Libri

“Rainbirds”: intervista all’autrice

di Gabriele Ottaviani

Convenzionali intervista con gioia Clarissa Goenawan, autrice di Rainbirds (Carbonio 2021, traduzione di Viola Di Grado, collana “Cielo stellato”).

Perché ha sentito l’esigenza di scrivere questo romanzo?

Un giorno, una domanda è balenata nella mia mente. E se qualcuno a cui tenevo morisse inaspettatamente e mi rendessi conto troppo tardi che non era il tipo di persona che pensavo fosse? Quest’idea mi ha lasciato una profonda impressione e sapevo che dovevo raccontare questa storia.

Che cosa la affascina della cultura e della società giapponese?

Da ragazza della Generazione Y, sono cresciuta quando anime, manga e altre culture pop giapponesi hanno guadagnato popolarità. Ho passato i miei pomeriggi guardando Sailor Moon sulla stazione TV locale, prendendo in prestito i fumetti di Detective Conan dagli amici e ascoltando canzoni J-Pop. Sono una grande fan dei manga, sono il mio guilty pleasure. Leggo molti più manga di quanto sia disposta ad ammettere. Mi piacciono anche i romanzi giapponesi, in particolare la narrativa letteraria e poliziesca. A causa del mio interesse per la cultura pop giapponese, ho deciso di studiare la lingua giapponese e la cultura tradizionale. Nel corso degli anni mi sono dilettata in diverse arti tradizionali, tra cui la cerimonia del tè giapponese, la vestizione del kimono e la danza tradizionale giapponese. Ho sempre ammirato quanta meditazione ci sia in ogni singolo gesto, che però allo stesso tempo sembra naturale e senza sforzo. Per esempio, in una cerimonia del tè, quando il padrone di casa serve il tè all’ospite, si assicura che la parte anteriore del chawan (la ciotola del tè) sia rivolta verso l’ospite. Ma quando l’ospite beve, la gira per primo in modo che le sue labbra non tocchino lo splendido decoro.

Quali sono gli aspetti più significativi delle dinamiche familiari?

Le famiglie esistono in molte forme e dimensioni diverse, ognuna con le proprie circostanze uniche, e tutte sono speciali a modo loro, ma credo che il linguaggio universale dell’amore, della sicurezza, della fiducia e del rispetto faccia molto per costruire una dinamica familiare sana e solidale.

Ciascuno di noi ha un lato dell’anima oscuro e nascosto?

Carl Jung ha notoriamente coniato il concetto di ombra: le parti oscure di noi stessi che emergono nel corso della nostra vita nonostante i nostri migliori sforzi per sopprimerle. Queste potrebbero provenire da rabbia, avidità, gelosia, senso di colpa o qualsiasi altra emozione negativa. Se non vengono controllate potrebbero influenzare il nostro giudizio e sabotare le nostre vite e le nostre relazioni. Quindi, è importante sviluppare la consapevolezza di sé e la compassione per gli altri e anche per noi stessi. I nostri fallimenti non dovrebbero definirci.

Quali sono i segreti più pericolosi?

Probabilmente quelli che farebbero del male a coloro a cui teniamo. Causare sofferenza ai nostri cari è spesso più doloroso che fare del male a noi stessi.

Che cosa significa per lei scrivere?

Raccogliere momenti che mi hanno toccato e documentarli. Una caratteristica dei miei romanzi è che contengono le mie cose preferite. Libri classici, delizioso comfort food giapponese, dessert e cioccolatini, bellissime auto degli anni Novanta, canzoni jazz e musica classica, la stagione delle piogge e anche i piccoli incontri quotidiani che mi abbagliano. Trasformandoli in parole, spero di catturare per sempre questi preziosi ricordi. In un certo senso, i miei romanzi sono le mie capsule del tempo.

Quali sono i suoi prossimi progetti?

Sto lavorando al mio terzo romanzo, Watersong, che uscirà nel 2022. Proprio come Rainbirds e Il mondo perfetto di Miwako Sumida — il mio secondo romanzo, che in Italia verrà pubblicato sempre dall’editore Carbonio —, è un giallo letterario con elementi di realismo magico ambientato in Giappone. Curiosità: Rainbirds, Il mondo perfetto di Miwako Sumida e Watersong sono ambientati nello stesso universo, quindi i lettori incontreranno alcuni personaggi a loro familiari.

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3 risposte a "“Rainbirds”: intervista all’autrice"

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