70. Berlinale

“Curveball”

202007125_1_RWD_1380di Gabriele Ottaviani

Curveball. Alla Berlinale. Il sottotitolo – A true story. Unfortunately. – dice già tutto: il film tedesco, decisamente riuscito, di Johannes Naber, con Sebastian Blomberg, Dar Salim, Virginia Kull, Michael Wittenborn, Thorsten Merten e tanti altri, indaga l’ossessione di un uomo, ormai quasi vent’anni fa, che, dopo l’orrore delle Torri Gemelle, è convinto che comunque, nonostante vi siano evidentissime prove del contrario, Saddam Hussein nasconda delle armi di distruzione di massa. E dunque… Potente, destabilizzante, mozzafiato.

Standard
70. Berlinale

“Eyimofe”

eyimofedi Gabriele Ottaviani

Eyimofe. Alla Berlinale. Coprodotto da Nigeria e Stati Uniti d’America, di Arie e Chuko Esiri, con, fra gli altri, Jude Akuwudike, Adetomiwa Edun, Temi Ami-Williams, Cynthia Ebijie e Toyin Oshinaike, il film, intenso e toccante, racconta, attraverso una divisione in due parti, intitolate rispettivamente Spagna e Italia, mete agognate che restano sullo sfondo delle vicende dei protagonisti, che cercano un futuro migliore, più dignitoso, sicuro, umano, felice. Necessario, oggi più che mai.

Standard
70. Berlinale

“Jumbo”

jumbodi Gabriele Ottaviani

Jumbo. Alla Berlinale. Di Zoé Wittock, giovanissima, bellissima, brava e dalla mano sicura, assai promettente. Coproduzione franco-belga-lussemburghese con Noémie Merlant, Emmanuelle Bercot, Bastien Bouillon, Sam Louwyck, Tracy Dossou e tanti altri, è un film straniante, psichedelico, bellissimo, che narra una storia d’amore che ha tutti i colori dell’arcobaleno, anticonvenzionale, appassionata, passionale e appassionante, ribelle, istintiva, eccentrica, potente. Da vedere.

Standard