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Laocoonte, Michelangelo, Giulio II e…

di Gabriele Ottaviani

Francesco Colafemmina è l’autore di Enigma Laocoonte: Convenzionali lo intervista con gioia per voi.

Qual è la storia del Laocoonte? E quale il suo messaggio simbolico, spirituale, artistico e politico?

Dovremmo parlare di storie del Laocoonte, viste le varianti del mito e le numerose letture simboliche. Cercando di semplificare potremmo dire che Laocoonte incarna il simbolo dell’uomo annientato nel momento stesso in cui grida la verità. Ribelle ad ogni censura, ostile ad ogni dispotismo. Ma è anche qualcosa di più: rappresenta non una verità astratta o rivoluzionaria, ma la verità che viene dalla tradizione, dalla pienezza della civiltà in prossimità di un definitivo collasso.   

Quali sono gli aspetti più interessanti delle figure di Michelangelo e Giulio II per lei?

La loro estrema modernità e nello stesso tempo la loro perfetta rispondenza al carattere della loro epoca. Diversi e complementari, istintivi, bizzosi, visionari, sempre pronti a superare sé stessi, con la mente e lo spirito in perpetuo fermento.

Cosa c’è di affascinante secondo lei per gli esseri umani nell’arte dell’ingegno e della contraffazione?

C’è il fascino archetipico del nascondimento e del disvelamento. Perché in questo caso parliamo di qualcosa che va al di là della contraffazione. Ci sarebbe sì un “falso antico”, ma anche una spettacolare messinscena. E la volontà di nascondere ogni traccia dell’autore. Camuffarsi attraverso un’opera, uscire dal tempo, oltre che dalla propria identità. Per questo dovremmo parlare di un’opera assai più intima di ogni altra del suo probabile autore. Ricca di implicazioni simboliche e di evocazioni.

Quali sono i suoi prossimi progetti come autore e divulgatore?

A breve sarà pubblicato un mio romanzo per così dire “distopico” incentrato su una rivoluzione in grado di riconnettere una generazione senza obiettivi né speranze, ai sogni e alla capacità di plasmare il tempo dei propri nonni. Poi, l’anno prossimo sarà la volta di una prima traduzione italiana di un’opera del grande autore greco Ilias Venezis.

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