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A casa di Valentino

diario-1999-673x1024di Gabriele Ottaviani

Gabriella Sica, Arnaldo Colasanti, Nicoletta Tiliacos, Elena Polidori, Mauretta Capuano, Valeria Paniccia, Paolo Petroni, Daniela Poggi e tanti altri ospiti, nella splendida e suggestiva cornice dell’abitazione di Valentino Zeichen, straordinario intellettuale, la cui voce critica tanto manca in questi tempi triviali, ne hanno ricordato, in occasione della pubblicazione, per Fazi, di Diario 1999, il genio tra i vani, ancora gravidi delle sue cose e della sua presenza, e il pittoresco giardino, con tanto di amaca, al civico 86 di via Flaminia, fra grappoli di glicine e sbuffi di parietaria, a un tiro di schioppo da piazza del Popolo, in pieno centro a Roma eppure in un angolo riservato e tranquillo, silente, garrulo solo di voci e parole, di campagna e di paradiso. Tra coloro che sono intervenuti sul palco, leggendo anche alcuni brani dell’imperdibile, sapidissimo e assai profondo zibaldone di Zeichen, si segnalano anche Marta Zeichen, Elido Fazi, Paolo Conti, Paolo Febbraio, Luca Bergamo, Fabrizio Fantoni, Claudio Damiani, Biancamaria Frabotta, Stefano Malatesta, Emanuele Marchetti e Sacha Piersanti.

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La salute viene anche leggendo…

image (1).jpegdi Gabriele Ottaviani

Convenzionali intervista con gioia Fulvia Filippini, direttore affari istituzionali di Sanofi, che cura il premio Leggi in salute.

Chi era Angelo Zanibelli?

L’ingegner Angelo Zanibelli è stato il Direttore Comunicazione e Relazioni Istituzionali di Sanofi italia per molti anni, purtroppo prematuramente scomparso. Proprio per il suo grande impegno, Sanofi ha voluto istituire un Premio Letterario in Suo nome con l’obiettivo di  premiare le opere letterarie che contribuiscono ad una corretta e utile informazione sui temi sanitari. Per il secondo anno il vincitore della sezione inediti, per la quale i testi in linea con le tematiche del premio devono essere inviati entro il 30 luglio, verrà pubblicato e promosso da Cairo Editore.

Quanto fa bene leggere?

Leggere e scrivere è considerato ormai una forma terapeutica di sostegno a molte terapie, soprattutto per l’aspetto emotivo che molti pazienti sono costretti ad affrontare.

Quanto è importante la ricerca in ambito sanitario?

La ricerca è un aspetto fondamentale del futuro del mondo salute, senza l’investimento da parte delle aziende farmaceutiche in tanti campi ancora da investigare sarà impossibile evolvere nelle terapie, sarà difficile garantire quel progresso della scienza che oggi permette a malattie quali ad esempio il diabete di vivere una vita normale, a pazienti con sclerosi multipla di permettere un lento regredire della mobilità e forse un domani addirittura di bloccare e sconfiggere l’avanzamento della malattia. Come anche l’HIV che un emblema simbolo di vittoria della ricerca.

Quanto sono pericolose le cosiddette fake news?

Il fenomeno delle fake news poggia su meccanismi psicologici ben noti agli studiosi del comportamento e dei quali siamo tutti, più o meno consapevolmente, vittime. Le persone tendono a cercare informazioni che confermino le proprie ipotesi iniziali su determinate tematiche. Ciò significa che, se le idee di partenza risultano distorte, tenderanno a trovare conferma. È facile comprendere come nell’era digitale chi sviluppa per diverse ragioni opinioni contrastanti con la realtà dei fatti troverà con molta facilità conferma nel web e questo è estremamente devastante nell’ambito sanitario. I social purtroppo sono spesso casse di risonanza per messaggi sbagliati che portano a veri e propri drammi sanitari nazionali. Fondamentali dunque chi sono le fonti ufficiali a dettare conoscenza e informazione sulla salute.

In che modo occupazioni che danno piacere intellettuale e che costituiscono il tessuto della nostra quotidianità permettono di affrontare al meglio la malattia?

Scrivere è un piacere intellettuale che sta assumendo un grandissimo rilievo nel campo della medicina, definita come medicina narrativa, una vera e propria metodologia che stimola la narrazione, da parte del paziente, del proprio stato di malattia, nell’intento di dare senso e quindi sollievo alla sofferenza, di favorire la creazione di un rapporto di fiducia e comprensione tra malato e personale medico e di capire il quadro patologico individuale. In questo modo i pazienti non si sentono più un semplice codice identificativo di una corsia, ma persone in grado di far comprendere il proprio percorso e metterlo a disposizione di altri che debbano affrontare la stessa malattia.

C’è un libro che in un particolare momento della sua vita è stato per lei una cura? E qual è il libro del suo cuore?

In realtà un libro che per me è stato più un compagno di viaggi è “La ricerca del tempo perduto” di Marcel Proust, mentre sicuramente il mio libro del cuore è “Il piccolo Principe”.

Cosa spera di leggere nelle opere che parteciperanno al premio?
Anche quest’anno i libri sono moltissimi e questo è un’ulteriore conferma di come il Premio Zanibelli sia ormai diventato un appuntamento importante nel mondo letterario dedicato alla salute.  Quest’anno spero di poter leggere libri scritti da pazienti o caregivers che riversano nella pagine spaccati di vita reale che fanno emozionare e fanno riflettere più di mille testi scientifici cosa significhi combattere una malattia perché questo è il vero significato del premio Zanibelli, trasmettere esperienze ed emozioni che possano aiutare a comprendere situazioni o che possano aiutare altre persone che affrontano le stesse problematiche a vedere alcuni aspetti in modo diversi, a trovare la grinta e la forza per andare avanti.

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Premio Strega mixology: intervista a Ugo Acampora

Ugo Acampora piccoladi Gabriele Ottaviani

Ugo Acampora, barman del Twins, cocktail, wine, coffee di Napoli, in finale al Premio Strega Mixology 2018 con il cocktail Testa Dura, composto da Liquore Strega, Amaro Braulio, sherbet limoni e camomilla home made, succo di limone e ginger beer, ispirato al libro Il desiderio di essere come tutti, di Francesco Piccolo, edito da Einaudi, vincitore del Premio Strega nel 2014. Il suo cocktail sarà presentato giovedì 5 luglio 2018, a Roma, nell’ambito della settantaduesima edizione del Premio Strega letterario, che si terrà nella consueta, splendida, cornice del Ninfeo del Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia. Per informazioni https://stregamixology.strega.it

Qual è l’aspetto che le piace di più del suo lavoro?

L’aspetto che mi piace di più del mio lavoro è il poter riuscire a creare qualcosa che possa ,anche solo per pochi istanti, far star bene i miei clienti. Ma non solo: il fatto di poter lavorare con una vasta fascia di clientela fa si che il mio lavoro non diventi mai monotono.

Qual è il suo libro preferito e che cocktail gli dedicherebbe?

Purtroppo non ho libri preferiti, ma sicuramente mi affascinano tutti i libri di settore, sia beverage che food. L’ultimo libro che ho letto è “Negroni Cocktail. Una leggenda Italiana“, scritto dal Maestro Luca Picchi, edito da Giunti Editore. A lui dedicherei una rivisitazione del cocktail negroni, composto da 3cl di Gordon’s gin, 3cl di bitter Campari ,1,5cl Rabarbaro Zucca e 1,5 cl di vermouth rosso punt & mes  e lo chiamerei Il barbaro. Il perché di questa di questa rivisitazione è semplice: amiamo definire il nostro cocktail bar un “amaro bar”, l’Italia è piena di splendide e famosissime aziende che producono liquori e amari stimati in tutto il mondo ed io, insieme ai miei fratelli , con cui gestiamo il locale, ci cimentiamo a realizzare e rivisitare grandi classici utilizzando, appunto, la liquoristica italiana.

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Emozionart

Locandina Emozionart 2018Pubblicazione a cura della redazione del comunicato stampa

Sabato 9 giugno 2018 alle ore 20,30 il palco del Teatro Auditorium dei Salesiani “Salvo D’Acquisto” a Napoli accoglierà l’ottava edizione di Emozionart, il progetto di formazione artistica ideato dal cantautore e musicista Nevada e direttore artistico della serata finale. La manifestazione, con il patrocinio del Comune di Napoli, conclude come ogni anno uno dei cicli di attività dell’Associazione e del laboratorio di Emozionart. La serata sarà condotta dai giornalisti Lello La Pietra e Francesca Puzone e vedrà sul palco 21 giovani cantanti e musicisti pronti a mettersi in gioco attraverso le proprie emozioni e potenzialità artistiche

“Come abbiamo sempre detto negli anni scorsi – ha dichiarato il Direttore artistico e cantautore Nevada – il nostro progetto è caratterizzato innanzitutto da uno slogan: l’Arte di Emozionare, Emozionarsi con l’Arte. Emozionart non è e non vuole essere un talent o un concorso canoro, ma un progetto e un percorso formativo per chi si affaccia al mondo dell’arte e della musica per la prima volta oppure con l’obiettivo di maturare esperienze. La serata finale è l’epilogo di uno dei percorsi di formazione artistica che proseguono anche durante l’anno ad Emozionart Lab, il nostro laboratorio dove è possibile condividere idee e progetti attraverso la musica e l’arte a 360 gradi”.

L’obiettivo è quello di una sana competizione nella quale i giovani artisti, anche se sottoposti ad un voto e un giudizio, avranno la possibilità di misurare i loro limiti e le loro potenzialità, di gestire in piena libertà le proprie emozioni e di trasferirle al pubblico di un teatro. La giuria, presieduta da Paolo Papa (responsabile Relazioni Esterne del progetto Emozionart e componente dell’associazione Ram) sarà composta da rappresentanti del mondo dell’arte, della cultura e della musica: Lamberto Lambertini, regista italiano per la tv e il cinema, Elio De Rosa pubblicitario ed editore dell’omonima casa editrice, Domenico Cannone Presidente dell’Accademia Internazionale Partenopea “Federico II”, Bruno Nappi regista di Un Posto al Sole, Piero Del Prete, chitarrista e ideatore del progetto musicale “Guitar&Voice Show”, Antonio Romano Editore e Direttore di Radio Amore, Claudio Ciotola Giornalista e Presidente dell’Associazione nazionale Stampa Giornalisti  Flegrei, Italo Pignatelli, giornalista e critico d’arte, Orazio Picella attore e regista della compagnia teatrale “ Libera manifattura teatrale”, Elena Luciano cantante, Dante Ferri, tenore napoletano

I giurati valuteranno gli artisti in gara attraverso la presenza scenica, l’emozione, l’interpretazione e la padronanza di palco per la proclamazione dei primi tre classificati. Previsto anche il premio della “Critica”, il premio “Radio Amore” e il premio “Giuria popolare” che sarà deciso dai voti del pubblico presente in teatro.

Novità dell’edizione 2018 è la sperimentazione nella sede di Emozionart Lab, del nuovo progetto “Musica ed emozioni per la terza età” che sarà presentato nel corso della serata con brani inediti interpretati dal giovane cantante Valerio Ilardo, già vincitore delle scorse edizioni e realizzati da Luca Paolella. Sul palco di Emozionart il ritorno di Myriam Sigillo che nella quinta edizione conquistò, con la sua splendida voce, il primo posto e si aggiudicò anche il premio della giuria popolare.
Come ogni anno sarà ospite l’artista che ha trionfato nella precedente edizione e sul palco salirà Marta Giordano, in arte Martzia, con il suo primo brano inedito “Un bacio in più” realizzato con Emozionart Lab grazie al primo posto conquistato nella settima edizione. Anche momenti di ballo ad Emozionart 2018 con Luana Savarese e Mattia Turi che si esibiranno singolarmente in performance di danza moderna.

Per vivere più da vicino le emozioni dei ragazzi che si esibiranno, nel corso della serata saranno realizzati video e interviste nel backstage di Emozionart a cura di Brunella Chiozzini, giornalista e conduttrice di Canale 21. Ai primi 3 classificati sarà consegnato il premio realizzato, anche quest’anno, dal giovane artigiano Alessandro Starini (“Originalità di Pulcinella” di San Gregorio Armeno), una statuetta che si ispira all’immagine Emozionart, ossia la figura di un artista che, a braccia aperte e avvolto dalle luci di un palcoscenico, libera le proprie emozioni.
Oltre alla Direzione Artistica di Nevada, l’organizzazione della serata vede il coordinamento tecnico e musicale di Luca Racise, insegnante di chitarra e di Davide De Liberato musicista e responsabile di palco, entrambi soci fondatori dell’associazione Emozionart. Il progetto grafico del logo e dell’immagine di Emozionart 2018 è stato realizzato da Maurizio Zaccone.

Nel corso della serata saranno approfonditi, con la presenza di ospiti artistici e istituzionali, importanti temi sulle potenzialità dell’arte a Napoli e nel Sud, sulla sicurezza stradale e sul fenomeno del bullismo. Sul palco il giovane musicista e cantautore Giorgio Baldari vincitore, con il brano inedito “La Strada è di tutti” del contest musicale #buonmotivo, organizzato da Anas nell’ambito dell’omonima campagna sulla sicurezza stradale, per sensibilizzare gli utenti della strada sulle situazioni di pericolo che possono venirsi a creare, per se stessi e per gli altri, quando non si rispettano le regole. Baldari, reduce da diverse tappe e concerti, è salito anche sul famoso palco di piazza San Giovanni a Roma, per esibirsi al concertone del 1° maggio.

Alla serata del 9 giugno anche la mamma del giovane Arturo, Maria Luisa Iavarone reduce dal successo della manifestazione sportiva e di legalità svoltasi a Napoli lo scorso 27 maggio per dire no ad ogni forma di violenza e con l’adesione di migliaia di persone e personaggi dello sport e dello spettacolo. Maria Luisa Iavarone porterà la sua testimonianza sui giovani a Napoli e sul fenomeno del bullismo al termine dell’esibizione di una giovane studentessa di 12 anni, Giovanna, che interpreterà il celebre monologo di Paola Cortellesi “Mi chiamo Giancarlo Catino…”.  Alla manifestazione anche l’Associazione Ram (Rinascita artistica del Mezzogiorno), presieduta da Dario Marco Lepore, e di cui è socio onorario il prof. Massimo Bray. Ram, nata nel 2010, svolge attività di ideazione, promozione e valorizzazione del patrimonio culturale del nostro Paese, in particolare la realizzazione di attività museali, artistiche e culturali all’interno di Palazzo Fuga a Napoli, una storica struttura non utilizzata, dove potrebbe nascere un imponente Museo, il più grande del mondo, per estensione.

 

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Premio Strega mixology: intervista a Solomiya Grytsyshyn

Solomiya Grytsyshyn piccoladi Gabriele Ottaviani

Solomiya Grytsyshyn, barmaid del Chorus Cafè di Roma in finale al Premio Strega Mixology 2018 con il cocktail Cosmo Stregato composto da Liquore Strega, Vodka Torrone Mix, succo di limone, spuma di bacche e fiori di sambuco con yuzu, ispirato al libro Microcosmi, di Claudio Magris, edito da Garzanti e vincitore del Premio Strega nel 1997. Il suo cocktail sarà presentato giovedì 5 luglio 2018, a Roma, nell’ambito della settantaduesima edizione del Premio Strega letterario, che si terrà nella consueta, splendida, cornice del Ninfeo del Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia. Per informazioni https://stregamixology.strega.it

Qual è l’aspetto che le piace di più del suo lavoro?

Sicuramente la possibilità di creare ed essere sempre in movimento. Questo è un lavoro che mi permette di essere in costante attività mentale e creativa, con la possibilità di sperimentare e sperimentarsi. L’aspetto che più di ogni altro mi ha fatto avvicinare al bartending è la continua interazione con persone diversissime tra loro, dalle quali traggo insegnamento e ispirazione, avendo la possibilità di scrutarle da una posizione privilegiata, da dietro il bancone  del bar. Il bar è, infatti, un luogo di passaggio dove regalare un’esperienza unica che rimanga impressa nella mente del nostro ospite.

Qual è il suo libro preferito e che cocktail gli dedicherebbe?

Mi piacciono molto i libri di Isabella Allende, ma è difficile scegliere tra le sue opere una che mi piace di più…  Dovendo segnalare un titolo, confesso che La Casa degli Spiriti ha un posto d’onore nel mio cuore. Un cocktail che dedicherei sarebbe un Pisco Sour, pensando alle origini cilene della scrittrice, ma lo consocerebbe già… quindi, ricordandomi che “la casa degli spiriti” è stato definito un capolavoro di realismo magico, non potrei che dedicargli proprio un “Cosmo Stregato” il mio drink a base Liquore Strega, che, chissà, potrebbe ispirarla per un altro, magico libro!

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Premio Strega Mixology: intervista a Edoardo Nervo

Edoardo Nervo piccoladi Gabriele Ottaviani

Edoardo Nervo, barman del Les Rouges di Genova in finale al Premio Strega Mixology 2018 con il cocktail Il compositore stregato, realizzato con Liquore Strega, whisky torbato, succo di limone, uovo aromatizzato, acqua sciroppata alla camomilla e menta, grattata di noce moscata, ispirato al libro I bei momenti, di Enzo Siciliano, edito da Mondadori, vincitore del Premio Strega nel 1998. Il suo cocktail sarà presentato giovedì 5 luglio 2018, a Roma, nell’ambito della settantaduesima edizione del Premio Strega letterario, che si terrà nella consueta, splendida, cornice del Ninfeo del Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia. Per informazioni https://stregamixology.strega.it

Qual è l’aspetto che le piace di più del suo lavoro?

Lavoro? Quale lavoro? Mi stai chiedendo qual’è l’aspetto che mi piace di più della mia passione? Darò due risposte, una filosofica e l’altra più realistica ed entrambe andranno poi a collegarsi. Ciò che mi piace ‘filosoficamente’ improntare sul cliente è il fatto che ciò che sta avvienementre si sorseggia un cocktail è un’esperienza unica, ma non perché sia fatto dalle mie mani, anzi. Ciò che voglio far capire è che qualsiasi circostanza regala un gusto diverso al nostro drink, grazie all’umore del barman e a quello del cliente, dal tempo alla stagionalità dei prodotti, dai secondi di una shakerata a quanto tempo il drink arriva al tavolo. Tutto ciò di cui ci cibiamo e beviamo non è mai lo stesso, simile ma mai uguale. D’altra parte, c’è sempre da scoprire qualcosa, molto studio da intraprendere, molte storie da imparare. Ciò che è fantastico e cheinvito chi legge a fare è provare a partire da un ingrediente del vostro drink preferito: troverete infiniti collegamenti che rimandano alla Storia, alla geografia, alla chimica, all’arte e alla curiosità di continuare a leggere e trovare nuove nozioni ed emozioni. Ciò che mi fa impazzire di gioia di questo lavoro è proprio il concetto che nulla sarà mai statico, ma forse solo perché è la mia più grande passione!

Qual è il suo libro preferito e che cocktail gli dedicherebbe?

Il mio libro preferito è “Io non ho paura”, di Niccolò Ammaniti. Se non l’aveste mai letto fatelo: un libro nel quale io ho trovato il dramma, il romanticismo, la felicità, lo scalpore e tanta suspense. Date queste prime impronte di base il cocktail che ci accosterei sarebbe sicuramente un “Martinez”, il padre del Martini cocktail. Ciò che mi rimanda al libro è sicuramente quella carica alcolica celata dalla dolcezza data da un distillato ricco di note spigolose e da un vermouth pieno di sfumature, il tutto arrotondato da una punta di maraschino che lega gli ingredianti e due gocce di bitter che chiudono il cocktail, conferendo quel gusto di amaro. Infine, si guarnisce con un pezzettino di limone all’interno del drink, per dare un tocco di acidità.

 

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Premio Strega Mixology: intervista a Gianluca Di Giorgio

Gianluca Di Giorgio piccoladi Gabriele Ottaviani

Gianluca Di Giorgio, barman del Bocum Mixology di Palermo in finale al Premio Strega Mixology 2018 con il cocktail Ottovolante composto da Liquore Strega, Vermouth al Pop Corn homemade, Fernet, ginger ale e twist d’arancia, ispirato al libro “Vita“, di Melania Gaia Mazzucco, edito da Rizzoli e vincitore del Premio Strega nel 2003. Il suo cocktail sarà presentato giovedì 5 luglio 2018, a Roma, nell’ambito della settantaduesima edizione del Premio Strega letterario, che si terrà nella consueta, splendida, cornice del Ninfeo del Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia. Per informazioni https://stregamixology.strega.it

Qual è l’aspetto che le piace di più del suo lavoro?

Sono tre, sostanzialmente, gli aspetti del mio lavoro che preferisco: il primo è quello di riuscire a soddisfare i clienti con i miei drink, un vero piacere vederli sorridere compiaciuti. Il secondo è che si tratta di un lavoro dinamico e in continua evoluzione: a qualsiasi età puoi ricominciare una nuova avventura. Il terzo aspetto è che ti fa viaggiare tanto.

Qual è il suo libro preferito e che cocktail gli dedicherebbe?

Devo dire che non ho un libro preferito. Ho, piuttosto, una serie di libri che mi piacciono. Adoro leggere romanzi di avventura e il primo che lessi, a 8 anni, fu Il giro del mondo in 80 giorni, libro a cui dedicai, qualche anno fa, un drink che ho chiamato “Mr Fogg“. Un altro libro che ho adorato è Il vecchio il mare, di Hemingway, che mi ha ispirato tanto, ma a cui non ho ancora dedicato un drink specifico, mentre forse mi cimenterò prossimamente in un drink ispirato a Oceano Mare, di Baricco.

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