Libri

“L’isola nuda”

di Gabriele Ottaviani

Era entrata nelle nostre vite all’improvviso…

L’isola nuda, Dunja Badnjević, Bordeaux. Detta nuda per via della sua vegetazione pressoché assente, un po’ come calvo è il Monte Ventoso di petrarchesca memoria, Goli Otok, isola croata, lega il suo nome a un lager, il campo di prigionia più vicino all’Europa occidentale, dove trovavano posto i criminali comuni della Jugoslavia assieme ai nemici politici di Tito, tra cui il padre dell’autrice (cui si deve anche Come le rane nell’acqua bollente) che ha lavorato come redattrice agli Editori Riuniti e attualmente si occupa di traduzione e promozione della letteratura serba, bosniaca e croata in Italia, ha tradotto per Adelphi, Editori Riuniti, Guanda, Ponte alle Grazie, Newton Compton, Jaca Book e altre case editrici e ha curato per i Meridiani Mondadori un volume del premio Nobel jugoslavo, Ivo Andrić, che lì ha passato anni di confino a causa del suo fervente internazionalismo in opposizione allo strappo del maresciallo nei confronti dell’URSS. E da lì Dunja Badnjević, che ha arricchito in questa nuova edizione un testo altrimenti oramai introvabile con una sezione di documenti, riparte per un viaggio nella sua storia, in quella con l’iniziale maiuscola, nella sua famiglia, serbo-croata-bosniaca, e chi ha avuto la fortuna, come chi scrive, di conoscere in parte l’ex-Jugoslavia, avendo visitato la Slovenia, Belgrado e Banja Luka, sa bene cosa significhi questo, e nel suo martoriato e bel paese, tra lirici toni diaristici e lirici e compiuti accenti narrativi. Da non perdere.

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