Cinema

“Gagarine”

di Erminio Fischetti

Candidato ai César come miglior film d’esordio Gagarine – Proteggi ciò che ami, in sala da oggi per Officine Ubu, di Fanny Liatard e Jérémi Trouilh, con Alséni Bathily, Lyna Khoudri, Jamil McCraven, Finnegan Oldfield, Farida Rahouadj, Denis Lavant e tanti altri, è una riuscita pellicola, graziosa, molto ben fatta, forse un po’ già vista, soprattutto nel cinema francese degli ultimi anni, ma sicuramente da scoprire, girata anche con la collaborazione della popolazione locale di Ivry-sur-Seine, uno dei comuni francesi nella periferia di Parigi, amministrati negli anni Sessanta del secolo scorso dai comunisti, che mescola il realismo e il fantastico, il dolore e l’ironia e racconta la storia del comprensorio, costruito nel giugno del 1963 e demolito nell’estate del 2019, Cité Gagarine, dal nome del cosmonauta sovietico, il primo uomo nello spazio, che lo visitò in prima persona, un utopistico progetto abitativo fatto di mattoni rossi e un nuovo modo di intendere la vita insieme, diventato poi negli anni una banlieue, là dove Youri, adolescente di origini africane che sogna di diventare astronauta, è stato accolto e amato nonostante la vita non sia stata generosa con lui, e che lui vuole salvare a ogni costo…

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