Libri

“L’albergo dell’alpinista morto”

di Gabriele Ottaviani

L’albergo dell’alpinista morto, Arkadij Strugackij, Boris Strugackij, Carbonio, traduzione di Daniela Liberti. Intenso, avvincente, brillante, raffinato, articolato, ricco di livelli di lettura e chiavi d’interpretazione, congegnato con mirabile perizia e astuto ingegno, il romanzo conduce il lettore con mano sicura nei meandri di una vicenda che mette in discussione molte certezze: quando difatti l’ispettore Peter Glebski decide di prendersi una pausa dal lavoro per rilassarsi e sciare in tutta tranquillità e si ritira in un remoto chalet tra le montagne sperando di poter oziare in beata solitudine, l’ultima cosa che desidera è essere coinvolto in qualsivoglia indagine. Peccato che il suo stesso programma sia condiviso da una compagine di personaggi decisamente eccentrici e singolari come gli avvenimenti che, tra Shining e Agatha Christie, cominciano a verificarsi e che vedono coinvolti, mentre la coltre di neve si trasforma in una valanga che ostruisce il valico e isola la dimora, un famoso ipnotista, un ricco commerciante, la sua bella moglie, uno scienziato che sembra dedito più che alla ricerca alle arrampicate, per giunta sui muri, un adolescente genderfluid  e un cadavere. Geniale.

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