Libri

“Senza tema!”: conversazione con Pietro Pancamo

di Gabriele Ottaviani

Pietro Pancamo è il curatore della raccolta di poesie Senza tema!: Convenzionali lo intervista per voi.

Da quale idea nasce la raccolta Senza tema!?

Pubblicato a luglio dalle Edizioni Simple di Macerata, il volume nasce dal desiderio di ribellarsi alla moda delle antologie a tema, che troppo spesso imbrigliano e condizionano sia l’ispirazione che la fantasia dei propri autori; ma, essendo un’opera collettanea, scaturisce anche dalla volontà di far circolare, almeno un po’, i testi in versi di quattro validi scrittori: Kikai, Angela Lombardozzi, Tommaso Meldolesi e Fabio Sebastiani. A tal proposito mi permetto di riportare, qui di seguito, alcuni estratti dai commenti critici di cui, in veste di curatore, ho corredato il libro: “Secondo lo storico della musica Massimo Mila, il sentimento predominante, nei brani di Mozart, è una sorta di benefico sorriso fra le lacrime. Io credo di poter dire lo stesso per i versi della brava Kikai. […] Le liriche di Angela Lombardozzi s’improntano invece ad un serrato flusso di coscienza, magistralmente concepito per rispecchiare la concitata e penosa assenza di senso, dalla quale l’esistenza quotidiana di noi uomini è ahimè afflitta. […] E se le poesie di Tommaso Meldolesi prendono le mosse da una tenera o meglio sognante rassegnazione che, pur attraversata sempre da una favilla di speranza, piega spesso il ginocchio dinanzi alle (s)torture dell’esistenza, Fabio Sebastiani, in una continua e ica(u)stica dissolvenza incrociata d’immagini che sfumano rapide l’una nell’altra, ci svela impietoso le piccole miserie del grigiore quotidiano, presentandole come un rito scaramantico a cui noi esseri umani, in nome di una vita completamente ottusa e quindi molto più comoda, ci siamo autoaddestrati e autoaddomesticati con tenacia imperterrita”.

Qual è il ruolo della poesia oggi? E della letteratura?

A mio parere, la poesia italiana non ha più alcun ruolo nella vita dei lettori: infatti è attualmente in balia di imbarazzanti derive intellettualoidi che la rendono troppo fredda e cerebrotica, togliendole qualunque capacità effettiva di coinvolgere il lettore e trasmettergli alcunché. Per quanto riguarda la prosa, e più specificamente la narrativa, io penso che oggi si possa trovare qualcosa di buono solo in quella cosiddetta “di genere”, che se non altro si sforza ancora, almeno in determinati casi, di offrire al lettore storie ben costruite e in grado, perciò, di intrattenere con intelligenza.

Quali sono i suoi prossimi progetti?

La mia “parabola letteraria”, chiamiamola così, è giunta al termine. Potrei dire che l’antologia Senza tema! è stata il mio “canto del cigno”.

Cosa consiglierebbe a chi volesse intraprendere oggi il cammino della scrittura?

Posso solo augurargli buona fortuna. E la auguro anche a voi per la vostra bella rivista.

Standard

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...