Libri

“L’incognita”

di Gabriele Ottaviani

Quando l’oscurità aumentò si presero per mano: dalle nubi umide spirava lieve e dolce la solitudine dell’umanità, la notte da cui venivano e verso la quale si erano incamminati…

L’incognita, Hermann Broch, Carbonio. Più dell’amore persiste solo la perdita, e la perdita di un padre è uno choc, una spinta verso il vuoto, l’abisso un tuffo dove l’acqua non solo non è affatto più blu, ma nemmeno si vede se il fondale riserva ulteriori insidie: per il protagonista di questo romanzo questa dolorosa cesura è lo stimolo a rifugiarsi sempre più nelle risposte che può dare la scienza, che indaga l’indicibile col setaccio della certezza. Per suo fratello invece è un invito a vivere il presente, del resto chi vuol esser lieto sia, del diman non v’è certezza, e per la sorella è uno sprone a cercare rifugio e consolazione nella fede: in una Vienna affascinante come un tessuto prezioso prende le mosse una vicenda emozionante, struggente, coinvolgente, strapiena di livelli di lettura e di chiavi di interpretazione, poetica discesa agli inferi e al tempo stesso assurgimento lirico verso le vette dell’animo umano. Con sensibilità coltissima e decisamente fine Broch rivive in questo testo che fa bene al cuore. Traduzione di Luca Crescenzi.

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