Libri

“Il tempo della carne”

di Gabriele Ottaviani

Più avanti, proverà a immaginare cosa sarebbe successo se tutto fosse rimasto così com’era. Se avesse portato a termine la propria metamorfosi, e Mercuro Cano la sua. Ma d’altronde sarebbe assurdo che, nella vita, ci fosse qualcosa di così semplice. Così semplice, e così puro. Djuna Barnes scrive che non può esistere un dolore puro, perché il dolore è compagno di letto della carne, del fiele, delle budella e di ogni genere di interiora. Non bisogna mai perdere di vista la stratificata carnalità della vita. Secondo Ben Okri il fato ha in serbo per ciascuno di noi una destinazione diversa da quella che immaginiamo, e i nostri sogni si realizzano sempre, ma mai come ci saremmo aspettati.

Il tempo della carne, Lina Wolff, Codice, traduzione di Andrea Berardini. In un’estate bollente come solo quelle di Madrid, splendida ma lontana dalla funzione mitigatrice del mare, sanno essere Bennedith, giornalista svedese in cerca di ispirazione, incontra in un bar un uomo di nome Mercuro Cano, che le chiede aiuto perché sostiene che una suora gli abbia rovinato la vita, ma si imbatte poi anche in Miranda, non più giovane, sposata con Santiago, sulle cui spalle, oltre all’età, grava anche il peso della condanna senza appello dell’Alzheimer: e se il destino dunque avesse messo sulla strada di Bennedith l’occasione per dare una svolta alla propria vita, prendendosi cura, curando e curandosi? Delicatissimo, commovente, magnifico.

Standard

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...