Libri

“Pensavo fosse amore, invece era un caso umano”

di Gabriele Ottaviani

Pensavo fosse amore, invece era un caso umano, Claudia Venuti, Sperling & Kupfer. Più che un titolo, la sintesi della situazione sentimentale di ciascheduno: perché alzi la mano chi non si è mai imbattuto in un caso umano, che sembrava a prima vista tanto per benino e invece era un imbecille fatto e finito, che sia uomo, donna, dolce o gabbana, per citare Cremonini dopo la Carrà, non conta. Venuti, con fresca, abile e agile ironia, racconta di Claudia che in un decennio di onorata carriera amorosa si è imbattuta in una pinacoteca che altro che l’Ermitage, figurine che magari fossero state Panini, un “ce l’ho” senza soluzione di continuità in cui non “mancano” il narcisista, il manipolatore, quello con le personalità multiple… Se questo è amore, si è detta, tanto vale metterci una pietra sopra e godermi la mia libertà senza rendere conto a nessuno, mettendomi per una volta la centro e difendendo i miei spazi con le unghie e con i denti: e proprio in quel momento, ovviamente… Grazioso.

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