Libri

“L’ultima nota”

di Gabriele Ottaviani

Nel “ghetto modello” il compositore trovò una vena creativa insospettabile…

L’orrore non è silente, e la colonna sonora dei lager non è fatta solo di urla disperate o di scoppi d’arma da fuoco, ma si compone anche di musica sinfonica. Ad Auschwitz, Terezin, Buchenwald e Dachau i nazisti imponevano ai prigionieri, avendo allestito piccole e grandi orchestre, di accompagnare con brani strumentali le torture e le marce verso il lavoro o le camere a gas, nonché i momenti di intrattenimento per gli aguzzini, che si avvalevano dell’arte anche con valenza propagandistica. Nei campi di concentramento si incontrarono infatti straordinari artisti che seppero comporre musiche di incredibile pregio, melodie di ribellione, inni di speranza, canti religiosi e molto altro: Roberto Franchini, giornalista, scrittore, saggista ed esperto di storia della musica scrive per Marietti 1820 L’ultima nota – Musica e musicisti nei lager nazisti, un testo approfondito, intenso, emozionante, interessantissimo.

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