71. berlinale

“The first 54 years”

di Gabriele Ottaviani

The first 54 years. Alla Berlinale. L’occupazione israeliana dei territori palestinesi della striscia di Gaza e della Cisgiordania dura da oltre mezzo secolo: che cosa è accaduto in tutto questo lasso di tempo, e come procede una tale situazione? Avi Mograbi si avvale dell’occhio della macchina da presa per indagare la realtà e la logica coloniale che c’è dietro attraverso le testimonianze dei militari coinvolti. Interessante e sorprendente.

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71. berlinale

“Azor”

di Gabriele Ottaviani

Azor. Alla Berlinale. La coproduzione franco-svizzero-argentina di Andreas Fontana con Stéphanie Cléau e il sempre ottimo Fabrizio Ringione racconta con piglio deciso e ottima resa la vicenda di un banchiere coinvolto nelle turbolenze di tipo politico e non solo connesse alla dittatura militare in Argentina: emozionante, intenso, riuscito.

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71. berlinale

“All eyes off me”

di Gabriele Ottaviani

All eyes off me – Mishehu Yohav Mishehui. Alla Berlinale, da Israele. Di Hadas Ben Aroya con Elisheva Weil, Yoav Hait, Leib Lev Levin e Hadar Katz nei ruoli principali di una compagine attoriale giovane, fresca e valida: con intensità si dipinge il ritratto di una generazione decisamente meno libera e risolta di quanto si potrebbe pensare e di quanto spesso ciascuno di coloro che ne fanno parte ostenta di essere, indagando il precariato dei sentimenti e delle relazioni nonché le resistenze concernenti talune fantasie sessuali. Danny ha scoperto di essere incinta, e vorrebbe dirlo al padre del bambino che porta in grembo, ovvero Max, che però ha appena iniziato un’altra relazione con Avishag, che tuttavia in realtà desidera qualcun altro, e… Intrigante.

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