Libri

“Delitto sull’Isola Bianca”

di Gabriele Ottaviani

Si era inventata una menzogna innocente, a suo modo di vedere. Non era affatto in dolce attesa, ma aveva tentato quella strada pur di riuscire a convincerlo. Poi, una volta che fossero stati marito e moglie, poteva benissimo mentire ancora e raccontargli con afflizione di aver perso il bambino. Oppure gli avrebbe rivelato l’inganno, tanto ormai il loro legame sarebbe stato indissolubile. Purtroppo non aveva funzionato e ora doveva percorrere l’altra strada: accettare la corte di Edoardo Saletti. Quel ragazzo non era il suo ideale, ma non aveva altra scelta se voleva trovare marito sull’isola. D’altra parte non ne era quasi mai uscita e non conosceva nessun altro. Si sentiva come una strana creatura, un misto di ingenuità e furbizia, una bambina cresciuta male e nella quasi totale solitudine. E pensare che aveva anche un fratello, finito chissà dove. Lui era riuscito a ribellarsi e se ne era andato lontano quando era poco più che un ragazzino. Non avevano più avuto sue notizie e ogni volta che lei lo menzionava il padre diceva di lasciar perdere. Li aveva rinnegati e non si meritava più niente. Si stava chiedendo come fare per riavvicinarsi a Edoardo, che in passato aveva rifiutato in malo modo, ma non fece nulla, perché sentì uno scalpiccio e qualcuno bussò alla sua porta. Veronica scostò la tendina e vide che si trattava proprio del figlio maggiore dei Saletti. Sotto la pioggia, reggeva in braccio una grossa cesta coperta con una pesante tela di sacco. Quando la ragazza aprì, Edoardo si tolse il cappello ed entrò, asciugandosi i piedi sullo zerbino e lasciando fuori il misterioso fagotto. Lei lo fece accomodare, con una sconsolata espressione di circostanza. «Sei venuto a farmi le condoglianze?»

Delitto sull’Isola Bianca – Le indagini del Foresto, Chiara Forlani, Nua. Romanzo primo classificato per la miglior ambientazione al concorso Giallo Festival 2020 e secondo classificato assoluto al premio De Filippis Gold Crime 2020, giallo comme il faut caratterizzato da pregevole fattura, bello stile, struttura solida e ritmo sostenuto e avvincente, è un riuscitissimo giallo che conduce con mano sicura il lettore tra le strade dell’Isola Bianca e di Ferrara, città dell’autrice, che infatti non a caso ne sa tratteggiare in modo sublime il profilo, insieme al giovane Attilio Malvezzi, per portare a termine un’indagine che si intreccia con i traumatici eventi della seconda guerra mondiale. Nel millenovecentocinquanta, infatti, in mezzo al Po, tra campagna, amori, segreti e perle di saggezza popolare, rustica, ruvida e concreta, un giovane ombroso che vive con un proiettile conficcato nel cranio viene coinvolto nell’indagine su un delitto che tutti i cittadini del luogo avevano validi motivi per commettere… Da non perdere.

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