Libri

Il ritorno di “Una coppia perfetta”

di Gabriele Ottaviani

Torna nelle librerie Una coppia perfetta, il libro generazionale di Mariano Lamberti: Convenzionali ne parla con l’autore.

Come mai questa nuova edizione? E in cosa differisce dalla prima?

A parte alcuni aggiustamenti grafici e il cambiamento di alcune chat iniziali che ci sembravano un po’ datate, la sostanza non è cambiata, ci sembrava però significativo  riproporlo dato che questo piccolo romanzo, (divenuto a sorpresa generazionale, fu letto molto dai ventenni che normalmente leggono poco) è sempre più attuale nel descrivere dinamiche relazionali (omo e non) contemporanee basate su conoscenze virtuali, dinamiche alienanti e passionali allo stesso tempo per la capacità degli utenti di proiettare su uno sconosciuto bisogni e desideri inconfessati.

Come sono cambiate le relazioni nell’era del Covid?

Sono peggiorate, temo: l’isolamento ha fatto venir fuori ancora di più la solitudine delle persone che principalmente comunicano attraverso i social, ha esasperato quel tipo di rappresentazione di sé, il nascondersi e il mascherarsi dietro vite sofisticate da filtri e una narrazione di sé spavalda e aggressiva, una metamorfosi avvenuta in poco tempo e in maniera quasi indolore.

Per alcuni le chat e le app sono l’unico modo per sentirsi liberi di essere quel che sono e per incontrare una persona che interrompa la loro solitudine, anche sessuale, ma talvolta ci si imbatte in stereotipi, pregiudizi, atteggiamenti e comportamenti tossici, che riproducono in realtà esattamente, se non persino in modo ancora più violento, quelle stesse dinamiche che a parole tanti sostengono di combattere in nome dell’inclusività (“Io ho un rapporto di amore e odio con Grindr. Mi iscrivo, e dopo un po’ ho una nausea che al confronto quella di Sartre è un Buscopan”, dice nello spettacolo di stand-up comedy “Allegro non troppo”, prossimamente anche a Roma, per la regia proprio di Mariano Lamberti, Lorenzo Balducci, ndr): dov’è, in tutto questo, l’equilibrio?

Il rapporto che molti omosessuali hanno con Grindr è molto problematico e talvolta molto creativo rispetto alle proprie idiosincrasie: c’è tutto un decalogo di manie contrattualizzate che farebbero impallidire il marchese de Sade; da un lato con Grindr ci si difende dall’intimità e quindi dall’esporre le proprie zone fragili, dall’altra sta amplificando questo consumismo dei corpi, epigono finale del consumismo in generale. Tra un po’ ordineremo il sesso su Amazon.

Cos’hanno di diverso e di simile i mondi pre- e post-Grindr?

Credo che se qualcuno non ha voglia di mettere in gioco la propria intimità in un rapporto a due lo possa fare con o senza Grindr: ricordo quel bellissimo film di Bertolucci, Ultimo tango a Parigi… In fondo il mio lavoro parla di quello, dell’eros che diventa thanatos nel momento in cui conosce l’intimità, però Grindr sicuramente ha esasperato questa solitudine e questa tracotanza delle persone nel  comunicare in maniera assoluta i propri bisogni, senza rapportarsi realmente con l’altro che anzi diviene una sagoma su cui sparare le proprie frustrazioni. Le giovani generazioni poi, in molti casi su Grindr, hanno assunto una maschera spietata e canagliesca.

“Come si riconosce un bambino bullizzato? È quello che quando scrive il tema sul superpotere che vorrebbe avere sceglie l’invisibilità” (sempre da “Allegro non troppo”,ndr): cosa vuole dire Mariano Lamberti a un ragazzo che ha paura di non essere più amato solo perché non è eterosessuale?

Gli direi…Tra un po’ non ci sarà più bisogno di aver paura perché la sessualità diventerà il modo di stare al mondo con la propria unicità, l’idea della fluidità di genere sta sempre più prendendo piede nonostante (sembra) ci siano rigurgiti di una destra machista patriarcale, ma è un lucore di stelle morte, ideologie anacronistiche, spesso riesumate dalla politica sia di destra che di sinistra in cerca di una platea elettorale.

Come risponde a chi ritiene che l’omofobia non sia un problema, un’emergenza o una priorità?

Finché ci sarà una società familistica normativa ci sarà anche omofobia perché l’affettività omosessuale in qualche modo mette in discussione, ampliandoli, il perché e il percome si fanno le famiglie, nonostante la sempre più frequente nidificazione della comunità Lgbt. L’omofobia però, attenzione, non è un panno rosso da agitare (da parte della politica) nei casi di cronaca di queer bashing, ma è un lungo e instancabile lavoro che un omosessuale, uomo e donna, fa su sé stesso per riconoscere i tentacoli dell’omofobia introiettata.

Perché per molti le coppie gay sono coppie di serie B?

Perché semplicemente non capiscono che le coppie omosessuali sono quelle che consumano e spendono di più non avendo figli, quindi, dal punto di vista sociale sono di serie A: sono idee antiquate buone solo a fare propaganda. Certo se poi ci si mette pure la legge con il non obbligo di fedeltà delle coppie omo-sposate, voilà!, la frittata è fatta.

Quali passi debbono essere ancora compiuti per una società più aperta ed equa?

Credo che ci sarà da legiferare ancora in maniera più approfondita e capillare per quanto riguarda la giurisdizione delle coppie omosessuali, soprattutto in Italia.

Che cos’è l’amore? E su cosa si basa?

L’amore è un patto di fiducia tra due persone che sono attratte dal punto di vista fisico e spirituale. Semplice e complicato, almeno per me.

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