannesi e Claudio Cupellini, tra i suoi amici fin dai temi del Centro Sperimentale. Per adesso la Crescentini si gode si gode il ritorno a Giffoni: “Ho visto passare Bryan Cranston! Fatemelo incontrare, voglio diventare amica di Walter White!” dice con lo stesso sorriso di tanti altri ragazzi arrivati per incontrarla. E per magia l’attrice si trasforma in ‘giffoner’: magia del Giffoni.

Standard
giffoni 2017

Nick Robinson a Giffoni

Nick RobinsonPubblicazione a cura della redazione del comunicato stampa

A tu per tu con i dinosauri di “Jurassic Park” o alle prese con l’apocalisse de “La quinta onda”, Nick Robinson mantiene la stessa serafica calma che ha dimostrato ai ragazzi del Meet the stars del Giffoni Film Festival 2017.

Sotto quella calma apparente, però, la giovane star ha covato l’emozione per il grande debutto da protagonista in “Noi siamo tutto”, in sala dal 21 settembre e in anteprima nazionale al Festival. “La scelta del ruolo – ha detto – va al di là di Olly, il mio personaggio. La storia ha una sensibilità e un messaggio così profondi da travalicare il grande schermo e arrivare al cuore della gente”.

Anche se giovanissimo, ha già alternato comedy e drama: “Mi sono posto quest’obiettivo fin da subito per variare e cambiare registro. Sono passato dalle pellicole indie ai blockbuster. Dei grandi set – ha aggiunto l’attore – ricordo la profusione di mezzi, le risorse anche umane illimitate e soprattutto l’ottimo catering. Scherzi a parte, spero di poter continuare a sperimentare e crescere. E lo dico con cognizione, perché ho dovuto anche accettare ruoli non nelle mie corde ma ho capito che comunque mi avrebbero insegnato a migliorare”.

Quando una ragazza gli dice “I love you” lui arrossisce e sorride: “Mai pensato di trovarmi in un contesto così pieno di energia e creatività e per giunta dall’altra parte del mondo”. Un giurato gli chiede se abbia già sperimentato i lati più fastidiosi della fama: “Cerco di non pensarci e mi ostino a mantenere gli stessi ritmi della quotidianità per restare con i piedi per terra e vivere serenamente la mia età”.

Standard
giffoni 2017

Pio Stellaccio a Giffoni

Giffoni Film Festival - Pio StellaccioPubblicazione a cura della redazione del comunicato stampa

“Il teatro per me è stato un aiuto fondamentale per combattere la mia timidezza”. A parlare è Pio Stellaccio, attore nato a Salerno, ormai romano d’adozione, che si è raccontato nel corso dell’incontro con i piccoli giurati della sezione Elements 10+.

Tante le domande rivolte a Stellaccio, tra queste, come ha incominciato la sua carriera di attore: “Ho iniziato per curare la mia timidezza. A 19 anni non sapevo assolutamente cosa fare della mia vita, e il teatro è stato una grande risposta”. Molto attento ai ruoli che gli vengono assegnati, Stellaccio è sempre attento a quello che il pubblico può pensare delle sue interpretazioni: “io penso sempre al pubblico quando recito. Indubbiamente il ruolo di un cattivo sarebbe bello da interpretare, ma mi preoccuperebbe molto il messaggio che riuscirei a veicolare con la mia interpretazione”.

Un personaggio che lo ha fatto crescere e maturare professionalmente e umanamente è quello di Riccardo Lerro, realmente esistito, un poeta e attivista politico del secondo dopoguerra confinato in Puglia, figlio di antifascisti ma dai principi rigidi: “Un personaggio che mi ha fatto crescere tanto. Vorrei avere la metà dei valori che aveva quest’uomo, e un giorno spero di diventare come lui”. Alla domanda di un ragazzino che chiedeva qualche consiglio per chi volesse diventare attore, Stellaccio ha risposto di “sognare, sognare davvero. Se vi rendete conto che recitare è qualcosa che amate, fatelo e basta. Io l’ho fatto, e mai avrei immaginato di amare questo lavoro, al di là della notorietà e del successo”.

Standard
giffoni 2017

Bryan Cranston e i giurati

Giffoni Film Festival - Bryan CranstonPubblicazione a cura della redazione del comunicato stampa

Il ‘one man show’ di Bryan Cranston al Giffoni Film Festival ha stregato tutti i presenti in Cittadella. Prima si è “gettato” tra le braccia dei fotografi posando con tutti loro tra abbracci e sorrisi divertiti, poi ha autografato uno dei pannelli del blu carpet, continuando a esibirsi in facce buffe per i selfie con il pubblico, arrivando ad indossare anche la maschera di Annabelle 2, la bambola-assassina. Ha firmato le action figure del suo personaggio di Breaking Bad, Walter White, e ha lanciato baci tra la folla tirando un buffetto ad un ragazzo sull’orlo delle lacrime per l’emozione. Un vero e proprio uragano di simpatia contagiosa che ha continuato in sala durante l’incontro con le giurie. Appena arrivato ha salutato tutti con uno squillante “ciao” e ha esordito con un ringraziamento: “Entrare in una stanza e vedere migliaia di facce sorridenti rende la vita migliore”. Dopo il video di benvenuto realizzato dai ragazzi ha commentato: “Questo lavoro è pazzesco, ad alcuni film inseriti nelle scene non ricordavo neppure io di aver partecipato”.
Bando alla timidezza, la maggior parte delle domande è stata a tema Breaking Bad. Quando una ragazza gli ha fatto i complimenti per i capelli, commentando il look insolito per chi è stato abituato a vederlo in tv pelato e con la barba, ha iniziato a pettinarli per finta, divertito.

In molti gli hanno chiesto come scegliesse i progetti a cui partecipare: “Per me il punto di partenza è la storia, se non mi emoziona allora non se ne fa nulla. Stabilito questo, cerco di capire quale ruolo ha il mio personaggio nella vicenda e se è funzionale allo svolgimento dei fatti raccontati. Se tutto questo funziona allora sono pronto a farlo”. La vicinanza emotiva e caratteriale al ruolo, invece, non è una variabile dell’equazione: “Ad esempio con Walter White – ha precisato – ho ben poco in comune. Quando succede supplisco con la mia immaginazione e con uno spirito curioso”.

A chi gli chiede se senta la pressione di essere una figura di riferimento e un modello risponde: “Se succede si tratta solo di un effetto collaterale del mio lavoro, ma ne sono onorato, soprattutto quando mi trovo in situazioni come questa, a contatto con il futuro del mondo dello spettacolo e dell’arte. Per questo mi permetto di darvi un consiglio: se volete farne parte siate assolutamente certi di essere mossi da una passione enorme, altrimenti trovate cosa vi rende davvero felice e seguite questa strada, di qualunque cosa si tratti”.

 

Standard
giffoni 2017

Salvatores a Giffoni

Gabriele SalvatoresPubblicazione a cura della redazione del comunicato stampa

“È una grossa responsabilità incontrare dei giovani con dei sogni così importanti e precisi. Con i ragazzi di Giffoni, ma in generale con le nuove generazioni, bisogna rapportarsi con delicatezza e capire come riuscire a scindere la bellezza dell’insegnamento, nell’accezione di lasciare un segno, rispetto a quella dell’educare, nell’idea di tirare fuori. Un regista o un attore che viene a Giffoni dove cercare di sollecitare, lasciar emergere qualcosa da loro, ma mai imporre una visione o una certa idea”. Queste le parole con cui Gabriele Salvatores ha salutato la Cittadella del Cinema per ragazzi durante la penultima giornata del Giffoni Film Festival.

Mostro sacro del cinema contemporaneo e padre di lungometraggi trasformatesi in veri oggetti di culto, Salvatores ha ripercorso parte dei propri successi professionali e della gloriosa parabola che ha caratterizzato la sua esperienza da cineasta. “La settima arte è una cosa assolutamente seria”, ha aggiunto. “La magia che molti associano giustamente a questo universo non esisterebbe senza il piglio puntuale con cui andrebbe ciclicamente affrontato. Spesso lo consideriamo solo un mezzo con cui raccontare un gesto falsato come quello della recitazione, senza sapere che nell’atto della creazione filmica si ripropongono una serie di infinite realtà assolutamente fondanti e degne di valore”.

Oggi, dopo aver spento le 35 candeline di filmografia, Gabriele Salvatores è impegnato nella lavorazione del sequel del film “Il ragazzo invisibile” apparso nelle sale nel 2014. “Il secondo appuntamento della creatura realizzata tre anni fa si inserisce perfettamente nel solco di un genere fantascientifico che in parte ha avuto inizio con la realizzazione di Nirvana nel 1996”, ha aggiunto. “Rispetto a vent’anni fa, però, sono cambiate molte cose: in quei giorni non si conoscevano le reali potenzialità della rete e della tecnologia. Nonostante lo scarto con il passato l’approccio alla fantascienza mi risulta abbastanza naturale, essendo uno dei generi che porto con me fin da quando esordì all’interno del mondo teatrale. A questo va aggiunto il super lavoro di post produzione che il film ci sta comportando, visto che saranno presenti circa 700 interventi digitali capaci addirittura di creare dal nulla ambientazioni, scenografie e personaggi”.

La decisione di ritornare per la seconda volta sul medesimo filone narrativo ha delle ragioni molto precise: “Anche in questo secondo lavoro ho deciso di lasciare ampio spazio al magico potere dell’invisibilità. Non è stata una scelta casuale, ma bensì la risposta al grande male dell’iperpresenzialismo dei nostri tempi. Spesso, soprattutto tra i ragazzi, ho avuto la sensazione che si finisca con il considerare un’esistenza solo se riflessa all’interno del web. Quest’idea mi spaventa enormemente e ho scelto di riflettere sulla questione a modo mio”, ha concluso.

Standard
giffoni 2017

Giffoni contro il cyberbullismo

Foto Assessore regionale Maria RicchiutiPubblicazione a cura della redazione del comunicato stampa

Il direttore di Giffoni Experience Claudio Gubitosi: “Avrei voluto al Festival i quattro ragazzi responsabili dell’aggressione a Gragnano e la vittima. Volevo fargli vedere il nostro mondo, questo posto dove non esiste emarginazione, dove c’è rispetto”.

Cyberbullismo: una ferita aperta, una aggressione netta. Alla 47esima edizione del Giffoni Film Festival, parlarne non fa paura. Lo spavento è dato invece dalla superficialità con cui troppo spesso si va ad affrontare un tema tanto delicato. È nella direzione opposta che è andato così a proiettarsi l’incontro centrato sulla presentazione della legge sul cyberbullismo della Regione Campania nella cornice dell’Antica Ramiera. Un confronto scrupoloso e sensibile, accorato e ragionato nel “Festival necessario”, quello dei ragazzi e bambini del Mondo.

“Siamo al giorno prima degli esami, ci avviciniamo ad una giornata di emozioni forti – ha introdotto il direttore del Festival, Claudio Gubitosi -. Questo incontro sul bullismo avrebbe potuto avere una valenza differente, qualche mese fa con l’episodio di Gragnano e di quella foto condivisa sui social dal papà della vittima, ho sentito forte l’esigenza di immaginare un’iniziativa in grado di riuscire a fare realmente qualcosa”. Una proposta vista come una provocazione quella di Gubitosi, istantaneamente: “Pochi hanno realmente capito le mie intenzioni – ha continuato -, avrei semplicemente voluto al Festival i quattro ragazzi responsabili dell’aggressione a Napoli e la vittima. Volevo fargli vedere il nostro mondo, questo posto dove non esiste emarginazione, dove c’è rispetto. Non è stato possibile, ma il Gff non dimentica mai ed è sempre attento. Il dramma che mi spinge a voler fare qualcosa per aiutare questi giovani è non sapere dove vanno a finire, come faranno ad essere dei cittadini di questa Regione?”.

Coraggio e immediatezza, per un’idea che avrebbe approfondito, arricchito e sicuramente analizzato con sensibilità una realtà così vicina. “Questa scelta sarebbe andata ad inserirsi in quelle azioni concrete di cui il nostro Paese ha bisogno – ha commentato l’Assessore alla Formazione e Pari Opportunità della Regione Campania, Chiara Marciani -. In Campania sono tanti gli episodi di cronaca che meritano risposte concrete. Esisteva già una legge nazionale, ma non potevamo relegare solo ai progetti scolastici l’azione forte di cui necessitiamo. Non poteva essere rivolta solo ad un pubblico di minori, basta pensare al caso di Tiziana Cantone per rendersi conto che episodi di cyberbullismo non conoscono limiti di età”. Dare un filo conduttore alle attività messe in atto per arginare fenomeni tanto drammatici e in continua evoluzione: “Vogliamo con questa legge creare e strutturare una regia in grado di coordinare i vari progetti che si occupano del tema – ha spiegato la Marciani – e diffonderli in modo da farli diventare utili e necessari su scala regionale”. Un tema tanto delicato, affrontato nel posto dove i pensieri e le aspirazioni di bambini e ragazzi sono invece tutelate e stimolate.

Il Festival si fa megafono di un messaggio importante, di un’analisi che risulta sempre più necessaria. “Claudio, come sempre, è avanti anni luce – ha spiegato il Presidente di Telefono Azzurro, Ernesto Caffo -. Va strutturato un percorso di recupero per questi ragazzi che vivono una situazione di assenza educativa, lavoriamo da anni nella gestione e nel coordinamento di azioni che si sviluppano in questa direzione. In questi ultimi anni sono cambiate tante cose, prima ci trovavamo ad ascoltare bambini e ragazze che raccontavano di violenze domestiche. Oggi sentiamo forte la drammaticità della violenza che li travolge, anche sui social. Fare rete è quindi importante, ma va stimolata una politica nazionale in grado di passare tra i vari territori. Bisogna partire dal basso, dalle strutture sportive, dagli oratori”.

Costruire una comunità attenta e scrupolosa, pronta a prevenire ma soprattutto curare. “Quando minacciarono di spegnermi a Forcella, mi trasferirono in fretta a Roma in un comitato sul bullismo dove tutto è purtroppo rimasto sulla carta – ha invece raccontato Don Luigi Merola -. Non voglio dire che non abbiamo bisogno delle leggi, ma che urgono atti concreti e visivi. La verità è che c’è un vuoto educativo e che i genitori non sanno più fare i genitori. Se la preside di un Istituto richiama uno studente, il giorno dopo arrivano nel suo ufficio la mamma, il papà e pure l’avvocato”. Un monito diretto, lontano dai giri di parole.

“Ho avuto la fortuna e l’opportunità di seguire i lavori che hanno preceduto questa legge tanto sentita, aspettata e fortemente voluta – ha spiegato in chiusura il Consigliere Regionale della Campania, Maria Ricchiuti -. Abbiamo raccolto spunti affinché questo testo legislativo riuscisse ad essere esaustivo ed efficace. Spesso si ha una visione distorta della legge, la vediamo e sentiamo come un qualcosa di arido e senza anima – ha continuato -. In questa, ad esempio, è forte il messaggio ed il cuore. Vanno recuperati i valori e i principi che oggi purtroppo abbiamo perso”. Capire, analizzare, istruire per riuscire ad agire con immediatezza e concretezza. A scongiurare la faccia di quella medaglia che permette ad ognuno di noi di essere in tutti momenti su ogni momento ma che riesce, allo stesso tempo, a sopraffare e distruggere intere famiglie. Quel vortice inarrestabile del cyberbullismo, in grado di spazzare via il buono dei social, della rete, delle persone.

Standard
giffoni 2017

L’acqua, la vita: intervista a Stefania Lallai

logo_water4life_defdi Gabriele Ottaviani

Giffoni ha ospitato il progetto Water 4 Life: noi di Convenzionali siamo lieti di intervistare la Dottoressa Stefania Lallai, direttore sostenibilità e relazioni esterne di Costa Crociere.

Come nasce il progetto Water 4 Life? E in cosa consiste?

Nasce, insieme al Giffoni Film Festival, dalla comune volontà di sensibilizzare i ragazzi sul tema della salvaguardia dell’acqua. Coinvolgendoli anche nella pratica, grazie alle 10 colonnine d’acqua poste nei punti strategici della Cittadella del cinema. Un sistema controllato di erogazione dell’acqua, stabilendo a priori il fabbisogno di acqua pro capite per il numero di visitatori previsti in occasione della manifestazione ispirandosi al consumo medio giornaliero. Un countdown nel videowall ufficiale di ingresso alla Cittadella di verificare il progressivo svuotamento dei boccioni day by day. Una sfida per  valutare le risorse disponibili. Il responso dipenderà da quanto la community di Giffoni Film Festival saprà monitorare il bene messo a disposizione.

È per la fiducia riposta nelle nuove generazioni che avete scelto di presentarlo a Giffoni? Non andrebbero educati ancor di più gli adulti?

L’intenzione è, ovviamente, sensibilizzare tutti. Ma saranno le nuove generazioni a confrontarsi nei prossimi anni con il problema, e con una gestione responsabile di questa preziosa risorsa.

Costa evidentemente ha a cuore la salute delle acque, non fosse altro perché se non c’è un bel mare non c’è neanche una bella crociera: le navi, però, come ogni cosa, hanno un impatto ambientale. Qual è l’impegno dell’azienda per l’inquinamento?

Quello di Costa Crociere è da tempo un forte impegno, soprattutto attraverso  azioni e progetti finalizzati alla mitigazione dell’impatto generato sul territorio, sulle destinazioni raggiunte e sul mare: l’elemento nel quale ci muoviamo. Ad esso dedichiamo il massimo della nostra attenzione per rispettarlo e preservarne l’assoluta bellezza.

La nostra strategia in ambito di sviluppo sostenibile e innovazione segue i principi dell’Agenda 2030 dell’ONU. Tra i principali risultati raggiunti nel 2016 in tema di tutela ambientale, a bordo della flotta Costa sono stati ridotti del 9,5% i rifiuti prodotti per passeggero al giorno, del 5% la carbon footprint e del 3% il consumo di carburante per passeggero al giorno.

Verrebbe da pensare che nel 2017 tutti, al di là del ceto, dell’età, della formazione, della preparazione culturale e di numerosi altri fattori siano del tutto consapevoli del fatto che l’acqua disponibile per gli usi necessari è una risorsa indispensabile e abbondante ma non infinita, e che quindi non va sprecata: evidentemente, però, non è così, dato che spesso e volentieri manca, specie a chi ne ha più bisogno e laddove ce n’è più necessità. Nel momento in cui poi si patisce della sua assenza, ci si accorge ancor di più della sua rilevanza. Perché secondo lei in genere è latente la consapevolezza? Faccio un esempio banale e forse sciocco: non sono in molti a percepire come uno spreco il tenere aperto il rubinetto mentre ci si lava i denti, eppure in quel modo scorrono litri e litri d’acqua di fatto inutilizzati ogni minuto…

Viviamo in una parte del Pianeta in cui l’acqua è sempre stata a disposizione. Ciò ha fatto sì che abbiamo preso abitudini di spreco dure a morire. Non siamo abituati a rinunciare all’acqua, la consideriamo ancora un bene a disposizione. Le cose stanno cambiando, e dovremo fare i conti con il cambiamento.

Quanto la coscienza individuale può fare la differenza?

La coscienza individuale è fondamentale. Parte tutto da lì. Piccoli passi, piccole cose, faranno la differenza.

Standard
giffoni 2017

Le star e l’acqua

Claudio Amendola Water4LifePubblicazione a cura della redazione del comunicato stampa

Tante le Star che si sono avvicendate negli spazi dedicati a WATER4life, situati nei punti strategici della Cittadella del Cinema. Dieci colonnine d’acqua che debuttano al Giffoni Film Festival grazie a Costa Crociere, con l’obiettivo di sensibilizzare i giovani al risparmio idrico e al consumo responsabile di questo bene, uno dei più  preziosi per la sopravvivenza del pianeta.

Da Claudio Amendola a Cristiana Capotondi, dal regista Giovanni Veronesi ai The Jackal, solo per citarne alcuni. Gli ospiti del festival hanno manifestato il loro interesse per il progetto di Costa Crociere, WATER4life, testimoniando il loro impegno nei confronti di un tema quanto mai oggi condiviso: l’acqua e la sua salvaguardia.

Tante le dichiarazioni, tra cui quella di Cristiana Capotondi. “Ho l’abitudine di portare via la bottiglia d’acqua dal ristorante, se non l’ho finita” – ha detto l’attrice. “Perché ho paura che poi la buttino via”.

Quanto ai bambini presenti al Festival, sono stati coinvolti nel progetto, che mira in primis a sensibilizzare i giovani al risparmio idrico e al consumo responsabile dell’acqua.

Il progetto di Costa Crociere porta per la prima volta al Giffoni Film Festival un sistema controllato di erogazione dell’acqua, stabilendo a priori il fabbisogno di acqua pro capite per il numero di visitatori previsti in occasione della manifestazione ispirandosi al consumo medio giornaliero.

Un countdown nel videowall ufficiale di ingresso alla Cittadella del Cinema sta calcolando l’acqua consumata e permetterà di verificare il progressivo svuotamento dei boccioni day by day. Una sfida per  valutare le risorse disponibili. Il responso dipenderà da quanto la community di Giffoni Film Festival saprà monitorare il bene messo a disposizione.

Sperimentare per imparare a salvaguardare le risorse del pianeta a rischio. Punto di partenza e impegno di WATER4life.

Costa Crociere è una compagnia italiana che fa parte di Carnival Corporation &plc, il più grande gruppo crocieristico al mondo. Da 69 anni le navi della flotta Costa portano in tutti i mari del mondo l’ospitalità e le autentiche vacanze in stile italiano, all’insegna di cibo squisito, vini selezionati, esperienze di shopping uniche e una vasta offerta di famosi marchi italiani. Attualmente la flotta Costa comprende 15 navi in servizio, tutte battenti bandiera italiana. Nel 2019 e 2021 è prevista la consegna di altre due nuove navi di ultima generazione, alimentate a gas naturale liquefatto (LNG), il combustibile fossile più “pulito” al mondo, una vera e propria innovazione a livello ambientale. Costa rappresenta l’eccellenza italiana ed ogni giorno eccede le aspettative dei propri ospiti con esperienze di vacanza uniche ed indimenticabili, grazie ai circa 19.000 dipendenti in tutto il mondo che lavorano quotidianamente per offrire il meglio dell’Italia a bordo, in 140 differenti itinerari, 250 destinazioni e 60 porti di imbarco.

#SAVEWATER #RESPECT #DONTWASTE #LOVENATURE #LOVEPLANET #ACTION #FUTURESPONSIBLE #NOSPRECO #BERESPONSIBLE #WATERISLIFE #CONDIVIDI

Standard
giffoni 2017

Sonora a Giffoni

Sonora con PresidentePubblicazione a cura della redazione del comunicato stampa

Presentato ieri, nel corso della trasmissione live di Lira Tv, canale ufficiale di Giffoni, il primo CD della Sonora Junior Sax dal titolo Tachisax 73/2. Il patrocinio dal Giffoni Experience, già annunciato dal Direttore Claudio Gubitosi martedì 18 luglio, subito prima del concerto dell’orchestra nel Giardino degli Aranci, è stato sugellato dalla consegna del disco al Presidente Piero Rinaldi. I Sonora Junior Sax sono stati doppiamente protagonisti della giornata di martedì al Giffoni Street Fest, con un flashmob in Cittadella, in cui l’orchestra ha intonato il Valzer n.2 di Šostakovič, sigla ufficiale del Festival. Poi, nel concerto ufficiale i Sonora Junior Sax hanno spaziato dal pop alla musica classica, con brani come “Mambo n.8” e “Nessun Dorma”. Intervistati in trasmissione su Lira Tv da Simona Cataldo e Francesca De Simone, il Presidente del Giffoni Experience, Piero Rinaldi, il direttore dell’orchestra, Domenico Luciano, e i docenti Luigi Cioffi, Nicola de Giacomo e Angela Colucci hanno illustrato il progetto. “Siamo orgogliosi di aver concesso il patrocinio a questi giovani sassofonisti e percussionisti, più di 70 ragazzi che, insieme, formano un’orchestra vera e propria. Tachisax 73/2 rappresenta il loro primo CD e, attraverso il ricavato delle vendite, potranno acquistare nuovi strumenti. Ancora una volta, la musica e il cinema si incontrano, in un connubio perfetto.”. Queste le parole del Presidente di Giffoni Experience, Piero Rinaldi. Il Direttore dei Sonora Junior Sax, Domenico Luciano ha aggiunto: “L’idea del disco è nata dopo cinque anni dalla formazione dell’orchestra. I ragazzi lavorano con noi ogni mese, con prove per loro totalmente gratuite. Abbiamo pensato fosse di raccogliere in un cofanetto tutte le emozioni di questi cinque anni, inserendo classici della musica leggera, per cercare di far conoscere la nostra realtà e acquistare nuovi strumenti”. Ragazzi dai 9 ai 23 anni, provenienti dalle varie città della Campania, compresa Giffoni Valle Piana. “Provengono da tutta la regione e questo dimostra l’interesse dei genitori per le nostre iniziative. La musica diventa mezzo di aggregazione, di incontro ed emozione condivise. I proventi del CD serviranno a finanziare i corsi di perfezionamento e i viaggi dei ragazzi.” Ha aggiunto Luigi Cioffi, docente della Sonora Junior Sax.

Una passione travolgente, dunque, e Giffoni è il luogo giusto per contenerla e… condividerla!

Standard