Cinema

“Dark crimes”

di Gabriele Ottaviani

Dark crimes. Da oggi su Prime Video, distribuito da 102 Distribution, il thriller, molto intrigante, del regista greco Alexandros Avranas, che fece scalpore alla Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia di otto anni fa con Miss Violence, con cui si è aggiudicato finanche il Leone d’Argento, con Jim Carrey, Charlotte Gainsbourg, Marton Csokas, Robert Wieckiewicz, Agata Kulesza e tanti altri, si basa su una storia vera raccontata in un articolo di David Grann sul The New Yorker e prende le mosse dalla vicenda di Tadek, l’ultimo poliziotto onesto della Polonia che indaga sul vecchio caso irrisolto dell’assassinio di un abituale frequentatore di un club bondage BDSM, The Cage, dove si è recato spesso anche lo scrittore Kozlow, che ha per compagna una delle ragazze del club e che in un romanzo ha raccontato un omicidio praticamente identico. Ma… Da vedere.

Standard
Cinema

“Proxima”

di Gabriele Ottaviani

Proxima. Di Alice Winocour. Con Matt Dillon, Zélie Boulant-Lemesle, Lars Eidinger, Sandra Hüller, Aleksey Fateev e soprattutto Eva Green, talentuosa e con un fascino magnetico che conquista e che mette bene al servizio anche di questa storia piacevole e coinvolgente, per un film ben confezionato, presentato non a caso al Festival di Toronto di due anni fa, e interessante a vedersi, disponibile grazie a Koch Media su Sky, Infinity, Tim Vision, Rakuten TV, Chili, Itunes, Google Play e YouTube. La pellicola indaga il cosmo, è proprio il caso di dirlo, di pressioni, sentimenti ed emozioni che incombe su Sarah, donna, madre e astronauta, che si sta preparando per dodici mesi a stare lontana dalla sua bambina di otto anni… Intenso.

Standard
Cinema

“Music”

di Erminio Fischetti

Uno dei film di cui senza dubbio più si sta parlando in questa complessa stagione cinematografica è ora disponibile on demand (qui) fino al 28 febbraio: si tratta di Music, di Sia, cantautrice sensibile, interprete formidabile, artista eclettica, enigmatica e profonda che, pescando a piene mani anche dal sostrato del cinema australiano, che rielabora a suo modo, non sempre con piena efficacia, si cimenta, con passione, empatia, buona fede e ingenuità, con la regia, volendo raccontare, attraverso lo strumento del musical, una storia, che talvolta patisce la giustapposizione dei pezzi musicali sviluppati con estetica da videoclip, di celebrazione della vita nonostante le avversità, di integrazione della differenza, di amore per la bellezza e soprattutto per il potere salvifico delle note (magnetica la colonna sonora). Si è detto delle polemiche, esplose specialmente in seguito alle due candidature della pellicola, girata in realtà nel 2017 e sugli schermi solo ora, a questa edizione dei Golden Globe: il film è stato accusato di raccontare il disagio in maniera stereotipata e non avvalendosi di protagonisti che siano realmente connotati da caratteristiche come quelle che vengono descritte. In tutta onestà la querelle però appare eccessiva, figlia più che altro di questo tempo che vive di estremismi, che troppo spesso considera la linearità come qualcosa non solo di banale ma persino di colpevole e che a furia di agitare il vessillo del pericolo del revisionismo e dell’ipocrisia si fa revisionista e ipocrita alla massima potenza e si disinteressa completamente dei problemi che dice di voler mettere al centro dell’attenzione: viene alla mente lo sbigottimento di Cate Blanchett alla Festa del cinema di Roma quando le fu chiesto che effetto le avesse fatto interpretare un’omosessuale non essendolo. La risposta fu da Oscar (e lei ne ha vinti due): sono un’attrice. Music è la storia di un’adolescente che inizialmente vive in un quartiere difficile di New York con la nonna ma poi di lei si prende la cura la sorellastra, che ha il doppio dei suoi anni, un passato di tossicodipendenza, un presente di spaccio e… Buone le prove di Kate Hudson e Leslie Odom jr., soprattutto dal punto di vista canoro.

Standard
Cinema

“Molly monster”

di Gabriele Ottaviani

Molly monster. Per tutti i piccini e non solo è disponibile su Prime Video, distribuito da 102 Distribution, Molly Monster – Il Film, lungometraggio di animazione già vincitore del Calice d’Oro per l’Animazione al diciannovesimo Shanghai International Film Festival diretto da Ted Sieger, Matthias Bruhn e Michael Ekbladh, tratto dalla serie tv in onda su Rai YoYo che racconta la storia di un personaggio iconico, celebrato persino dalle Poste Svizzere con due francobolli, una simpatica mostriciattola che vive con la famiglia a Mostrolandia e, tra un’avventura e l’altra, insegna a tutti noi la policroma bellezza della differenza. Da vedere.

Standard
Cinema

“Collective”

di Gabriele Ottaviani

Collective. Di Alexander Nanau. Con Cătălin Tolontan, Mirela Neag, Camelia Roiu, Tedy Ursuleanu, Vlad Voiculescu, Răzvan Lutac, Narcis Hogea e Nicoleta Ciobanu. Vincitore, verrebbe da dire con pieno merito, del premio per il miglior documentario agli EFA dell’anno scorso, e in corsa per molti altri riconoscimenti internazionali, dal diciotto di febbraio sulla piattaforma I Wonderfull, è il solito – ma fossero tutte così piacevoli le abitudini – eccellente film made in Romania. Dopo che il trenta ottobre di sei anni fa un terribile incendio provoca la morte di ventisette persone in un nightclub di Bucarest, il Colectiv, le autorità e il governo di Victor Ponta rassicurano il popolo sul fatto che i feriti, oltre un centinaio, riceveranno le cure necessarie presso strutture di eccellenza. Peccato che, col passare delle settimane, le vittime continuino a crescere, tanto che i reporter della Sports Gazette iniziano a indagare e proprio in quel momento una soffiata smaschera la Hexi Pharma, un’azienda locale il cui capo muore in circostanze misteriose, e il Ministro della Salute si dimette in silenzio mentre scoppiano tumulti: ma non è che l’inizio…

Standard
Cinema

“Wild Indian”

di Gabriele Ottaviani

Wild Indian. Di Lyle Mitchell Corbine jr., con Michael Greyeyes, Chaske Spencer, Jesse Eisenberg, Kate Bosworth, Phoenix Wilson, Julian Gopal e tanti altri. Un viaggio personale fisico e interiore per esplorare i propri demoni, tra assimilazione e identità, risentimento ed elaborazione, diviso in due atti e ben interpretato, che racconta la vicenda dell’integrazione dei nativi americani fra la dimensione della riserva e quella del mondo esterno, in cerca di perdono e accettazione, in primo luogo nei confronti di sé medesimi: un classico e ottimo prodotto da Sundance. Intenso.

Standard
Cinema

“Grit”

di Gabriele Ottaviani

Sessantamila circa. Quanti i morti al momento in Italia per il Covid. Una città intera come Viterbo. Questi sono gli indonesiani che sono stati costretti ad andarsene dall’inarrestabile fiume di fango tossico causato nel duemilasei dalla trivellazioni della società Lapindo: è questo il tema che tratta il potentissimo documentario, riuscito da ogni punto di vista, di Cynthia Wade e Sasha Friedlander, Grit, in anteprima alla sesta edizione dello Slow Film Fest, la kermesse interamente dedicata a una visione della settima arte slow che, organizzata dall’Associazione Culturale Muovileidee, con il contributo della Regione Lazio e il sostegno della Fondazione Cinema per Roma e della CNA Roma, con i Patrocini dei Comuni di Acquapendente e di Antrodoco e di LegaCoop Lazio, con la collaborazione della casa di produzione Wuman Visions, dell’Accademia di Cinema e Televisione Griffith e di Finca (Festival Internacional de Cine Ambiental), e con la media partnership di DaSapere.it, sbarca in streaming da oggi sino a domenica su slowfilmfest.stream, in collaborazione con la piattaforma ODDB e fino al quindici di dicembre con incontri online e passeggiate. Da non perdere.

Standard
Cinema

“I am Greta”

di Erminio Fischetti

I am Greta. Distribuito da Koch Media, da oggi su Chili, che per l’occasione lancia anche una speciale vetrina ambientalista incentrata su pellicole che raccontano i cambiamenti climatici e il movimento che combatte il riscaldamento globale, dal titolo Fridays For Future, il documentario di Nathan Grossman, una testimonianza tangibile di un impegno concreto, appassionato e necessario per la salute di tutti, in un mondo malato in cui anche l’orrore del Covid ha dimostrato quanto sia grave lo sfruttamento della natura e l’inquinamento con cui appestiamo l’aria che respiriamo, è assolutamente da vedere. Presentato anche all’ultima edizione della mostra d’arte cinematografica di Venezia, il film sull’attivista adolescente svedese, amata da molti e vittima di attacchi tremendi sotto ogni aspetto da altrettanti, ripercorre con dovizia di particolari e stile fruibile e divulgativo, attraverso filmati di repertorio ma non solo, le tappe del percorso della portavoce delle nuove generazioni tradite dalla politica che ha sperperato le ricchezze che spettavano loro, la ragazza dalla spiccata sensibilità, consapevole e fiduciosa nella scienza, che in troppi però non ascoltano, la quale, scioperando ogni venerdì per sensibilizzare sulla cronica, terribilmente attuale e drammaticamente ignorata tragedia dell’ambiente – la Terra, l’unico pianeta che abbiamo, la nostra casa, è in fiamme, sostiene Greta Thunberg, e quando la casa brucia bisogna salvare il salvabile senza tergiversare – è riuscita pian piano ma con sempre maggior veemenza a farsi sentire in tutto il mondo e a conquistare, entusiasmare, ispirare e coinvolgere intellettuali, capi di stato e di governo, finanche personaggi del mondo dello spettacolo come Jane Fonda, sua convinta ammiratrice, come ha testimoniato di recente anche durante un’intervista alla tv italiana: da non perdere.

Standard
Cinema

“Vertical conquests”

di Gabriele Ottaviani

Vertical conquests. Da domani sulle piattaforme iTunes, Chili, Google e Microsoft, distribuito da 102 Distribution, il documentario ben diretto e ben realizzato da Rosa Chiara Scaglione, che valica ogni pregiudizio sul tema che tratta e costruisce una solida narrazione che induce alla riflessione, conduce lo spettatore in un interessante percorso attraverso la terza generazione della nuova avanguardia artistica della street art planetaria, nomi di grido, ma comunque da scoprire e riscoprire, come per esempio Borondo, Gaia, Sten & Lex, Mentalgassi, Jeff Aerosol, Rero, Sbagliato, Hyuro, DALEast, Faith47 e Sam3: da vedere.

Standard
Cinema, Intervista

Davide Cancila e il Cacciatore di Ghiaccio

di Gabriele Ottaviani

Davide Cancila è il regista di The iced hunter: Convenzionali ha la grande gioia di intervistarlo per voi.

Chi è il Cacciatore di Ghiaccio?

Il Cacciatore di Ghiaccio è un personaggio dotato di poteri straordinari, una sorta di eroe fantastico che però è costretto a utilizzarli per gli scopi di qualcun altro, che lo sfrutta come se fosse un’arma. È figlio di un immaginario anni ’80 e ‘90, di influenze fumettistiche, cinematografiche e in parte anche videoludiche, ma soprattutto è un personaggio che alla fine cerca solo l’amore, un po’ come tutti nella vita. È un personaggio a cui sono sempre stato molto legato, tanto da aver realizzato due cortometraggi che lo vedono protagonista.

Come nasce questo film?

Il film nasce dal tentativo di fare un remake del corto originale; parlando con un altro noto videomaker italiano mi è stato proposto di scrivere un lungo e così è nata la prima stesura della sceneggiatura, inizialmente concepita come un horror molto crudo. Poi una volta che mi sono ritrovato a gestire il tutto da solo sono state apportate delle modifiche, avvicinando maggiormente il racconto alle mie corde.

Come ha scelto gli attori?

Con alcuni membri del cast avevo già avuto occasione di collaborare, tanto che i personaggi di “Rafael” e “Alexei” sono stati scritti appositamente sui loro interpreti, rispettivamente Alex Lucchesi e Alessio Cherubini. Gli altri sono stati poi scelti sempre nell’ambito del cinema indipendente: Federico Mariotti per esempio l’avevo già conosciuto e apprezzato in alcuni cortometraggi, mentre Ivan King aveva le caratteristiche fisiche perfette, nonché la passione, che stavo cercando. A tal proposito, vorrei fare un  ringraziamento in particolare a Camilla Daldoss, che, oltre a occuparsi di gran parte delle riprese, ha trovato molti validi membri del cast del film.

Cosa la affascina di più dei generi horror e fantasy?

Sono generi che ho sempre adorato fin dalla più tenera età per il loro carattere intrinsecamente “sognante”. Poi crescendo ho iniziato ad apprezzarne il valore metaforico, in quanto secondo me l’horror e il fantasy rendono al meglio quando vengono utilizzati come mezzo per raccontare altro.

Prossimi progetti?

Al momento sto terminando alcuni cortometraggi, ma c’è l’idea di dedicarsi a un nuovo lungometraggio: riguardo “The Iced Hunter”, ricordo che ha un finale volutamente aperto e tante domande in attesa di risposta…

Standard