arte

Culla di roseo universo

20170615002527-466bbc8dPubblicazione a cura della redazione del comunicato stampa

Dal 5 al 12 settembre 2017 Loft Gallery Spazio MatEr, in via Ludovico Muratori 11 Piazza Iside Roma, presenta “Culla di Roseo Universo”, la prima mostra personale nella Capitale dello scultore romagnoloGiuliano Cardellini.

L’esposizione, a ingresso libero e gratuito, sarà visitabile dal martedì al sabato, dalle 15,30 alle 19,30, la domenica su appuntamento.Martedì 5 settembre dalle ore 18.30 alle 22.00 l’inaugurazione in galleria.

Martedi 5 settembre alla ore 19.30 performance dell’artista.

LA MOSTRA

Il nuovo progetto espositivo dell’Artista romagnolo – di circa quattordici opere tra pittura e scultura – è l’incontro tra Materia, con ferro e acciaio, e Pittura, con un blu carico di infinito e sacralità, per rappresentare la sua più recente e profonda emozione, in riferimento al concetto dell’Universo. Il “Cosmo” di Giuliano Cardellini è simile ad un “notturno indiano”, un viaggio tra illusione e specularità, dove l’intenso blu scuro – caratteristico dell’artista romagnolo – invade lo spazio creando – attraverso oggetti di uso comune e quotidiano, in un ready-made duchampiano – ingranaggi sacri della  Vita: bulloni, viti, chiodi, diventano gli elementi di mappe stellari di particolare splendore e di indiscussa unicità.

“Culla di Roseo Universo” sembra infatti reinterpretare in chiave contemporanea la più antica mappa stellare rappresentata nel Disco di Nebra ed il messaggio sociale e artistico che Giuliano Cardellini trasmette in questa prima esposizione romana è proprio quello di riuscire a conservare dentro noi quella capacità di meravigliarci davanti ad un cielo stellato,perché non siamo più abituati ad alzare lo sguardo e cercare un contatto con l’universo e la visione dello  straordinario tappeto di luci  andrebbe preservata così come la conoscenza diffusa dell’astronomia che per millenni ha connesso l’Uomo al  Cosmo.  In questa produzione Giuliano Cardellini compie una straordinaria azione intellettuale attraverso cui l’arte viene privata della sua finalità e caratterizzazione estetica, per configurarsi come un atto puramente psicologico grazie al quale l’artista eleva l’oggetto in una dimensione in cui è “arte in potenza” e l’atto che lo qualifica è la libera operazione mentale dell’artista, sostituendo il binomio di “pittura-pittura” con quello di “pittura-idea”

IL TESTO CRITICO

Come ci racconta la curatrice: “Attraverso un processo si rielaborazione della realtà, in cui la ricerca si fonde con la fantasia, Giuliano Cardellini conduce il suo pubblico in un viaggio nella “Coscienza”. La Sostenibilità, l’Inclusione, l’Amore e la Bellezza sono la chiave di lettura di tutta la sua produzione. Il percorso espositivo è un viaggio sulle tracce intime dell’artista, sulla sua ricerca dell’amore universale. Cardellini esplora, con consapevolezza innovativa, linee e colori appassionanti e dal suo tocco originali.Come scrive la critica Emiliano sulle sua serie dei blu: “Egli utilizza oggetti residuali “rubati” alla meccanica come: viti, bulloni e dadi, accompagnando il pubblico all’interno di un racconto onirico. La materia, quindi, si adagia sulla tela cristallizzata e viene avvolta da un colore blu intenso, perde il suo peso specifico per definire un nuovo ruolo.”

BIOGRAFIA

Giuliano Cardellini vive e lavora a Morciano di Romagna nel suo Atelier d’Arte GC. Sin da piccolissimo scrive poesie, disegna a colori e crea aforismi. Si appassiona, da fanciullo, di fotografia senza mai lasciarla. L’incontro, diversi anni fa, con le opere del conterraneo Raffaello Sanzio lo iniziano alla pittura,come la vicinanza ad Arnaldo Pomodoro e Umberto Boccioni originari di Morciano, da cui il suo approccio anche alla scultura”. Ha pubblicato oltre trentacinque video sulla sua variegata attività artistica, due libri di poesia e vinti numerosi premi letterari. Ha partecipato a numerose mostre personali e collettive in Italia e all’Estero: Venezia, Cattolica, Rimini, Verona, Gubbio, Pesaro, Osaka, Londra, Monte Carlo, Reggio Emilia e New York. http://www. giulianocardellini.com

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arte

“La figura umana nell’arte moderna”

KIRCHNERdi Gabriele Ottaviani

Inaugurata a giugno e aperta al pubblico sino al quindici di ottobre nel meraviglioso e raffinato spazio espositivo del Museo Castello San Materno di Ascona, di recente restaurato, a brevissima distanza dall’omonimo teatro e dal cimitero monumentale dove riposano le spoglie mortali dei più illustri personaggi che hanno scelto la località ticinese come loro dimora d’elezione, oltre a tutti coloro che vi sono nati e vissuti, la mostra che raccoglie opere provenienti da collezioni private elvetiche e tedesche e firmate da uomini e donne che hanno fatto dell’arte la loro vita e della loro stessa esistenza un’opera d’arte, come Lovis Corinth, Otto Dix, Erich Heckel, Karl Hofer, Ernst Ludwig Kirchner, Otto Mueller, Emil Nolde (straordinari i suoi acquerelli su carta di riso), Hans Purrmann, August Macke, Paula Modersohn-Becker, Christian Rohlfs, Hans Thuar e Alexej Jawlensky, è un’occasione da prendere al volo per immergersi in un mondo che, pur non essendoci più, parla ancora oggi allo spettatore, al visitatore, al fruitore dell’opera d’arte. Nella gran parte delle tele raccolte, infatti, è vivo e centrale il ruolo della figura umana, sintesi e misura di tutte le cose, riverbero della realtà spersonalizzante che a cavallo tra la fine del diciannovesimo secolo e l’inizio e i primi bellicosi decenni del cosiddetto secolo breve ha portato a più livelli l’artista a riflettere sulla natura stessa dell’uomo. Da Lovis Corinth a Alexej Jawlensky. La figura umana nell’arte moderna è un viaggio alla scoperta delle mille forme dell’io, un’occasione preziosa di scoperta e conoscenza.

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arte

“Nouveaux réalistes”

Arman_Le_Sénatdi Gabriele Ottaviani

All’interno della splendida cornice, ricca di suggestioni che valicano le diverse epoche e consentono al visitatore di fruire di una esperienza a trecentosessanta gradi per quel che concerne l’arte e il suo valore, al contempo tangibile perché fatto di oggetti concreti e immateriale perché afferente alla dimensione dell’intelletto, della bellezza, del piacere della mente, che diviene però sensoriale, del palazzo che ospita il museo comunale d’arte moderna di Ascona, nel Canton Ticino (nato nel millenovecentoventidue, custodisce opere straordinarie di artisti legati tanto alla località da esservi in qualche caso addirittura sepolti, come Marianne Werefkin, la cui sensibilità è insieme postimpressionista, espressionista e gravida di significati di impegno civile, sociale, politico, persino nei ritratti di figure umane, portatrici sempre di numerosi significati), ha luogo fino al tre di settembre una mostra intitolata Nouveaux rèalistes. Ovvero, come finanche il rifiuto possa diventare oggetto d’arte ed espressione di una sensibilità capace di racchiudere nell’unico il molteplice, e di rappresentare l’eternità delle istanze, dei desideri, delle domande che l’uomo si pone da sempre in merito al senso dell’esistere attraverso utensili d’uso comune come bollitori, ferri da stiro o telefoni che, non più avvezzi alla funzione per cui sono stati concepiti, acquistano nuova vita diventando simboli, allegorie della caducità, frammenti, istantanee fissate in un cubo di materiale acrilico, o sui più vari supporti, con la tecnica dell’assemblage. Ottanta opere dei protagonisti del Gruppo Zero e non solo (Arman, Klein, César, Rotella, Deschamps, Hains, Raisse, de Saint Phalle, Villeglé, solo per citare i più celebri), raccolte e recuprate da Mara Folini e Reto a Marca, grande mercante i cui vivi ricordi si fanno dono per la collettività. Un’occasione da non perdere.

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arte, Cinema

La grande arte al cinema

La Grande Arte 2017Pubblicazione a cura della redazione del comunicato stampa

LA NUOVA STAGIONE DELLA GRANDE ARTE AL CINEMA

 

presenta

 

LA VIA DELL’ARTE TRA ORIENTE E OCCIDENTE

 

 

I MUSEI PIU’ ACCLAMATI DEL MONDO E GLI ARTISTI PIU’ AMATI

DI SEMPRE PROTAGONISTI SUL GRANDE SCHERMO

PER PERCORRERE LA VIA DELL’ARTE TRA I CAPOLAVORI

DELLA CULTURA OCCIDENTALE E QUELLI DELL’ESTREMO ORIENTE

 

Il British Museum di Londra con il più famoso pittore giapponese di tutti i tempi, Hokusai,

il Prado di Madrid con i sogni, gli incubi e gli animali esotici di Bosch, la Venezia di Canaletto,

le pennellate di Loving Vincent con la passione di Van Gogh per il Giappone

e l’arte eclettica di Julian Schnabel arrivano nelle sale dal prossimo autunno

 “Non è quasi una vera religione quella che ci insegnano questi giapponesi così semplici che vivono in mezzo alla natura come se fossero essi stessi dei fiori? Non è possibile studiare l’arte giapponese, credo, senza diventare molto più felici, senza tornare alla nostra natura nonostante la nostra educazione e il nostro lavoro nel mondo della convenzione” 

Vincent Van Gogh al fratello Theo, 24 settembre 1888

 

Provate a immaginare di entrare in alcuni dei musei più conosciuti al mondo per una visita privata. Solo voi e le vostre guide d’eccezione. Niente fila, niente folla davanti alle opere, niente confusione. Proprio dal desiderio di offrire questa nuova esperienza di visione e scoperta è nata l’idea della Grande Arte al Cinema, un fenomeno sempre più amato che lo scorso anno ha portato in sala 190.000 spettatori solo in Italia. Non con l’obiettivo di sostituirsi alla “visite dal vivo” ma, al contrario di invogliarle, stimolarle e renderle ancora più piacevoli e arricchenti.

Così da settembre a dicembre 2017 Nexo Digital proporrà nelle sale italiane (elenco a breve disponibile su www.nexodigital.it) un nuovo calendario di eventi cinematografici che, grazie alla tecnologia del cinema digitale, faranno vivere su grande schermo tutta la ricchezza delle mostre, degli artisti e dei musei più importanti del mondo. Quest’anno ogni tassello di questo percorso di scoperta si proporrà di offrire una prospettiva diversa sulla storia dell’arte e sui suoi protagonisti, percorrendo un ideale fil rouge che unisce Oriente e Occidente in un dialogo straordinario. Perché sin dai tempi più antichi scambi e suggestioni fecero in modo che le arti, da un lato all’altro del pianeta, dialogassero e si confrontassero in un reciproco influenzarsi di stili e temi, linguaggi e creatività.

Così proprio dal Paese del Sol Levante si partirà il 25, 26 e 27 settembre con Hokusai dal British Museum, un tour nella mostra del British Museum di Londra dedicata a Hokusai (1760-1849), l’artista che ha rivoluzionato l’arte occidentale folgorando gli impressionisti e lo stesso Van Gogh. Un’indagine, con riprese in 8K, sul più grande artista giapponese di tutti i tempi, autore di capolavori assoluti come la Grande Onda, xilografia della serie dedicata alle Vedute del monte Fuji. Esplorazioni nelle città di Tokyo, prestiti dalle più importanti collezioni europee e giapponesi, libri illustrati, dipinti e incisioni raccontano, grazie agli interventi di esperti, la nascita e lo sviluppo dello stile ukiyo-e e del mito assoluto di Hokusai.

L’arte giapponese -e quella di Hokusai più di tutte- seppe ammaliare artisti, collezionisti e studiosi dell’Ottocento segnando la storia di un’epoca. Così il 16, 17, 18 ottobre ci trasferiremo in Europa con l’attesissimo Loving Vincent, il primo lungometraggio interamente dipinto su tela. Realizzato elaborando le tele dipinte da un team di 40 artisti, il film è composto da migliaia di immagini, create nello stile di Vincent van Gogh (1853-1890), da pittori che hanno lavorato per mesi per arrivare a un risultato originale e di enorme impatto. Opera dello studio Breakthru productions -vincitore dell’Oscar per il cortometraggio animato Pierino e il lupo- il film racconta, attraverso 120 quadri e 800 documenti epistolari, la vita dell’artista olandese fino alla morte misteriosa, avvenuta a soli 37 anni e archiviata come caso di suicidio. Ma le cose andarono davvero in questo modo? Un team d’eccezione ha dato vita a un lungometraggio poetico e seducente che mescola arte, tecnologia e pittura e che sta appassionando ancor prima dell’uscita tanto da aggiudicarsi anche il Premio del Pubblico al Festival d’Annecy. Loving Vincent è distribuito in collaborazione con Adler.

Il 7 e 8 novembre faremo un salto indietro nel tempo e nella storia dell’arte con Bosch. Il giardino dei sogni. Il film ci condurrà tra le sale del Museo del Prado per un’indagine straordinaria sulle visioni surreali e strazianti del genio del rinascimento olandese e sul suo capolavoro: il Giardino delle Delizie, l’opera in cui compaiono, tra l’altro, animali esotici come leoni e giraffe oltre a una ricca iconografia che attinge a quella dell’Antichità e dell’Asia medievale. Il documentario proporrà le musiche di Elvis Costello e Lana Del Rey e gli interventi di Ludovico Einaudi, Orhan Pamuk, Salman Rushdie, Cees Nooteboom… Artisti, scrittori, filosofi, musicisti e scienziati contemporanei discuteranno così sui significati del dipinto di Bosch (1453-1516) spostando il dibattito nell’era moderna. Non potrebbe essere altrimenti per un pittore che per certi versi seppe anticipare di secoli il surrealismo di Dalì.

Il 27, 28 e 29 novembre esploreremo (via acqua naturalmente) la città più bella del mondo, storico crocevia fra Oriente e Occidente. In Canaletto a Venezia, infatti, il racconto che il celebre pittore fece di Venezia viene percorso attraverso le opere conservate al Windsor Castle e a Buckingham Palace e grazie a uno splendido tour cinematografico attraverso la laguna. La storia della vita dell’artista si snoderà così tra calli, piazze e canali che ne furono il principale scenario e che Canaletto (1697-1768) seppe immortalare come nessun altro pittore al mondo. Grazie ai commenti e agli approfondimenti dei curatori del Royal Collection, il film spiegherà anche come le opere di Canaletto siano giunte da Venezia sino alle collezioni reali inglesi.

L’ultimo appuntamento della stagione sarà invece con l’arte contemporanea. Dalla Venezia di Canaletto, infatti, ci sposteremo ai tempi moderni con Julian Schnabel, un artista eclettico capace di fare da ponte fra Est e Ovest, assimilando culture diverse e aprendo nuove strade all’arte. Così il 12 e 13 dicembre grazie a Julian Schnabel. A Private Portrait scopriremo la vita e le opere di un uomo che, grazie a un talento straordinario, diventa uno dei più grandi artisti e registi della sua generazione, firmando capolavori cinematografici come Prima che sia notte (Leone d’argento al Festival di Venezia) e Lo scafandro e la farfalla (miglior regia al Festival di Cannes, due Golden Globe e la nomination come miglior regista agli Oscar). In un mix di video privati, aneddoti familiari e testimonianze degli amici (Jeff Koons, Al Pacino, Bono, Willem Dafoe…), il regista Pappi Corsicato traccia un profilo intimo e originale di Schnabel regalando allo spettatore un accesso esclusivo alla vita privata e artistica di una delle figure più complesse e affascinanti del nostro tempo.

La Grande Arte al Cinema è distribuita in esclusiva per l’Italia da Nexo Digital con i media partner Sky Arte HD e MYmovies.it.

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arte

White canvas

images.jpegPubblicazione a cura della redazione del comunicato stampa

Galleria Arti in corso – Magliano in Toscana (Gr)

 

In occasione della mostra personale di Giuliano Cardellini “Luce e Blu”

si terrà una Live Performance dell’artista con lettura ad opera di Dianora Tinti

 di una selezione di poesie dell’artista

 

sabato 24 giugno 2017

Dalle 19 a mezzanotte

 

A cura di Sveva Manfredi Zavaglia

Testo critico di Giusy Emiliano

 

Nell’antico borgo di Magliano, presso la sede dell’associazione culturale e galleria d’arte contemporanea Arti in Corso, si terrà la performance dell’artista “White canvas” in occasione della mostra in corso “Luce e Blu” curata da Sveva Manfredi Zavaglia.

L’opera che l’artista Giuliano Cardellini realizzerà sarà del tutto nuova e accompagnerà il percorso dell’esposizione che vede già dieci opere scultoree a muro ed eseguite con tecnica mista.. “L’artista_ come sostiene la curatrice _ propone un’ampia riflessione sui temi che nel tempo hanno coniugato poesia e arti visive, tracciando nuovi modi di vedere l’intangibile”.

“Anima laboriosa” per la ricchezza emotiva e la ricerca rigorosa di linguaggi inediti, Cardellini è un artista poliedrico, di grandissima personalità, pittore, scultore, poeta, sempre alla ricerca di nuovi idiomi artistici e sfide tematiche. Nelle opere in mostra, in cui incide brevi versi poetici, leggibili dall’ombra proiettata sul muro grazie all’incisione o delineati da luci a led, la lamiera sostituisce il supporto tradizionale della tela, Le opere in blu, le stesse che danno ragione del nome dell’esposizione, presentano una gradazione scura ma luminosa, frutto di una precisa ricerca cromatica. Qui la materia diventa spessa e mentre crea figure, compone una sorta di atolli formati da materiali ferrosi e di risulta. Come scrive Giusy Emiliano nel testo critico che accompagna il catalogo: “Egli utilizza oggetti residuali “rubati” alla meccanica come viti, bulloni e dadi, accompagnando il pubblico all’interno di un racconto onirico. La materia, quindi, si adagia sulla tela cristallizzata e viene avvolta da un colore blu intenso, perde il suo peso specifico per definire un nuovo ruolo quale è chiamata a interpretare”.

La tecnica e il linguaggio usati da Cardellini negli ultimi lavori, dove i versi poetici sono presenti nei titoli o si fondono in elaborati materici, creando quadri-scultura in cui anche il colore vivo contribuisce a creare un’unità estetica/concettuale, potrebbero far pensare a una ripresa della corrente della poesia visiva (la corrente di avanguardia degli anni ’60- ’70). Ma ciò avviene solo in parte poiché non solo i toni sono smorzati ma prevalgono connotazioni ironiche e di spirito dissacratorio tipiche di una temperie storica precisa, mentre in Cardellini si predilige l’aspetto intimista e lirico, l’osservazione della natura, la percezione dei sentimenti.

 

Bio

L’artista Giuliano Cardellini vive a Morciano di Romagna, dove continua la sua ricerca e lavora come artista e poeta nel suo Atelir d’Arte GC.  Ha partecipato a numerose mostre personali e collettive in Italia e all’estero. Ha esposto a Pesaro, Cattolica, Rimini, Verona, Gubbio, Osaka, Rio de Janeiro, Londra,  Monte Carlo, Reggio Emilia, Preganziol e New York. A settembre sarà anche in mostra a Roma. www.giulianocardellini.com.

 

“Luce e Blu” di Giuliano Cardellini dal 17 al 25 giugno 2017

ARTI in CORSO :  Piazza del Popolo –  Magliano in Toscana (Gr)

Performance poetica dell’artista : 24 giugno 2017 dalle 19.00

 

Info

Orari mostra: dal lunedì al giovedì 18.30 – 21.30

Venerdì – sabato – domenica 11-12.30 /18.30 – 21.30

A cura di : Sveva Manfredi Zavaglia – smanfredizavaglia@gmail.com

Testo critico : Giusy Emiliano

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arte, Intervista

Fabio Strinati, l’arte e la vita

19243516_10211049548848091_1535490781_o.jpgdi Gabriele Ottaviani

Ha un gran talento, è giovanissimo e brillante: noi di Convenzionali siamo onorati di aver conosciuto Fabio Strinati.

Qual è il valore dell’arte nella società e cosa rappresenta per te?

Per me l’arte rappresenta oltre che una missione e un credo profondo, anche un’assoluta salvezza del corpo e dello spirito da questa società che corre come un cavallo folle e che presto o tardi si azzopperà lungo la strada senza possibilità di guarigione.

Di che cosa parlano le tue raccolte poetiche?

Nelle mie raccolte poetiche tendo a parlare il meno possibile di me, anche se poi, non riesco a restarne fuori totalmente. Scruto me stesso, osservo gli altri e le cose come fossero parte di me, e così, finisco per immergermi a pieno in questa babele di sentimenti e sensazioni tanto da rimanerne pienamente coinvolto. A volte ne esco fuori più forte di prima, mentre in altre occasioni me la cavo con dei pochi ma simpatici strapazzamenti. In definitiva parlo di tutto ciò che non possiamo vedere e di tutto quello che non possiamo toccare; l’uomo ha bisogno di guardare oltre per capire se stesso e il mondo che lo circonda.

Quali analogie ci sono fra un’antologia e una composizione musicale?

Una poesia è una raccolta di sentimenti mentre una raccolta di poesie rimane pur sempre una raccolta di poesie. Come meccanismo non è poi molto complesso. Il discorso cambia quando bisogna far paragoni ( a mio avviso forzati ) fra un’antologia e una composizione musicale. La musica si muove su territori dove la luce è sempre ben presente; il suono vive di luce nei momenti dove la tristezza s’incunea dentro la nostra ispirazione, mentre si nutre di buio molto raramente. Il suono tende a soccombere quando il buio inizia ad avvolgere tutto. La poesia, invece, prospera in quei luoghi dove luce e buio si alternano inesorabilmente; poi ancora non ho ben capito dove si trovi il poeta, ma questo è un altro discorso.

Cos’è per te il pianoforte?

Il pianoforte è tutto: un compagno di viaggio, il mio miglior amico, la mia fidanzata, la mia prostituta.

Quando hai deciso di voler essere un poeta, uno scrittore, un musicista?

Io non credo di essere né un poeta né un musicista e lo dico con molta sincerità. Scrivo poesie, suono e compongo musica, ma tutto qui. Quello che faccio è una palestra per tenere in forma i miei pensieri, ma anche per controllarli da vicino.

Che rapporto c’è secondo te fra arte e natura? Nelle tue poesie il legame appare molto forte.

La natura crea un legame forte su tutto ciò che la circonda, e di conseguenza, non può non creare un legame stabile e forte con la poesia. Il vero problema è  l’uomo, che pur avendo un forte legame con la natura è entrato in conflitto con essa senza precedenti e senza senso. Le mie poesie nascono in particolari luoghi e in determinati momenti, ma vivono e trovano spazio in altri luoghi e in altri momenti. Quando scrivo penso a tutt’altro.

Qual è per te la caratteristica fondamentale della condizione umana?

Dovremmo chiederlo a Renè Magritte o ad Andrè Malraux.

Qual è il ruolo dell’artista nella società contemporanea?

Ha un ruolo molto complicato, ma, per questo, non meno affascinante. Deve lottare, sgomitare, barcamenarsi e soprattutto, uscire di casa con una torcia elettrica sempre a presso. Io, con tutta onestà, posso dire di essermi salvato, infatti, lavoro la terra e mi reputo  un mezzo artista della campagna. Un mago della patata!

Quali sono i tuoi modelli di riferimento?

Direi Beethoven per la genialità e la follia, Chopin per l’eleganza della sua musica. Poi, Dino Campana per la sua espressività di annientamento e di purezza.

La poesia e il libro che avresti voluto scrivere, la musica che avresti voluto comporre.

La Pioggia nel pineto di Gabriele D’Annunzio e il Concerto per pianoforte in La minore di Edvard Grieg.

I tuoi prossimi progetti?

A breve uscirà una mia raccolta poetica dal titolo “Periodo di transizione”. Una raccolta bilingue, italiano/rumeno, tradotta da Daniel Dragomirescu con prefazione di Michela Zanarella.

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arte

Il giardino ritrovato – Programma

Bolero foto di ©Jean-Charles Verchere (4)PALAZZO di VENEZIA

14 giugno – 15 settembre 2017 – ore 21,00

 

Mercoledì 14 giugno

Emio Greco I Pieter C. Scholten – Ballet National de Marseille

“Two/Bolero” – danza contemporanea

 

Sabato 17 giugno

Richard Galliano

“New Musette Quartet” –  musica

 

Martedì 20 giugno

Alessandro Sciarroni

“Joseph_Kids” – danza contemporanea per bambini e adulti

 

Mercoledì 28 giugno

Virginie Brunelle – Canada

“Foutrement” – danza contemporanea

 

Lunedì 3 luglio

Fabrizio Arcuri

“I, Banquo” – teatro

 

Martedì 11 luglio

MK – Michele di Stefano

“Robinson” – danza contemporanea

 

 

Mercoledì 12 luglio

Fabrizio Bosso & Paolo Silvestri Orchestra

“THE CHAMP to Dizzy ” – musica

 

Martedì 18 luglio

Marco Baliani

“Del coraggio silenzioso” – teatro

 

Lunedì 24 luglio

Michelangelo Campanale

“L’abito nuovo” – teatro

 

Giovedì 27 luglio

TPO – Teatro di Piazza o d’occasione

“Kindur – vita avventurosa delle pecore in Islanda” – teatro, danza, arti visive per bambini ed adulti

 

Martedì 1 agosto
Emma Dante
“Verso Medea” – spettacolo concerto

 

Domenica 6 agosto

Peppe Servillo & Solis String Quartet

“Presentimento” – musica

 

Sabato 12 agosto

Orchestra Roma Sinfonietta

“Serata Gershwin” – musica

 

Martedì 22 agosto

Le Supplici/ Fabrizio Favale

“Hekla” – danza contemporanea

 

Lunedì 28 agosto

Roberto Abbiati – Leonardo Capuano

“Pasticceri io e mio fratello Roberto” – teatro

 

Domenica 3 settembre

Sollima e l’Orchestra notturna clandestina

“A clandestin night in Rome” – musica

 

Venerdì 8 settembre

Armone Caruso

“Hikikomori” – teatro

 

Martedì 12 settembre

Kinkaleri

“Butterfly” – danza contemporanea per bambini ed adulti

 

Venerdì 15 settembre

Nicola Piovani

“Nicola Piovani in sestetto” – musica

 

 

 

PALAZZO di VENEZIA

Giovedì 22 giugno

 

 

 

In occasione dell’inaugurazione mostra

“I labirinti del cuore”

 

Video installazione nella Sala delle Battaglie a cura di

 Luca Brinchi e Daniele Spanò

“Hortus Somnii” – musica live

 

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