Libri

“Danger Zone”

di Gabriele Ottaviani

Ci fu una lunga pausa e mi chiesi cosa stesse succedendo dentro la stanza. Sicuramente Pantera stava affrontando una di quelle famose occhiatacce mortali del paparino, e dovevo ammettere che sentirlo rispondere a tono al padre gli aveva fatto guadagnare un punto in più nella categoria “maledettamente sexy”. «Non venire a piangere da me quando le conseguenze delle tue azioni ti esploderanno in faccia,» ringhiò il capitano Hughes, poi la porta si aprì di scatto e io mi appiattii al muro mentre lui usciva come una furia. Grazie a Dio il capitano andò dalla parte opposta a dove mi trovavo, perché avevo la sensazione che se mi avesse visto in quel momento uno dei due non sarebbe sopravvissuto. E non c’era bisogno di immaginare chi. Riposa in pace, Solo. Aspettai Pantera, incerto su cosa gli avrei detto. Forse un: “grazie per avermi difeso da capitan Stronzo” sarebbe stato appropriato. Passarono un paio di minuti e Pantera non era ancora uscito, così sbirciai dietro la porta, e lo vidi. Con una mano sul fianco e l’altra sulla fronte, era appoggiato alla finestra, guardava in lontananza l’aviosuperficie. A cosa stava pensando? Sembrava un momento privato, ma quando mai gli avevo dato spazio? Non avrei certo iniziato in quell’istante. Pantera lasciò andare un lungo e pesante sospiro, che sembrò durare in eterno, poi si allontanò dalla finestra e si bloccò quando mi vide. «Da quanto tempo sei lì?»

Danger Zone, Ella Frank & Brooke Blaine, Triskell. Traduzione di Cristina Tormen. Solo e Pantera sono due formidabili piloti della Marina: tra loro però la tensione non è solo in ambito lavorativo, anzi, quella rivalità è del tutto trascurabile. La vera miccia che è sempre sul punto di accendersi, la bomba in perenne procinto di esplodere, infatti, è di tutt’altro genere, la lotta che li avvince è quella, tremendamente erotica, che ingaggiano per mettere, vanamente, a tacere il ruggito del loro desiderio: intenso.

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